Un mese fa il Sole24ore ha lanciato l'iniziativa "10 domande ai candidati premier alle elezioni politiche 2008". Ve ne avevo già parlato a tempo debito. Ora l'iniziativa è finita e le domande sono state girate ai candidati premier.
Al contrario di quel che si pensa e si dice dalle 10 domande più votate emerge un'Italia completamente diversa da quella propagandata durante le elezioni e accreditata sui vari media. Magari anche diversa da quello che gli stessi cittadini sentono. Le domande più votate non parlano di salari, stipendi, sicurezza, religione, tasse, evasione e via dicendo ma vertono su tutt'altri temi.
Provo ad interpretare: tutti avvertono l'urgenza di un'economia che riprenda a camminare (non dico a correre) e sentono il peso di una vita quotidiana difficile ma, se gli si chiede di fare domande direttamente ai premier gli stessi cittadini italiani fanno un salto di qualità che i politici non sembrano essere in grado di fare, nessuno escluso.
In pratica si immagina che sulla situazione contingente tutti quelli che pretendono di guidare il paese abbiano più o meno le loro soluzioni e così gli italiani si scoprono a chiedere e a votare soluzioni per il futuro, strutturalmente più importante del presente. Si tende a dare per scontato che tutti abbiano proposte per affrontare la crisi economica che si avverte nella vita di tutti i giorni e cos' si tende a chiedere a chi vuole guidare il Paese come intende affrontare il futuro, come ristrutturare l'Italia non per il momento ma guardando all'avvenire, perchè le soluzioni vere guardano lontano, non si fermano ad affrontare gli stipendi o le tasse (che ovviamente non sono marginali ma che non creano un futuro diverso dal presente).
Alla fine, quindi, gli italiani che hanno voluto parlare direttamente ai candidati hanno puntato alla ristrutturazione profonda del paese consci che per cambiare la vita di un Paese serve una visione più ampia e più lungimirante di quella proposta dai politici durante comizi e interviste TV.
Ne esce un quadro in cui si può leggere la distanza tra i cittadini e i politici che pone seri interrogativi sull'adeguatezza delle proposte dei vari partiti. Per i cittadini si collocano tra le dieci prerogative la tecnologia, i diritti civili, l'informazione e la formazione oltre che la famiglia (decisamente interpretata in maniera diversa da come fanno i politici) e la trasparenza.
Nei cittadini comuni (che sappiano usare Internet e che siano interessati alla partecipazione, ovviamente) è ben chiaro come si può ristrutturare un Paese e, coscientemente o meno, hanno ben chiara la teoria delle tre "T".
Le tre "T" che, secondo Richard Florida, sono alla base di una vera rinascita sociale ed economica: Tolleranza, Tecnologia, Talento.![]()
Guarda caso il modello di crescita che è stato attuato in Spagna, Danimarca, Svezia e i tutte le nazioni che sono ai primi posti nel mondo o che stanno crescendo più velocemente.
Secondo Richard Florida, teorizzatore delle tre "T", la Tolleranza è proprio l'indice della capacità di crescita.
Mentre per quel che riguarda Tecnologie e Talento si può parlare di dati "scontati" si è individuato nella Tolleranza un dato particolarmente signifi
cativo, come spiega Marco Zamperini: "le aree in cui, insieme al Talento e alla Tecnologia, c'è molta Tolleranza, sono quelle che sono cresciute meglio. [...] E' proprio la Tolleranza che ti consente di mischiare il tutto e di far decollare l'area. [...] Perché Tolleranza significa che in quell'area c'è una mentalità aperta, significa che il nuovo non fa paura. [...] In termini più sofisticati potremmo dire che quando un'area è Tollerante in quell'area non c'è paura di ciò che "ancora non è", non c'è paura quindi nella ricerca, nella sperimentazione."
