Nella vita ho imparato a non escludere mai nulla, tutto è possibile. Non sono alla ricerca di una poltrona, ma sicuramente mi farebbe piacere contagiare il centrodestra su certe questioni che non devono più essere affrontate ideologicamente o per partito preso.
Con queste dichiarazioni rilasciate a Pierluigi Diaco Vladimir Luxuria ha dato il via ad alcune discussioni interne ai "movimento" di sinistra. La reazione di Imma Battaglia ha messo giù il carico: "Cara Luxuria e se mai il PDL ti candidasse io ti voterei. E' un bel po' di tempo che sostengo che bisogna contaminare la politica e rompere gli schieramenti ideologici. Si vede che anche tra i gay e trans, anche ex comunisti, sta cadendo il muro di Berlino".
Queste prese di posizione suscitano una tale quantità di riflessioni che diventa difficile sintetizzarle in un unico pensiero, magari pure coerente.
Da una parte, infatti, c'è chi si dice da sempre di sinistra e parla di "saltare il fosso", dall'altra c'è la necessità oggettiva di non "affrontate ideologicamente o per partito preso" i temi dei diritti civili legati alle persone omosessuali e transessuali.
La negazione assoluta e preventiva di questi due punti ha prodotto, in Italia, un sostanziale nulla di fatto che non porterà molto lontano nemmeno con eventuali governi di sinistra (se mai ce ne saranno ancora).
Poniamo solo per un attimo che nel 2013 vinca la sinistra (quale ora non importa) e che durante il suo mandato abbia un sussulto d'orgoglio e voti una legge di riconoscimento dei diritti civili per le coppie omosessuali.
Gli scenari possibili che si aprirebbero in quel caso sono due, e non necessariamente alternativi tra loro: o appena la destra riprende il potere elimina la legge votata o le ben note forze lobbistiche che vegetano in Italia indicono un referendum per l'abrogazione della stessa. Se una tale legge dovesse passare per il "voto popolare" è evidente che dovrebbe essere già stato fatto un lavoro sociale che ancora non si vede all'orizzonte: accrescere la consapevolezza dei votanti tutti che non si tratta di una legge ideologica ma di riconoscimento di diritti, che non si tratta di togliere qualcosa a qualcuno per concederlo ad altri e che, soprattutto, si tratta di dare piena applicazione ai principi costituzionali.
Per rendere tutto questo possibile è evidente che non ci si può affidare esclusivamente ai liberali di sinistra ma servirebbero anche quelli di destra. Solo così si potrebbe contare su un numero cospicuo di opinion makers in grado di spiegare alla maggioranza degli italiani la giustezza della causa. In caso contrario ci si troverebbe su barricate opposte in cui qualcuno avrebbe campo libero per manovrare interi schieramenti politici riuscendo ad agire sull'istinto tipicamente italiano a dividersi per fazioni politiche in antagonismo tra loro (cosa che sta funzionando da decenni per moltissimi aspetti della vita pubblica del Paese!).
E' evidente che se la destra italiana fosse "contaminata" su questi temi il lavoro di cui sopra sarebbe notevolmente diverso.
Ora si potrebbe obbiettare che tutto questo sarebbe possibile se la destra italiana fosse una destra europea moderna. Vero! Il processo evolutivo, però, non è un "processo spontaneo".
Le giraffe hanno il collo lungo per poter arrivare alle cime degli alberi dove gli altri animali della savana non arrivano a mangiare le foglie mica mangiano le foglie in alto perché hanno il collo lungo!
Sarà difficile che attraverso un processo del tutto spontaneo la destra italiana si adegui a quelle del resto del mondo occidentale e svegliandosi un bel giorno conscia che i diritti civili sono un tema universale che deve essere riconosciuto a prescindere.
Per far sì che tutto questo accada servono qui "contagi" di cui parla Vladimir (oltre alla presa di coscienza che uno stato libero è solo uno stato laico in senso ampio).
Quello che non torna proprio del discorso di Vladimir, e ancor più della reazione di Imma, è che per contaminare/contagiare la destra si debba saltare il fosso ignorando tutto il resto. Welfare, economia, istruzione, patrimonio ambientale e culturale non sono visioni marginali di un'appartenenza politica che possono facilmente essere buttate nella pattumiera per un'unica battaglia (a meno che quella non sia l'unica battaglia!).
Il compito di contaminare la destra, quindi, dovrebbe essere lasciato a chi ha già visioni di destra sul resto o almeno possa essere vicino a quelle posizioni non certo a chi si dice di sinistra (nel caso di Vladimir addirittura estrema e extra parlamentare) e per convenienze varie rinnega tutto quello che ha detto e fatto finora.
Altro discorso sarebbe quello di far crescere GayLib, unica associazione GLBT di destra, e magari farle superare quegli steccati ideologici di cui è intrisa tanto quanto le cugine di sinistra per permetterle di contaminare davvero il centro destra e farlo evolvere verso una destra moderna e assimilabile a quelle moderate del resto del mondo occidentale.
GayLib, però, è rappresentanza di se stessa e con gli esigui numeri di cui dispone poco può fare.
Inoltre sempre più spesso si può ravvisare una sorta di scontro ideologico tra associazione di destra e associazioni di sinistra che ricalca in tutto e per tutto quella divisione immatura tipica della società italiana schierata su due fronti opposti.
Se GayLib e le altre associazioni riuscissero a sedersi finalmente ad un tavolo e a stabilire un piano generale di azione da condurre insieme e in parallelo su fronti opposti le cose forse cambierebbero e non servirebbe a Vladimir e Imma fare salti iperbolici per far crescere la destra, la sinistra e la società sui diritti civili.
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