Primo dicembre 2008: ventunesima giornata della lotta contro l'AIDS. Oggi le manifestazioni in sostegno alla prevenzione, alla ricerca, alla cura, alla lotta al virus dell'HIV dettano l'agenda degli eventi e degli incontri.
A quanto pare anche BoaRosa si è dato da fare e in una fredda mattinata d'inverno ha preso una decisione: anche i Mille che siedono al Gianicolo, con Roma ai loro piedi, si impegnano per il W.A.D.
Gli eroi del Risorgimento italiano con il fiocco rosso al collo sostengono le iniziative per la prevenzione e per le cure. Sostengono anche l'assistenza a malati e sieropositivi che spesso sono i grandi assenti di questa giornata.
Tra i pochi passanti non c'è nè indignazione nè spavento, solo curiosità... e una rivelazione tra tutte: pochi riconoscono il fiocco rosso a prima vista. Un segno evidente che le campagne fin qui prodotte non hanno colpito nel segno, non hanno raggiunto l'obbiettivo, non hanno raggiunto il cuore del problema.
Perchè il primo passo per la lotta contro l'HIV è informare ed essere infformati. Sapere come avviene inl contagio e come si può evitare. Sapere cosa si può e cosa non si può fare quando si è sieropositivi.
Soprattutto il passo prioritario è non far finta che l'AIDS non esista e con esso gli HIV+.
Perchè sono proprio le persone sieropositive che sembrano scomparire dalle campagne (sempre meno!) informative sull'argomento, dai convegni, dai grandi eventi in cui tutti indossano un fiocchetto rosso sulla giacca ma che poi non ricordano nemmenobene il perchè.
BoaRosa ha così ricordato a chi passava per il Gianicolo che oggi non è "la festa dell'AIDS" ma la giornata mondiale in cui tutti, governi e singoli cittadini, dovrebbero impegnarsi di più ma che da domani il problema non sparisce per un anno, così come non dovrebbero sparire l'informazione per le persone sieropositive, l'informazione per la prevenzione, gli impegni per la diffusione delle ricerche e per gli studi sulla malattia e sul virus, i programmi (e più spesso i proclami!) per l'assistenza alle persone malate di AIDS e per i sieropositivi.
Non basta, e non dovrebbe bastare, organizzare convegni e campagne in cui siano protagoniste le case farmaceutiche ma serve, soprattutto, parlare di quello che, a quanto pare, si preferisce tacere.
L'idea di BoaRosa non è certo quella di sdrammatizzare o sminuire la giornata di oggi ma un modo diverso di affrontare la comunicazione, un dialogo "diretto con l'intelligenza e le energia diffuse tra i mille volti della gente".
Perchè, malgrado ciò che si pensa, la gggente è più attiva e aperta di quanto appaia e è pronta a capire, se ci si prova a confrontarsi, anche le ragioni profonde dell'altro, della solidarietà.
La gente comune, in fondo, è più aperta e disponibile dei media ed è disposta anche a mettere in gioco se stessa e la statua del proprio bisnonno garibaldino se la causa è condivisibile, goliardica e solidale ma anche, e soprattutto, se il nemico è comune, è nemico di tutti ed ha un alto impatto sociale, senza distinzione di età, sesso, orientamento sessuale, genere, etnia, estrazione sociale e provenienza politica.
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