C'è qualcosa che non mi torna nella polemica scatena intorno al manifesto scelto dalla Regione Toscana per la campagna di sensibilizzazione contro l'omofobia e per il rispetto delle persone GLBTQ.
Tutta la polemica, apparentemente, prende spunto dalla controversa questione se gay si nasca o si diventi.
Il problema è tutt'altro che semplice visto che per i detrattori dell'orientamento sessuale "alternativo" all'eterosessualità i casi sono due e tutti e due portano alla stessa conclusione: se gay si nasce l'essere omosessuali è una tara genetica e quindi una malattia o comunque una condizione geneticamente segnata che potrebbe essere "patologizzata"; se invece si sceglie di essere omosessuali l'orientamento GLT è una scelta che ricade nel "libero arbitrio" di ognuno e quindi può essere moralmetne condannato.
Per chi non vuole in nessun modo giustificare l'omosessualità è un giochetto semplice e che porta sempre ad un buon risultato. Le cose, però non stanno così, sono più complesse e decisamente lontane dall'essere scientificamente provate in maniera ineluttabile: l'essere omosessuali è un orientamento sessuale e si può solo scegliere se seguire il proprio orientamento o cercare di reprimerlo e soffocarlo (senza contare tutte le possibili aberrazioni che una scelta simile possa portare per la non accettazione della propria condizione).
La campagna della Regione Toscana, che ha scelto di raffigurare un bambino col braccialetto identificativo con su scritto homosexuel e lo slogan "L'orientamento sessuale non è una scelta", ha il merito/colpa di aver riaperto la polemica alla quale, ovviamente, non si sono sottratti gli esponenti della nostrana falange armata del puritanesimo e tutti quelli che considerano, da sempre, che l'omosessualità è sbagliata e basta, sia essa una malattia o una deviazione: va, se non altro, nascosta ed emarginata.
Nella bagarre scatenata dalla campagna quello che maggiormente mi colpisce e mi da fastidio è che tutti gli omofobi d'Italia si ergano in queste ore a paladini della comunità GLBT come se qualcuno l'avesse chiesto loro o se ci tenessero davvero a difendere gli omosessuali dai pregiudizi, che loro per primi provvedono ad incentivare e promuovere. Come se un pasticcere facesse finta di non volermi vendere i suoi dolci perchè ingrassano!
Ovviamente tutti gli esponenti dei pregiudizi contro gli omosessuali e tutti i fautori delle discriminazioni si sono scagliati contro lo slogan che recita appunto "L'orientamento sessuale non è una scelta" sostenendo che in tal modo si lascia pensare che l'omosessualità è genetica e quindi può essere considerata una malattia. I signori in questione privilegiano la possibilità che l'essere gay sia una scelta dovuta al libero arbitrio così da avere mani libere nell'attaccare le persone GLT.
Altra cosa che mi colpisce è come siano pronti a strumentalizzare ogni episodio e si dichiarino pronti a tacciare di strumentalizzazione l'uso di un minore. I minori, evidentemente possono essere usati solo da loro per promuovere le loro idee. Se ad usare una foto di un bambino è chi loro non vogliono si permetta di farlo allora costui sta strumentalizzando un minore, poco importa se il minore in questione è iper-sfocato ed irriconoscibile e magari potrebbe essere addirittura un bambolotto!
I bambini si possono usare solo nei manifesti di Forza Nuova o del Family Day o dell'8x1000 o addirittura nei manifesti elettorali di AN!
Chi li "usa" per far passare il concetto più nobile come "cambia qualcosa se vi diciamo che potrebbe essere omosessuale?" allora lo strumentalizza e secondo qualcuno addirittura lo "marchia a vita come omosessuale"!
Ovviamente Teodoro Bontempo che sostiene questa tesi in particolare la sostiene a ragione: è lui per primo che taccerà per il resto della vita quel bambino di essere quello "frocio" della foto del 2007 ("qualcuno potrà andare da quella persona e dirgli "sai, sei tu quello col braccialetto")! Si sa la coerenza e la ferocia sono da sempre caratteristiche proprie d'Er Pecora!
