Come già annunciato c'è aria fresca che spira nel panorama GLBT romano. Aria fresca che sembra partire dalle elezioni di ArciGay Roma, maggiore associazione romana per numeri.
Le elezioni di ArciGay, di solito, non sono un vero e proprio evento ma quest'anno sembrano aggiungere qualcosa allo scenario omosessuale capitolino.
L'esecutivo uscente non è particolarmente amato da molti e soprattutto da chi non è all'interno dell'associazione e una faccia nuova, relativamente nuova, si affaccia al congresso con l'intenzione di dare battaglia alla gestione Marrazzo.
Antagonista dell'uscente Fabrizio Marrazzo è infatti Federica Pezzoli, avvocata, ex transgender e attivista.
Federica ha messo su un comitato promotore per sostenere le proprie idee e, con il comitato, un blog ad hoc per partecipare il programma e discutere delle proposte.
Ho chiesto a Federica di parlarci di se stessa, delle sue proposte e di queste elezioni.
Ovviamente ho fatto altrettanto con il direttivo uscente, nei prossimi giorni sarà pubblicata anche l'intervista a Fabrizio Marrazzo.
Chi è Federica Pezzoli?
Federica è una donna, fiera del suo passato e di tutte le scelte che ha compiuto. Fiera di essere stata capace di costruire relazioni personali che costellano la sua vita di affetti importanti, profondi e duraturi. Fiera di essere oggi un'avvocata e ieri di essere stato un avvocato. Fiera di aver lottato per anni per ottenere i suoi diritti e di essersi impegnata per veder affermati quelli delle persone gay, lesbiche, transgender.
E fiera oggi proporre una candidatura "di frontiera" alla guida di un'associazione importante nel panorama lgbt italiano.
Se mi consenti una precisazione, vorrei estendere il concetto di comunità lgbt anche alle persone ex-transgender, poiché il loro percorso non finisce con la semplice transizione chirurgica, ma richiede un supporto anche per arrivare ad una piena integrazione sociale.
Perchè hai deciso di candidarti alla guida di Arcigay Roma?
Potrei limitarmi a dire che l'ho fatto per rispondere ad una richiesta di un gruppo di soci francamente delusi di 5 anni di gestione del vertice attuale. Però, preferisco dire che ho visto con i miei occhi e ho deciso che l'istanza di quel gruppo era giusta e che era da sostenere.
E dato che quando mi ci metto sono una tipa tosta, mi sono buttata a capo fitto in questa avventura, convinta di riuscire a colmare il gap che separa l'associazione di oggi dalla comunità e dalle altre realtà associative che ci sono a Roma e nella sua provincia
Cosa pensi di portare dalle tue precedenti esperienze all'interno di una associazione così radicata?
La rete di contatti con altre realtà lgbt è un patrimonio che potrà arricchire l'Associazione. Grazie a questa rete, sarà possibile ricostruire un rapporto di collaborazione e di rispetto finalizzato ad individuare e perseguire obiettivi comuni e condivisi.
Il tempo della contrapposizione e della contesa per la visibilità deve finire, per lasciare posto ad un approccio strategico in cui gli obiettivi della comunità sono l'unica cosa che conti. E su questo, penso che la mia tenacia e le energie del direttivo che proponiamo siano un contributo di grande importanza.
Il tuo slogan elettorale è "Cambiare in meglio si può", cosa credi che ci sia da cambiare nell'associazione?
Mi inviti a nozze con questa domanda, ma voglio essere molto sintetica.
Il vero problema che affligge Arcigay a Roma è l'assoluta mancanza di partecipazione da parte dei soci e quindi un forte deficit democratico, aggravato da una grave mancanza di trasparenza sia nella gestione, sia nel rapporto con altri soggetti del panorama politico.
Tutto questo ha prodotto una situazione di isolamento dell'Associazione dal resto del movimento romano, con serie ripercussioni in termini di credibilità.
Penso a tutta la vicenda della richiesta di incontro al Sindaco Alemanno, alla richiesta di avere il patrocinio per la manifestazione del Pride inviata all'insaputa di tutte le altre associazioni ed infine alla mancata sottoscrizione della piattaforma politica del Pride di Roma.
Insomma episodi che hanno reso, se possibile, ancora più plumbeo il clima attorno ad Arcigay Roma, anche con ripercussioni sull'Associazione nazionale.
Dunque, per rispondere alla tua domanda, il nostro primo impegno sarà quello di incoraggiare al massimo la presenza dei soci interessati ad impegnarsi nella vita associativa e individuare con loro progetti ed iniziative da realizzare insieme, privilegiando al massimo il loro coinvolgimento e l'integrazione con le altre associazioni.
Insomma potremmo usare uno slogan: "Porte aperte in casa Arcigay".
Alla campagna elettorale hai legato il video di Vasco Rossi "c'è chi dice no", a cosa vorresti dire no?
No, la canzone del noto provoca(u)tore Vasco Rossi si intitola "Gli Spari Sopra" (1993).
L'abbiamo scelta per le parole di denuncia di questa canzone:"Ed è sempre stato facile fare ingiustizie!
Prendere, manipolare, fare credere!
Ma adesso state più attenti!
Perchè ogni cosa è scritta!
