La parodistica presa di posizione della senatrice Teodem Paola Binetti continua a tenere banco nella cronaca politica e sui blog.
Dopo il voto contro la fiducia al Governo appoggiato dal suo partito (e basterebbe questo per cacciarla dal neo-nato PD di cui fa parte) la Binetti si è anche permessa di insultare l'intera comunità GLBT e le persone omosessuali con una dichiarazione a dir poco pazzesca rilasciata al quotidiano Libero che, manco a dirlo, appoggia la sua tesi e foraggia le travisate idee della teocratica Paola:
"Sono io la vittima del sistema, sono gli omosessuali a discriminare me".
Con queste parole la "povera" senatrice Binetti si arroga il diritto di chiamarsi discriminata.
Oltre a rimandare al bel post in merito di Andrea Maccarone (che invito a leggere) aggiungo qualche suggerimento per la Binetti:
- mia cara senatrice quando lei verrà pestata all'uscita di un locale o per la strada per quello che è si potrà dire discriminata.
- quando sentirà il peso di dire ai suoi genitori che non avranno dei nipoti e saprà già che, nel dirglielo, darà loro un dolore o che per questo rischierà di vedersi allontanata dai propri cari si potrà dire discriminata.
- quando, signora Binetti, verrà insultata impunemente da personaggi come Gentilini, Goisis e Prosperini in TV o sulla pubblica piazza si potrà dire discriminata.
- quando vorrà vedere all'ospedale o in carcere il suo compagno, o la sua compagna, e non le sarà permesso per legge si potrà dire discriminata.
- quando si vedrà costretta ad esibire documenti che non rispecchiano il suo aspetto e per questo sarà costretta a dare giustificazioni si potrà dire discriminata.
- quando non vorranno affittarle casa o abbandoneranno il suo locale perchè frequentato da quelli come lei si potrà dire discriminata.
- quando la ammazzeranno senza pietà lasciandola in un parco o legata dentro casa per il solo fatto di essere cattolica si potrà dire discriminata.
- quando le tireranno dietro finocchi e ortaggi vari conditi da insulti e ingiurie si potrà dire discriminata.
- quando le impediranno di manifestare le sue posizioni malmenandola e trascinandola in prigione lei si potrà dire discriminata.
- quando volontariamente sui giornali e in televisione la accomuneranno senza alcun motivo e senza alcun fondamento reale ai pedofili si potrà dire discriminata.
- quando il suo orientamento le costerà una condanna a morte o un linciaggio lei si potrà dire discriminata.
- quando imbratteranno una targa che commemora il suo omicidio o le vetrine di una libreria che vende libri che riguardano lei e quelli come lei si potrà dire discriminata.
- quando qualcuno le farà il lavaggio del cervello nel tentativo di cambiare ciò che lei è e le infliggerà torture fisiche e psicologiche per questo propagandando la sua condizione come malattia allora lei si potrà dire discriminata.
Fino a quando non le succederà tutto questo, cara signora Binetti, lei non può nemmeno parlare di discriminazione e non può nemmeno pensare di essere discriminata.
Non solo tutto questo, e molto altro ancora, lei non sa nemmeno cosa voglia dire ma nemmeno le succederà mai visto che la legge che lei tanto osteggia a cambiare già prevede che tutto ciò non le accada e già punisce chi faccia anche solo una di queste cose che le ho elencato.
Senatrice Binetti, la prego, almeno abbia il buon gusto di tacere visto che non ha il senso civico di intervenire!
- Un vicepresidente inaccettabile
- Di corde e di impiccati
- Tra buone notizie e pessime certezze
- Portava la minigonna
- Causa comune e questione di principio
Abbasso la Politica, e abbasso tutte le stronze come la Sen. Binetti.
Con l’augurio che i suoi nipoti e pronipoti Le regalino qualche bel F R O C I O in famiglia… o magari un TRAVESTITO…
Così muore di infarto, e ce la leviamo finalmente dai c o g l i o n i !!!!
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.



Feed RSS 0.91
Feed Atom 0.3








Articolo
Storico
Stampa

































