Arriva anche in Italia (a Marzo su Cult, il canale 142 di Sky) la serie USA più controversa degli ultimi tempi. Razzismo, sessismo e omofobia rappresentati senza critiche e senza giudizi morali: Mad Man. Un vero e proprio concentrato di temi politicamente scorretti.
Gli anni '60 del boom economico visti da dentro un'agenzia pubblicitaria newyorchese che accoglie tutto il peggio delle vicende umane: Fumo, alcol, adulterio, sessismo, omofobia, razzismo e antisemitismo. Temi di cui nell'America moderna si preferisce non parlare ma che hanno entusiasmato pubblico e critica tanto da decretare il più grande successo nella storia del canale AMC e da meritargli ben due Golden Globe: migliore serie drammatica (sbaragliando Dr. House e Grey's Anatomy) e migliore attore protagonista per Jon Hamm, finora sconosciuto.
L'ideatore della fiction è Matthew Weiner, quello de I Sopranos, che si conferma come genio del male televisivo e sdoganatore del politicamente scorretto.
La Sterling Cooper è una agenzia pubblicitaria che cerca di prendere tutto qul che il boom degli anni '60 può offrire fregandosene degli altri e facendo una bandiera del cinismo.
Per Don Draper (Jon Hamm) uno dei managers della Sterling Cooper, anche i sentimenti sono una forma di business e non ha intenzione di cambiare idea. Figlio illegittimo di una prostituta morta durante il parto parte per la guerra di Corea e durante i combattimenti un suo commilitone muore. Don decide di rubargli l'identità cancellando così il proprio passato e nascondendolo a chiunque, moglie compresa. Don Draper non si nega niente, comprese svariate amanti.
Una di queste è Midge Daniels, illustratrice "proto-hippie" che fuma marijuana e conosce Ginsberg e Kerouac. Un'altra delle sue avventure è Rachel Menken, presidentessa ebrea di un grande magazzino.
Rachel è il personaggio moralmente più integro nell'universo di Draper dominato da gente senza scrupoli e piena di difetti.
Roger Sterling, uno dei partner della Sterling Cooper, è cinico e antisemita.
Pete Campbell è il classico figlio di papà che cerca di estorcere una promozione sulla base di ricatti e segreti.
Nel mondo della Sterling Cooper le donne sono prede sessuali, a dirla tutta nemmeno se ne lamentano.
In quel mondo maschilista e razzista dell'agenzia l'art director è gay. Salvatore Romano vive talmente male la propria omosessualità che arriva a rifiutare le avances di un affascinante collega pur di non ammettere una tale vergogna: «la mia fede cattolica non me lo permette».
Ovviamente il mondo senza scrupoli e senza morale di Mad Man non è piaciuto a tutti: Allen Rosenshine, capo di un'agenzia pubblicitaria che lavora nel campo da allora lo ha definito "Una fabbricazione totale" e il Commercial Alert, gruppo di consumatori, ha denunciato lo show accusandolo di aver mandato in onda spot con gente "irresponsabilmente ubriaca", in violazione alla legge federale, lo sponsor è il Jack Daniel!
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