Se ne parla da quando se ne è saputa l'esistenza: la canzone che Anna Tatangelo porterà a Sanremo tratta l'omosessualità e la discriminazione che la società riserva agli omosessuali. O almeno è quanto dichiarano in merito alla canzone i due protagonisti.
La canzone nascerebbe dalle vicende dell'amico Claudio della cantante ciociara. Annarella, traumatizzata dalle beffe subite dall'amico, ne avrebbe parlato al campano compagno che, commosso e ispirato, avrebbe scritto di getto il pezzo, testo e musica.
Secondo il duo la canzone va inquadrata nell'alveo delle canzoni impegnate e di denuncia sociale. Tanto che la stessa Anna si è spinta a dire:
"La tematica di Il mio amico appartiene a tutti noi.
La canzone racconta in maniera molto delicata di una ragazza sensibile di fronte a certi atti, come l'uso di termini un pochino troppo rozzi detti ad alta voce da alcuni gruppetti, per strada".
Chissà perchè per tanta gente l'omosessualità deve essere obbligatoriamente vissuta come una tragedia e se se ne parla bisogna riferirsi al disagio sociale...
Luoghi comuni, evidentemente. Gli stessi luoghi comuni che si ritrovano in altre dichiarazioni della Tatangelo in merito alla canzone di denuncia che porterà all'Ariston:
"Gli omosessuali sono persone molto sensibili, di fronte alle offese non aggrediscono, rispondono con il sorriso.
Hanno anche il timore dell'amore, perchè spesso vengono considerati solo uno sfizio.Ogni sera quando tornavo a casa, raccontavo queste cose a Gigi. Un giorno mi ha fatto una sorpresa: mi ha detto 'ho scritto una canzone'. Ha usato le mie parole, è come se l'avessi scritta io.
Claudio, quando l'ha sentita, ha pianto".
Tanto ispirata e profonda da far commuovere il protagonista quindi?
A leggere il testo si direbbe che Claudio abbia pianto per il testo, si, ma non di commozione. Magari ha pianto perchè l'amichetta contribuirà a propagandare stereotipi e a confondere le idee allo spettatore medio del Festival.
Troppo cattivo e impietoso nel giudizio? Leggete e parliamone:
di: D'Alessio, D'alessio, Tatangelo
Il mio amico
Canta: Anna Tatangelo
Il mio amico che non dorme mai di notte
Resta sveglio fino a quando da mattina
Con il viso stanco e ancora di po'
Di trucco lascia
I sogni chiusi dentro ad un cuscino
Il mio amico ha molta luce dentro gli occhi
Per guardare chi non c'è
Fa di tutto per assomigliarmi tanto vuole amare come meMa poi si chiude dentro di sé
Il mio amico s'incammina per la strada
Fa un accenno e ti saluta col sorriso
Nel suo sguardo attento e un poco malizioso
Per avvicinarsi trova mille scuse
Il mio amico avvolto dentro l'amarezza
Mi fa tanta tenerezza
Anche quando nasce l'alba più sicura
Poi di notte gli regala la paura
Dimmi che male c'è
Se ami un altro come te
L'amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po' di più
Dimmi che male c'è
Se ami un altro come te
Se il cuore batte forte
Dà la vita a quella morte che vive dentro te.
Il mio amico cerca un nuovo fidanzato
Perché l'altro già da un pezzo l'ha tradito
Dorme spesso accanto a me dentro al mio letto
E si lascia accarezzare come un gatto
Il mio amico mi confida le sue cose
Anche quelle che non sa
Poi mi guarda mentre spegne il suo sorriso
Spera sempre in quell'amore che non haDimmi che male c'è
Se ami un altro come te
L'amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po' di più
Nel cammino dell'amore
Scende sempre quel dolore dentro te
C'è chi ti guarda con disprezzo
Perché ha il cuore di un pupazzo dentro
Se a chi dice che non sei normale
Tu non piangere su quello che non sei
Lui non sa che pure tu sei
Uguale a noi e che siamo figli dello stesso Dio
Dimmi che male c'è
Se ami un uomo come te
Se il cuore batte forte
Dà vita a quella morte che vive dentro te.
