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Editoriale

Di queerboy (del 02/04/2009 @ 15:30:41, linkato 2050 volte)

Convex and Concave Il "movimento" omosessuale italiano è una delle realtà più variegate e complesse che si possano immaginare. Come è anche ovvio, al suo interno, e intorno ad esso, ruotano realtà tanto diverse e a volte contrastanti che difficilmente potrebbero trovare un'armonica composizione in un unico modello di riferimento unitario capace di darsi priorità comuni su cui puntare tutte le energie e le attenzioni.

Le varie realtà, come per ogni soggetto sociale, non possono certo essere uniche e onnicomprensive ma nella loro giusta diversità non sarebbe male riuscissero a trovare una piattaforma comune.

...

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Di queerboy (del 02/08/2010 @ 12:29:57, in Omofobia, linkato 150 volte)
Michele Vietti, legge Concia, omofobia, UdC, eccezione di Costituzionalità, CSM, Consiglio Superiore della Magistratura.

Vietti Michele Vietti è il nuovo vicepresidente del Csm.

L'ex presidente vicario dell'Udc alla Camera e primo firmatario della eccezione di costituzionalità sulla legge contro le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale è stato eletto a Palazzo dei Marescialli.

All'aberrante scelta era presente anche il Capo dello Stato che ha presieduto la seduta che ha elargito 24 voti su 26 a Vietti.

Definire Michele Vietti "membro laico" è già di per se un insulto ad ogni laico italiano ma è solo una formula inventata per definire i passacarte dei partiti dentro il Consiglio Superiore.

Quello che stupisce di più è la dichiarazione di Napolitano che si è detto convinto che il nuovo Csm "saprà affrontare con obiettività e concretezza anche le questioni più complesse che di volta in volta le saranno sottoposte così da pervenire a soluzioni adeguate attraverso un confronto sereno non inficiato da rigide contrapposizioni".

Stupisce perché Vietti ha dimostrato di non essere in grado di "affrontare con obiettività e concretezza" le questioni e di fare un uso spregiudicato del Diritto piegandolo ai propri interessi e riuscendo a scrivere una pregiudiziale di costituzionalità che grida vendetta davanti all'intero corpus legislativo ignorandolo, denigrandolo ed epurandolo di ogni appiglio normativo e scientifico.

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Di queerboy (del 19/07/2010 @ 12:53:51, in Salute, linkato 258 volte)
avis, DONAZIONE SANGUE, GAY, OMOSESSUALI, DISCRIMINAZIONI, ssn, lettera aperta, estate, donazione rainbow.

avis Alla direzione nazionale dell'AVIS,
al Presidente nazionale Vincenzo Saturni
al responsabile nazionale della comunicazione Sergio Valtolina
al responsabile delle Politiche Sanitarie Pasquale Spagnuolo
alla direzione regionale del Lazio e
alla direzione provinciale di Roma

Scrivo in merito alla nota vicenda di donatori di sangue dichiaratamente omosessuali cui viene negata la possibilità di donare il sangue in alcune strutture sanitarie facenti capo al SSN.

Malgrado le disposizioni legislative in tali casi siano piuttosto chiare e ogni studio scientifico, oltre alla logica, neghi fermamente una relazione diretta e incondizionata tra orientamento sessuale e rischi in caso di donazione e emotrasfusione periodicamente si viene a conoscenza attraverso la stampa e la denuncia di donatori di situazioni imbarazzanti e umilianti, nonché fortemente discriminatorie e lesive della dignità delle persone, di rifiuti per la donazione del sangue proprio a causa del dichiarato orientamento sessuale non eterosessuale di persone gay.

Vi scrivo per chiedere la posizione in merito dell'associazione cui fate riferimento e la policy adottata dall'AVIS in caso di donatori dichiaratamente omosessuali.

Credo sia giunto il momento di affiancare alle giuste denunce e proteste un'azione diversa.

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Di queerboy (del 24/06/2010 @ 17:13:32, in Cultura, linkato 248 volte)

gabi

Nel ciclone che sta sconvolgendo la nostra società, accanto alle storie dei molti e dei gruppi - gettati allo sbaraglio dalla chiusura di aziende e fabbriche, o dall'emigrazione all'estero di attività - si inserisce anche la vicenda di due donne.

Giornaliste quotate a Milano, a un certo punto della loro carriera hanno deciso di dare corpo a un sogno sociale e politico: aprire una libreria che non fosse solo un esercizio commerciale, ma un centro culturale polifunzionale (cinema, teatro, concerti, corsi).

La libreria GABI, presente nel IX Municipio di Roma, dal 1975, con i suoi ampi spazi, accoglienti e dalle molteplici possibilità, rappresentava la sede giusta per realizzare il loro progetto. Così Flaminia e Marinella (le "Gabi"), rilevano l'azienda nell'aprile del 2004 con l'intento di svolgere un ruolo culturale e sociale rivolto ai cittadini del quartiere S. Giovanni e non solo, con una particolare attenzione per le donne.

Dopo una lunga serie di appuntamenti "da Donna a Donna", organizzati gratuitamente e dedicati all'auto-aiuto, che hanno visto la partecipazione di molte donne di diversa provenienza, appartenenza e residenza, sono seguite tante iniziative molto apprezzate, anche dalla stampa: eventi, formazione, informazione, cineforum, dibattiti, spettacoli teatrali, cabaret, corsi sul benessere psicologico e fisico, oltre, naturalmente, alla quotidiana attività libraria.