I paladini della questione omosessuale e dei bambini sono da oggi, quindi, quelli che da sempre (e direi per sempre!) lottano contro gli omosessuali e contro ogni forma di riconoscimento di diritto civile per le persone GLBT. In queste ore ci tocca leggere dichiarazioni a difesa dei gay da persone che fino a ieri (e già da domani!) hanno tacciato gli omosessuali e i transessuali di essere degeneri, malati, peccatori e quant'altro...
Ad aprire la carrellata dei difensori raccapriccianti ci sono il deputato FI Paolo Amato che hanno chiesto una interrogazione parlamentare sul caso chiedendo se:
"L'immagine creata per sensibilizzare la cittadinanza contro l'omofobia, per l'uso strumentale di un neonato, e per l'ambiguità del messaggio che suggerisce, rischia di ottenere piuttosto il risultato opposto, esibendo a spese della collettività un malinteso ( da lui ovviamente! NdR) senso di orgoglio omosessuale.
Ritengono che la strumentalizzazione dell'immagine di un neonato possa rappresentare, in ogni caso, un efficace strumento per la difesa dei diritti dei cittadini a rischio di discriminazione".
Così il capogruppo di Forza Italia in Consiglio toscano Maurizio Dinelli e la vicepresidente della Commissione Sanità Annamaria Celesti si ergono in difesa, non richiesta, della comunità GLBT:
"Forzature che non fanno bene agli omosessuali, ma soprattutto non fanno bene alla Toscana, frutto di una campagna demagogica per strizzare l'occhio alla sinistra radicale.
L'ostentazione orgogliosa della diversità gay, peraltro sfruttando la figura di un bimbo con buona pace di ogni regola, scritta e non scritta, di tutela dei minori, pare fatta apposta non per combattere le discriminazioni di genere, ma per accentuare distanze e incomprensioni.
Non c'è bisogno di essere benpensanti nè di sentirsi normali per avvertire il fastidio e il disagio creato da questo messaggio scioccante, voluto e scelto dalla Regione".
E' poi arrivata la Mussolini che, per chi segue i Simpson, assomiglia sempre più alla moglie del reverendo Lovejoy:
"Come madre e come donna rifiuto l'uso dei bambini per la propaganda omosessuale".
Poi si è scagliato contro la campagna il Consigliere regionale di Alleanza Nazionale Marcella Amadio:
"Il manifesto contro la discriminazione sessuale è veramente raccapricciante e non è ammissibile che la Regione Toscana sia presente con immagini così sconcertanti.
E' disgustoso utilizzare un neonato per determinate campagne e credo che Fragai e Martini dovrebbero chiedere scusa a tutti i toscani e agli italiani per questa scelta, che è semplicemente irresponsabile e la dice lunga sulla loro sensibilità nei confronti dei minori.
Farebbero bene invece, e mi riferisco in particolare a Martini, a istituire il Garante dei minori, figura che in Regione Toscana manca e che invece è presente in tante altre regioni d'Italia".
L'immancabile Volontè ha vaneggiato:
"Strumentalizzare i neonati per far passare l'idea che le pulsioni omosessuali siano una caratteristica innata dei bambini è un atto fuorviante e vergognoso sotto il profilo scientifico, politico e sociale".
Non poteva mancare il populismo becero di qualche esponente UDC come il Capo Gruppo in Comune di Arezzo e Consigliere Nazionale Francesco Francini che dimostra di confondere sesso, sessualità e leggi nazionali con l'unico intento di attaccare la parte poltica avversaria:
"Ecco come vengono sperperati i tanti soldi presi dalle tasche dei cittadini della regione Toscana e dal governo nazionale.
La vera discriminazione è quella che devono subire le famiglie toscane quando i propri soldi vengono investiti, da un lato per fare campagne pubblicitarie di questo genere di cui non si capiscono le finalità se non quella di fare clamore, e dall'altro quando la stessa regione, con altro provvedimento, riconosce particolari bonus economici formativi alle sole persone transessuali, discriminando di fatto il resto della popolazione che transessuale non è".
Arrivano poi in parata le dichiarazioni degli esponenti della Lega, quella di Gentilini, con Massimo Polledri:
"La Regione Toscana ritiri immediatamente questi manifesti così di pessimo gusto. Utilizzare i bambini ricorda quelli del ventennio vestiti da balilla con il fez, con la differenza che già gli mettono un simbolo di appartenenza".