E' pur vero che stiamo parlando di un duo che considerava "impegnati" versi come:
"Ti sembro quasi una farfalla/ un giocattolo una palla/ si da prendere. Dimmi il tuo amore cosa vale/ so che mi vedi come il miele/ da mangiare tu/ ma ti stai sbagliando sai/ io non sono una ciliegia./ Essere una donna/ non vuol dire riempire solo una minigonna/ non vuol dire credere a chiunque se ti inganna./ Essere una donna è di più".
Dopo aver svilito e banalizzato la condizione femminile, quindi, la coppia Fergi decide di strumentalizzare gli omosessuali gettandoli nei luoghi comuni più logori e fuorvianti.
Secondo D'alessio/Tatangelo essere gay vuol dire fare nottata, magari a rimorchiar per fratte, truccati come bagasce ("Con il viso stanco e ancora di po' di trucco"!!!), oltre tutto lo si fa per assomigliarle ("Fa di tutto per assomigliarmi").
Poi, di stereotipo in stereotipo, ci si imbatte in un gay che si "incammina per la strada" chissà come visto che attira lo scherno di "chi ti guarda con disprezzo, perché ha il cuore di un pupazzo" (!?).
Ma "che male c'è se ami un altro come te" ! "L'amore non ha sesso, il brivido è lo stesso", anzi, chissà èperchè, "forse un po' di più"! Sarà per quel gusto del proibito che fa correre i brividi lungo la schiena, o magari perchè, se ti scoprono, rischi il pestaggio da quei simpaticoni con "il cuore di un pupazzo"!
Ma "che male c'è se ami un altro come te", cerchi solo "un nuovo fidanzato, perché l'altro già da un pezzo t'ha tradito", del resto si sa, l'amore omosessuale è un amore debole e poco duraturo soprattutto perchè se uno vede un tizio che passa gli viane voglia di andarci a letto senza curarsi del proprio compagno!
L'importante, però è "non piangere su quello che non sei" (eterosessuale???) perchè tanto "pure tu sei uguale a noi e che siamo figli dello stesso Dio", al buoncuore!
Alla fine rimane la solita visione triste e pietosa dell'omosessuale incompreso che non lotta per la parità dei diritti ma per riuscire almeno a conquistare un posto meno marginale nella vita sociale. Il solito frocio depresso perchè nessuno gli vuole bene e tutti lo disprezzano che ha "quella morte che vive dentro" e che merita pietà per la propria condizione.
In pratica, forse l'unica frase degna di una condizione omosessuale sembra essere "Dimmi che male c'è se ami un uomo come te, se il cuore batte forte", e qui mi fermo.
Certo che se il duo campano/ciociaro puntava al mercato omo per far assurgere la Tatangelo agli onori dell'icona gay ha sbagliato i suoi conti, senza trascurare il fatto che, per essere icona, e far breccia sul mercato omosessuale, Anna ha sbagliato anche nelle caratteristiche estetiche, a cominciare da quel look da quarantenne in carriera che poco si addice tanto ad un'icona gay che ad una ventenne.
Quanto a canzoni dedicate alla condizione omosessuale e a temi "impegnati" D'Alessio farebbe bene a lasciar fare ad altri e, magari, ascoltare chi l'ha preceduto sulle tavole dell'Ariston e che ha sicuramente fatto meglio:
Federico Salvatore, Sanremo 1996
Sulla Porta
Mamma son qui con le valigie sulla porta
E in macchina c'è un uomo che mi sta ad aspettare
La verità lo so ti lascerà sconvolta
Quell'uomo è il mio primo vero amore
Con lui mi sento libero e felice
Vivremo insieme abbiamo già una casa
Non sono più un bambino mamma abbassa quella voce
Smetti di fare la vittima indifesa
Perché così hai perduto anche tuo marito
Quel povero leone che scappò come un coniglio
Davanti al mostro del tuo amore arrugginito
E ti lasciò in ostaggio questo figlio
Mamma son qui con le valigie sulla porta
Con tutti i dubbi e tutti i miei casini
Però mi sento forte e per la prima volta
Io me ne frego degli orecchi dei vicini
Sulla porta, sulla porta, quante volte mi hai fermato sulla porta