Tornando alle "dieci domande ai candidati premier alle elezioni politiche 2008" si scopre che per i lettori del Sole24Ore al primo posto per rilanciare il paese c'è l'esigenza dell'estensione della Fibra Ottica in tutte le case italiane, rifacendosi evidentemente alla maggiore fruibilità della tecnologia per tutti come volano di sviluppo. Al secondo posto, invece, si piazzano proprio quei diritti civili di cui i politici preferiscono evitare di parlare in campagna elettorale: "Cosa pensa di fare per attuare il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto sia eterosessuali che omosessuali?". Terza la richiesta di arrivare ad una verità completa sulle stragi degli anni del terrorismo.
A seguire:
8 - La penosa situazione della RAI: è sufficiente non pagare il canone o dobbiamo fare altro?
In pratica alle tre "T" teorizzate da Florida gli italiani ne aggiungono una quarta: la Trasparenza. Trasparenza dell'informazione, della pubblica amministrazione e delle dinamiche dello Stato e della Giustizia.
Al di la del familismo coatto che propongono i politici nostrani, quindi, gli italiani che hanno scelto di esprimere i loro dubbi individuano poche e semplici idee per rilanciare l'Italia guardando al futuro e ad un'azione strutturale invece che al semplice "immediato", chiarendo come anche il tema della famiglia deve essere affrontato.
Ma i candidati premier per le elezioni che hanno risposto a queste domande?
Nulla!
L'unica che ha dato risposta a tutte le dieci domande è l'onnipresente Daniela Santanchè che si lancia in soluzioni in linea con la sua propaganda e la sua visione politica: la tecnologia non è una priorità, niente diritti alle coppie omo, più asili nido, più trasparenza (che manca per colpa delle sinistre), si al nucleare, no al canone RAI.
Risposte che non piaceranno a chi ha posto le domande e che hanno una visione a "corto raggio" ma che almeno arrivano.
Gli altri candidati invece?
Nulla, come detto.
Nessuno degli altri candidati ha risposto alle domande poste dai cittadini e che gli sono state girate dalla più importante testata giornalistica economica del Paese, non proprio da un giornaletto della parrocchia.
Lo stesso Walter Veltroni, che tanto promuove la partecipazione, ha pensato bene di non risponedere se non ad alcune delle domande (solo QUATTRO) probabilmente scelte perchè meno scomode e più in linea con il programma del PD:
- Più Internet per tutti, come da programma.
- Più lavoro per le donne, come da programma.
- 2.500? per chi figlia, come da programma.
- Insegnanti più giovani, come da programma (peccato che la domanda fosse sulla ricerca!).
Da questa esperienza di "democrazia partecipata" che conclusioni trarre?
Per l'ennesima volta sembra emergere la totale inadeguatezza della classe politica italiana nei confronti delle esigenze dei cittadini, ancorati come sono ad un passato che non può più rappresentare in alcun modo una prospettiva seria per lo sviluppo futuro del Paese.
Ancora una volta i politici hanno dimostrato una surreale distanza tanto dalla realtà quanto dagli stessi cittadini che si candidano a governare e a rappresentare.
Qualcosa cambierà, in Italia, se e solo se i politici impareranno a studiare e cominceranno seriamente a prendere in considerazione la "teoria delle quattro T" che i cittadini già interpretano come priorità:
- Tecnologia
- Talento
- Tolleranza
- Tresparenza
• Il diritto alla felicità
• Piegare la natura alle proprie esigenze
• L'inadeguatezza di politici che non rispondono
• Quale politica per i gay?
• Gay si nasce o si diventa?
• Signori e signore nasce la sezione arte di QueerWay!
• La mentalità eterosessita dilagante in Italia
• Si stava meglio quando si stava peggio
• Un passo avanti e due indietro: i diritti degli omosessuali in Italia
• Niente di nuovo sotto il "Cuppolone", ovvero nessuna nuova: buone nuove!
• I preti gay fuori dalla chiesa! Alla faccia della carità!
• Arte gay e gay artisti
• La volontà egemonica della Chiesa
L'unica cosa che metto di mio è la seguente: al primo posto c'è il tema di internet. Non vorrei che i pesi sono un po' falsati perché essendo un sondaggio su internet sono gli internettari che hanno espresso le loro necessità.
COme dire: in un soondaggio non on-line, forse la prima domanda era la nostra...

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