Mentre le strade del Lazio sono tappezzate dal "piano americano" della Polverini che guarda sorniona e rievoca la sicurezza tanto cara al centro-destra il Pd sta inondando Roma dei suoi manifesti elettorali per le regionali di marzo.
Facce piuttosto inquietanti parlano (c'è proprio il fumetto!) di imprese, crisi, scuola, economia verde, lavoro e via dicendo. In uno di questi cartelli c'è lo stesso Bersani che pensa ad "un'altra Italia".
In nessuno dei cartelloni elettorali visti finora in giro per la Capitale c'è anche solo l'indicazione della candidata di coalizione a quelle stesse elezioni: Emma Bonino.
Ha senso appoggiare una candidatura che non si sostiene? Per il PD evidentemente si visto che l'intera campagna stampa gira intorno all'assenza della faccia e del nome della Bonino.
Forse è anche questo uno dei segnali di cui parla la stessa candidata radicale a proposito della "raccolta delle firme e la loro autenticazione".
A quanto pare, infatti, Emma Bonino denuncia "l'illegalità sulla autenticazione delle firme per la presentazione della liste elettorali" per la quale non si troverebbero vidimatori disposti all'operazione e boicottaggi di vario tipo: "si ipotizza che dietro si nasconda un preciso mandato dei partiti, sia di centrodestra che di centrosinistra che decidono a priori chi si può presentare alle elezioni e chi no".
A giudicare dai cartelloni elettorali del PD chi non si può candidare è stato già deciso e si è scelto di non sponsorizzarlo non mettendoci al faccia.
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