E se si girano gli eserciti e spariscono gli eroi
Se la guerra poi adesso cominciamo a farla noi
No sorridete, gli spari sopra sono per voi..."
Credi che l'attuale presidenza abbia fatto errori che è necessario correggere e abbia sbagliato direzione in qualcosa?
In sintesi, direi che più che alle esigenze della comunità e a quelle dei soci si è dato molto, forse troppo, peso a relazioni politiche non sempre trasparenti e a una certa "indulgenza" nel cercare spazi che assicurassero una notevole visibilità.
Spesso determinando una cesura dannosissima verso gli altri soggetti della comunità che operano sul territorio.
Credi che l'associazione sia pronta ad un cambiamento come quello che proponi? Ci sono elementi di resistenza ?
Purtroppo c'è un vissuto che non può essere facilmente dimenticato.
Il livello di conflittualità che oggi esiste fra Arcigay Roma e le altre associazioni LGBT che agiscono sul territorio ha raggiunto un livello altissimo.
In caso di successo, dovremo lavorare sodo per ricostruire la rete di relazioni che in questo momento è stata spazzata via.
Questo sicuramente comporterà qualche difficoltà, ma sono certa che il direttivo che proponiamo sarà capace di compiere questa opera di radicale mutamento.
Voci di corridoio dicono che il congresso che si concluderà con le elezioni è stato largamente anticipato. Se è vero come giudichi questa scelta e perchè è stata compiuta?
La sua prevista collocazione era intorno al mese di dicembre.
Non posso fare ulteriori riflessioni, se non invitare a considerare che la convocazione emessa il 22 luglio è seguita immediatamente all'annuncio della costituzione del Comitato promotore della mia candidatura.
Ti consiglio di fare la stessa domanda alla dirigenza uscente, probabilmente loro hanno una versione più convincente.
All'interno dell'ambiente GLBT romano il tuo diretto antagonista sta vivendo momenti di contestazione, come giudichi il dibattito che si è aperto in merito?
Beh, innanzitutto non posso che essere felice che esista un dibattito. Certo sta assumendo toni molto accesi, ma avere la possibilità di discutere è già un notevole passo avanti.
Avrai certamente saputo che abbiamo aperto un blog nel quale siamo aperti al confronto con chiunque voglia interloquire con noi (http://ilprogrammadifederica.wordpress.com).
Questo è un segno oltre che della nostra consapevolezza della forza dei moderni mezzi di comunicazione, ma anche della nostra apertura ad una gestione trasparente e partecipata.
Lo definirei un "fatto senza precedenti" nella storia di questa associazione.
Va molto di moda tirare le somme dei primi cento giorni di "governo" e di conseguenza fare promesse elettorali proprio in merito ai primi cento giorni: cosa farai nei tuoi primi cento giorni di presidenza di Arcigay Roma se sarai eletta?
Verificare tutta la contabilità dell'associazione: sapere a quanto ammonta l'attivo di Arcigay Roma ci darà la misura per prendere ogni decisone in merito alle iniziative da intraprendere. Speriamo bene.
Perciò il Collegio dei Revisori dei Conti sarà subito incaricato per verificare lo stato attivo e passivo dell'associazione.
Poi, attuazione della democrazia partecipata.
Messa on line dello Statuto dell'associazione, dei Regolamenti interni vigenti.
Infine, la comunicazione: un'assemblea dei soci per illustrare questi punti e contestualmente il restyling del sito per offrire alle/ai Socie/i maggiore informazione sulle attività dell'associazione.
Alcuni criticano la candidatura di una donna alla guida di un'associazione gay e ti accusano di non essere adatta a questo ruolo, cosa ne pensi e in che modo vorresti controbattere?
Dicono di più, dicono che una ex-transgender non possa comprendere i temi legati ai gay, alle lesbiche e ai bisex.
Inutile nascondere la resistenza che c'è verso la mia candidatura. Ma crediamo che sia un segnale molto forte, molto nuovo e molto radicale per combattere ogni forma di LGBT-fobia.
E anche utile per l'unità del movimento LGBT tutto.
Secondo molti ArciGay, e soprattutto ArciGay Roma hanno un filo diretto con il PD. Secondo molti questo filo diretto è innegabile. Come intendi porti rispetto al Partito Democratico e ai partiti in generale?
Pensiamo che le associazioni non debbano essere delle sezioni di partito mascherate.
Arcigay Roma è, e sarà, un'associazione apartitica, ma non apolitica.
Negli ultimi giorni un utente anonimo che si firma Boa Rosa sta invadendo la Rete con iniziative del tutto particolari sulla candidatura e rielezione di Fabrizio Marrazzo. Video e aste on line che tendo a mettere in evidenza le mancanze del tuo avversario. Come giudichi queste iniziative?
Se mi consenti una sintesi estrema... fa-vo-lo-se!
Trovo che un po' di sana ironia e anche un pizzico di satira non guastino affatto.
In generale direi che la comunicazione passi anche attraverso le immagini di un video, pur ironico.
Già che ci siamo . potresti dire a BoaRosa, se lo incontri, che mi sta molto simpatico e trovo sia un tipo creativo e pieno di fantasia?
E che anzi mi dispiace un po' che trascuri me e dedichi tante attenzioni a Fabrizio Marrazzo.
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