Ma il business ha regole ferree, principi e dinamiche che non si possono ignorare e che lasciano poco spazio all'idealismo. La libreria Gabi, ha ormai i giorni contati. Lo squilibrio nei conti, aggravato dalla crisi economica e dalla crisi cronica del settore del libro, ha definitivamente segnato il rosso e ha cominciato a scorrere il conto alla rovescia dello sfratto esecutivo.

A meno di non trasformare una libreria in un mercato di prodotti di consumo, con i libri non si fanno grandi affari, soprattutto oggi che tutto scorre e corre sempre più velocemente. Soprattutto oggi che per comprare un libro bastano pochi clic su internet.

Eppure la lettura è come il fiume che deposita particelle nella sua corsa verso il mare: nel tempo nuove terre emergono, formate da materiali trasportati da luoghi lontani. Nuovi saperi che si formano grazie ad informazioni ed emozioni che si stratificano lentamente nella società. Nuova conoscenza sulla quale costruire nuovi progetti, un nuovo futuro, una società migliore.

Ora, lo sforzo di sollecitare l'attenzione sullo stato della libreria Gabi, è richiesto per non far fallire l'ennesimo progetto culturale e dare un aiuto concreto a queste donne che finora hanno cercato di realizzarlo. Inoltre, occorre recuperare spazi che possano diventare anche strade nuove per l'occupazione, luoghi di incontro fra le generazioni, arene di confronto e di crescita.

Mantenere in piedi il progetto della Libreria Gabi, vuol dire attivarsi affinchè il tessuto socio-culturale del nostro Municipio e della nostra città, non venga ulteriormente impoverito, minando sempre più la possibilità dell'aggregazione e del confronto e della crescita intellettuale. Perchè la cultura fa bene.

Per sostenere questa esperienza puoi firmare l'appello, dare un contributo economico o proporre iniziative per la raccolta di fondi.

Primi firmatari:

Susana Fantino, Carmen Pignataro, Daniela De Lillo, Valeria Stanziali, Vittoria Rossi, Lidia Giansanti, Simona Pettinari, Ghita Casadei, Massimo Lazzaretti, Gianfranzo Pisa, Lorenzo Mazzoni, Sabina Parisi, Fabrizio Bordignon, Vanessa Ansini, Lucia Pierlorenzi, Florenza Mastrogiacomo,

Per firmare l'appello scrivi a Lucia Pierlorenzi: lucia.pierlorenzi@comune.roma.it

Per informazioni proposte e idee per la raccolta di fondi contatta:

Presidenza del Municipio IX tel. 06 69609202-3-4-6

lucia.pierlorenzi@comune.roma.it

Libreria Gabi tel. 06 70452498-9

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Tag: | Roma |
 
Di queerboy (del 20/06/2010 @ 09:55:11, in Diritti Civili, linkato 263 volte)
gay, destra, sinistra, politica, movimento, matrimonio, referendum, aborto, divorzio, schieramenti, udc, lega, lesbiche, trans, rivendicazioni, obbiettivi, stategie.

San Diego Flag Ieri durante un dialogo sul movimento GLBT, sui suoi obbiettivi e la sua strategia (percorsa e percorribile) qualcuno ha sostenuto che il movimento "non può che essere di sinistra". I motivi sono noti ai più: la destra italiana è per lo più becera, conservatrice, filo cattolica, omofoba e in buona parte reazionaria.

Tutte cose condivisibili e grosso modo confermabili.

Da qui, però, a sostenere che il movimento per i diritti civili di omosessuali e trans debba obbligatoriamente rivolgersi a sinistra ce ne passa a mio modesto avviso. Soprattutto non sono d'accordo con la semplificazione che ne deriva e sulle conseguenze di questa presa di posizione.

Non sono d'accordo non in virtù del fatto che indubbiamente ci sono (perché non possono non esserci) gay e trans che votano a destra e che quindi devono avere una loro legittima porzione del movimento che dialoghi con la loro parte politica. Non sono d'accordo perché, secondo me, sfugge un dettaglio macroscopico in questo ragionamento: ci serve la maggioranza!

Si badi bene non una qualche maggioranza parlamentare che sia in grado di mettere finalmente la firma in fondo alla lista delle nostre richieste convertendole in leggi ma una maggioranza larga e condivisa della cosiddetta "società civile" (casalinga di Voghera compresa) che ci garantisca in qualche modo il mantenimento di quei diritti che l'eventuale parte politica ci dovesse riconoscere.

Ovviamente il discorso non parte dalla situazione contingente che vede al governo la destra e all'opposizione una sinistra sgangherata che non riesce ad essere né sinistra né destra visto che questi equilibri potrebbero essere ribaltati in qualsiasi momento.

Quello cui mi riferisco è il momento successivo all'ipotetico ottenimento dei famosi desiderata del movimento per i quali non può bastare il solo calcolo aritmetico dei voti parlamentari.

Non è bastato per leggi largamente condivise come quelle sull'aborto o sul divorzio figuriamoci se basterebbe per il matrimonio tra persone dello stesso sesso o per l'adozione da parte di coppie gay e lesbiche.

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