Con quei falsi crepacuore che sparivano all'arrivo del dottore
Mamma nella mia stanza ho messo a posto tutto
Le chiavi le ho lasciate lì sulla credenza
Mi mancherà il sorriso del tuo caffè a letto
Quel nostro paradiso dell'infanzia
Quando il mio desiderio era di piacerti
E allora col rossetto e con il tuo ventaglio
In bagno mi truccavo per assomigliarti
Ero orgoglioso di essere tuo figlio
Ma un maledetto pomeriggio dell'adolescenza
Studiavo insieme a un ragazzo e per la timidezza
Sentivo dentro un misto di piacere e sofferenza
E mi scappò sulla sua gamba una carezza
Oh mamma son stato troppo tempo qui su questa porta
All'ombra dei colori della tua sottana
A letto con le donne ci son stato ma ogni volta
Tornavo al mio segreto come un lupo nella tana
Sulla porta, sulla porta, tu sapevi e mi fermavi sulla porta
E chiudevi le mie dita e i miei sogni sulla porta della vita
Mamma son qui su questa porta dell'ipocrisia
Con il mio posto fisso e una carriera promettente
Come un perfetto esempio della media borghesia
Che non può avere scandalosi sentimenti
Oh mamma non capisci com'è falsa la morale
La maschera di fango bagnata nell'argento
Sono un diverso mamma, un omosessuale
E questo tu lo prendi come un tradimento
Sulla porta, sulla porta, io vorrei che tu sapessi perdonare
Una volta, una volta, non buttare sulle mie ferite il sale
Come adesso sulla porta che mi dici vai per te io sono morta
Sono morta, sono morta, e mi sbatti sulla faccia questa porta.
- Pessimo Santamaria
- Guardare ai ragazzi per migliorare il Paese
- Da malati a disturbati: grazie Grillini
- Ugly Betty, Ugly Povia
- Meno trans in tv
La banalità de testo certo era quasi scontata ma sinceramente ritengo che la neo marcella bella ed il suo melodico compragno abbiano offeso la dignità di migliaia di persone che della sua strumentale compassione sinceramente non hanno alcun bisogno.vergogna vergogna!!!!!!!!torna ad indoassare la minigonna e smettila di pagare la truccatrice di moira orfei
Pooh > Poohlover (1976) > Pierre
Penso a te
nei tempi della scuola con noi
sottile pallido e un po' perso
tu già da noi cosi diverso
triste.
Penso a te
ricordo, si rideva tra noi
di quel tuo sguardo di bambina
di quella tua dolcezza strana
triste.
Pierre ti ho rivisto questa sera e tu
tu abbassi gli occhi
ti nascondi e poi
te ne vai.
Scusami se ti ho riconosciuto però
sotto il trucco gli occhi sono i tuoi
non ti arrendi a un corpo che non vuoi
senti ....
Pierre sono grande ed ho capito sai
io ti rispetto
resta quel che sei
tu che puoi.
...dopo aver letto il testo della coppia si comprende quanto il nostro livello culturale sia precipitato in un baratro senza fine... eravamo + avanti negli anni '70 ;) mi meraviglia il fatto che gente di spettacolo abbia vedute così ristrette...
che Poraccia!!! ;)
Che dire... è possibile trovare gli mp3 di queste canzoni? E' possibile diffonderle sulle nostre radio web? Ce ne sono molte, ormai!
Sarebbe un modo per far sapere, almeno ai gay, che certe cose sono più vecchie del passato. Così come la nostra sinistra è più a destra di Sarkozy...
Che brutta immagine basata più su pregiudizi catto/destrorsi che sulla conoscenza delle persone. Il bello è che parla di un amico della Tatangelo. Se non si è offeso deve essere tra i pochi!
qui potete ascoltare Sulla porta!
http://notiziegay.blogspot.com/2008/01/i-ghei-di-dalessio-sanremo-anna.html
http://trps1.blogspot.com/2008/01/una-nuova-icona-ghei.html
Aaaa Insy e studiate il napoletano!!!
se proprio ci vuoi far sognare... "I ghei sono persone di buon cuore che credono nelle favole".
http://it.youtube.com/watch?v=ZSPybOdoZ2s
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.



Feed RSS 0.91
Feed Atom 0.3








Articolo
Storico
Stampa


































