Il "movimento" omosessuale italiano è una delle realtà più variegate e complesse che si possano immaginare. Come è anche ovvio, al suo interno, e intorno ad esso, ruotano realtà tanto diverse e a volte contrastanti che difficilmente potrebbero trovare un'armonica composizione in un unico modello di riferimento unitario capace di darsi priorità comuni su cui puntare tutte le energie e le attenzioni.
Le varie realtà, come per ogni soggetto sociale, non possono certo essere uniche e onnicomprensive ma nella loro giusta diversità non sarebbe male riuscissero a trovare una piattaforma comune.
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Ospite di Fabio Fazio alla trasmissione "Che tempo che fa" il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ha dato una vera e propria lezione di democrazia e di "non omofobia" per quel che riguarda la Pari opportunità.
Dopo una lunga tranche di domande sulle trattative in materia di lavoro Fazio le ha chiesto cosa ne pensasse della recente sentenza della corte di cassazione in materia di diritti familiari per le coppie composte da persone dello stesso sesso:
Per la mia formazione io sono un po' tradizionalista ma come Ministro delle pari opportunità io devo, e l'ho fatto in diverse occasioni, affermare che le pari opportunità sono in capo alle persone indipendentemente dalle espressioni di preferenza in materia sessuale, oppure per ragioni di colore, oppure per ragioni di altre caratteristiche personali.
Quindi sotto questo profilo come Ministro io non posso che dire che la Corte di Cassazione ha affermato un principio di Pari Opportunità vera.
La lezione è proprio questa: personalmente si potrebbe anche avere opinioni diverse, più tradizionaliste, ma se si ricopre un ruolo di rilevanza istituzionale(da notare l'enfasi che Fornero mette nel pronunciare la parola Ministro in contrapposizione al primo "io"!) si deve agire di conseguenza.
Elsa può pensarla in un modo ma il Ministro Fornero deve agire nel solco della Democrazia.
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"La coppia omosessuale è titolare del diritto alla vita famigliare come qualsiasi altra coppia coniugata formata da marito e moglie".
Così la Corte di Cassazione ha sentenziato rifiutando la trascrizione del matrimonio contratto all'estero da due cittadini italiani.
La Cassazione ha quindi scritto nero su bianco che anche per le coppie composte da persone dello stesso sesso devono valere gli stessi diritti assicurati dalla legge ad una qualsiasi coppia etero persistendone le caratteristiche di vita familiare e di coppia stabilmente convivente.
Se da una parte al Palazzaccio sembrerebbe essere stata scoperta l'acqua calda dall'altra si può tranquillamente parlare di sentenza storica in linea con la sentenza della Corte Costituzionale che aveva sancito lo stesso diritto un paio di anni orsono.
E' la stessa Cassazione a ricordare la sentenza del 2010 e a mutuarne i concetti alla base: il matrimonio può non essere considerato un diritto automatico ma sicuramente e senza dubbi deve essere considerato, e riconosciuto, il diritto alla vita familiare di tutte le coppie.
La Cassazione, così come la Corte Costituzionale, non può trascrivere sic et sempliciter il diritto al matrimonio nel corpus legislativo ma non è disposta a non considerare il diritto di tutti ad avere un "trattamento omogeneo":
I componenti della coppia omosessuale, conviventi in stabile relazione di fatto, se secondo la legislazione italiana non possono far valere né il diritto a contrarre matrimonio né il diritto alla trascrizione del matrimonio contratto all'estero, tuttavia - a prescindere dall'intervento del legislatore in materia - quali titolari del diritto alla 'vita famigliare' e nell'esercizio del diritto inviolabile di vivere liberamente una condizione di coppia e del diritto alla tutela giurisdizionale di specifiche situazioni, segnatamente alla tutela di altri diritti fondamentali, possono adire i giudici comuni per far valere, in presenza di specifiche situazioni, il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata.
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Il titolone di ieri del Giornale serviva a dirottare la discussione nel merito della risoluzione della UE verso quel che non è accaduto.
Bersaglio colpito!
In moltissimi hanno dato credito solo a quel che Il Giornale voleva far credere tanto tra chi auspicherebbe fosse vero che tra chi fieramente si batte per negare diritti ad intere compagini di cittadini che si pretendono inferiori sulla base del sesso della persona di cui sono innamorati.
Così, strumentalmente a quel che voleva millantare Borgia anche il sedicente Forum delle Famiglie interviene su un falso dibattito per elargire il proprio personalissimo odio e mistificare tanto la risoluzione votata a Strasburgo che il ruolo del Forum stesso.
Secondo un comunicato dettato alle agenzie stampa da Francesco Belletti quel voto mostra:
Un'Europa che interviene su forme leggere di vita privata che non potranno mai essere assimilate alla famiglia della quale manca il progetto generativo ma che chiude gli occhi sullo spread delle politiche sociali che vede l'Italia in ritardo spaventoso.
Quando sul tappeto ci sono gli interessi della stragrande maggioranza della popolazione ci si nasconde dietro alla difesa dell'autonomia del sistema Paese mentre quando si tratta di richiedere la "parità" delle persone LGBTI non si esita ad intervenire sull'identità della famiglia su cui è costruito il tessuto sociale di tanti Paesi.
E' un'Europa che non teme di mettere in discussione e violare i limiti fissati dagli stessi Trattati costitutivi quando si tratta di promuovere gli interessi delle lobby più chiassose, come è il caso dell'Ilga già sostenuta a colpi di milioni di euro.
Un'Europa che tradisce l'intuizione originaria che aveva come obbiettivo l'unione dei popoli e non delle ideologie. Un'Europa schizofrenica che non ci piace.
Trascurando per una volta gli innumerevoli insulti lanciati a chi non è cristianamente etero del sedicente gruppo cattolico sarà bene chiarire la valanga di menzogne di questo comunicato tanto facilmente elargito alla stampa.
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Il Giornale, come al solito, sceglie la linea della prima pagina shock per aprire l'edizione odierna: "Hanno vinto i gay".
La notizia di fondo è l'approvazione a Strasburgo di una direttiva di non discriminazione. Nella foga di affermare la propria volontà omofoba e il proprio anti-europeismo di fortuna Pier Francesco Borgia fa anche confusione (volutamente!) sui reali effetti della risoluzione stessa e sulla sua attuazione che sancisce il rammarico dell'Unione per l'eventualità «dell'adozione da parte di alcuni stati di definizioni restrittive di "famiglia" con lo scopo di negare la tutela giuridica alle coppie dello stesso sesso e ai loro figli».
Nulla di nuovo sotto il sole di Sallusti largamente abituato alla mistificazione e all'omofobia.
Ben più interessante l'editoriale collegato a tale notizia che compare in prima pagina a caratteri cubitali. Editoriale firmato da Vittorio Sgarbi che, ogni tanto, riesce a ragionare su tavoli diversi da quelli esclusivamente ideologici di destra:
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