Poi la solita Isabella Bertolini di Forza Italia:
"Pur di affermare un modello alternativo di società, nel quale domina l'indeterminatezza sessuale, la Regione Toscana non esita ad utilizzare un neonato in modo strumentale ed ideologico".
Per chiudere le dichiarazioni "vaticane" per bocca del cardinale Tarcisio Bertone:
"Non è il caso di arrivare a fare uno spot di quel genere.
Questa è una cosa un po' strana non è il caso di arrivare a questo punto".
Nella discussione entra anche chi, almeno sulla carta, dovrebbe essere dalla stessa parte dell'assessore Fragai che ha voluto l'iniziativa. E' il caso di Matteo Renzi, presidente della Provincia di Firenze, che è arrivato ad attaccare il lavoro dell'assessore regionale:
"Ho il pieno rispetto per qualsiasi scelta che un adulto possa fare nella sua vita; scelta di natura sessuale, culturale, religiosa o esistenziale, ma provocare attraverso i bambini è un errore evidente e una mancanza di rispetto inaccettabile. Trovo che siamo messi male se l'assessore Fragai per giustificare l'esistenza del proprio assessorato, anziché occuparsi di riforme istituzionali, avverte il bisogno di scavalcare a sinistra perfino Luxuria".
I mezzo a tutte queste dichiarazioni di indignazione gli unici a sembrare avere buon senso sono gli omosessuali che hanno commentato la campagna di sensbilizzazione, sia quelli a "favore" che quelli "contrari" come Stefano Campagna e Fabio Canino:
"I gay - commenta il giornalista della Rai - hanno bisogno di ben altro che di queste provocazioni.
Ci sarebbe bisogno che calciatori, attori, persone note non si facessero problemi a manifestare apertamente le loro tendenze sessuali.
Ciò a cui dobbiamo arrivare, a mio avviso, è far abituare la gente al fatto che ci sono tante persone omosessuali.
Ha fatto molto di più per noi quella pubblicità delle caramelle Vigorsol, dove si vedeva un ragazzo che dopo averne mangiata una si metteva a ballare con un altro ragazzo perché quella pastiglia "cambia il gusto della vita""."Innanzitutto - spiega Canino - bisogna ricordare che la campagna nasce in Canada ed è stato il Quebec a regalarla alla Regione Toscana. Dunque fuori dal contesto in cui era stata pensata può produrre effetti diversi.
È vero che c'è il rischio di una strumentalizzazione, cioè quello di far coincidere la persona con la sua identità sessuale. Ma non bisogna sottovalutare l'aspetto della provocazione.
Finché davvero in Italia non ci si renderà conto che l'identità sessuale è una delle componenti della personalità, ci sarà bisogno di campagne come questa.
Finché in Italia si continuerà a citare il mio nome sui giornali come "Fabio Canino, gay dichiarato..." mentre di Paolo Bonolis non si sente il bisogno di scrivere "eterosessuale dichiarato", beh c'è necessità di campagne come quella, anche a costo di correre qualche rischio".
• Il diritto alla felicità
• Piegare la natura alle proprie esigenze
• L'inadeguatezza di politici che non rispondono
• Quale politica per i gay?
• Gay si nasce o si diventa?
• Signori e signore nasce la sezione arte di QueerWay!
• La mentalità eterosessita dilagante in Italia
• Si stava meglio quando si stava peggio
• Un passo avanti e due indietro: i diritti degli omosessuali in Italia
• Niente di nuovo sotto il "Cuppolone", ovvero nessuna nuova: buone nuove!
• I preti gay fuori dalla chiesa! Alla faccia della carità!
• Arte gay e gay artisti
• La volontà egemonica della Chiesa
I gay dichiarati molto spesso sono dei fenomeni televisivi, a me fa solo pensare che uno può essere liberamente omosessuale senza dichiararlo. Non ne trovo quel bisogno impellente!!!
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.



Feed RSS 0.91
Feed Atom 0.3








"L'immagine creata per sensibilizzare la cittadinanza contro l'omofobia, per l'uso strumentale di un neonato, e per l'ambiguità del messaggio che suggerisce, rischia di ottenere piuttosto il risultato opposto, esibendo a spese della collettività un malinteso ( da lui ovviamente! NdR) senso di orgoglio omosessuale.



































