La Madonna piange sperma, Cristo ha rapporti sadomaso con la Maddalena, gli apostoli partecipano ad orge gay, gli omosessuali sono come pedofili, il Papa è frocio, non voglio andare nello stesso bagno di un trans, la famiglia vince sui culattoni.
Un momento particolare in Italia a quanto pare! Sembra quasi che si voglia a tutti i costi arrivare ad una scontro, sempre in virtù di diritti che, a quanto pare, non sono più diritti civili: "io ho il diritto di impedire a te di fare qualcosa!". Mah!
L'ultimo episodio è proprio quello della famigerata e "misteriosa" mostra "La Madonna Piange sperma". Una mostra della quale si è parlato e scritto a non finire e che praticamente nessuno ha visto, soprattutto tra i detrattori e gli indignati. Tutti, poi, si prodigano a giudicare gli intenti, le offese, le intenzioni dell'una e dell'altra parte ma. parlare delle opere no?
In fondo, di una mostra d'arte si tratta! Nessuno pare parlare delle opere esposte (o meglio che si volevano esporre).
C'è chi parla di guerra dichiarata e di feriti, vittime. la vittima forse, è solo il buongusto?
Da tutte le parti sia ben chiaro! Il buongusto che è mancato a chi ha dato il titolo alla mostra così come di chi si è scagliato contro l'intera comunità LGBT, manco fosse stata una dichiarazione di intenti ufficiale dell'intero movimento.
La cosa più bella è che l'opera in questione è, si, di cattivo gusto (a parer mio) ma non per il titolo (o almeno non solo). È semplicemente un opera che poco ha da dire e che poco dice sotto il punto di vista estetico prima di tutto. Nessun demerito particolare all'artista ma. sarà almeno un po' vuota di significati al di fuori della volontà di scioccare e di far parlare di se?
Certo, se l'intento era soprattutto quello di far parlare tutti . allora si! È arte, indiscutibilmente. Ha colpito nel segno, ha ottenuto lo scopo. L'intento dell'arte dovrebbe essere quello di provocare emozioni e divulgare idee (in senso lato), se l'intento era veramente, meramente quello di scandalizzare. potrebbe essere arte!
Proprio il tanto attaccato Bonito Oliva (bersaglio delle proteste del comunicato stampa di QueerHell) ha definito i partecipanti alla mostra come artieri. Se chi s'è offeso della definizione si fosse anche preoccupato di capirla.
Sono anni che lo storico dell'arte fa una distinzione tra artisti ed artieri, senza sminuire nessuno. Artiere è chi realizza opere belle, tecnicamente anche ottime, con dei contenuti, magari, ma che non hanno nulla da dire! Artiere è chi sta a metà strada tra l'artigiano (grande capacità esecutiva ma nessun contenuto "culturale") e l'artista che, ha tanto da dire, da insegnare, esprime se stesso, la società, la vita (magari anche senza enormi capacità tecniche che devono essere un mezzo per esprimersi). Poi ci sono i geni, i maestri assoluti, quelli che hanno cambiato l'arte e, a volte, il mondo.
Bèh, artiere è esattamente quello che vorrebbero quelli di QueerHell che fosse chi ha partecipato alla mostra: "illustratori, fumettisti e grafici, soprattutto disinteressati ad allargare le fila dell'arte contemporanea e dei suoi circuiti ufficiali". Definizione di artiere!
Una cosa è scegliere volontariamente di "usare" un simbolo religioso per colpire il "nemico", altro è prendere un icona legata alla religione per costruirci una denuncia della società e di comportamenti generali come la propensione all'estetismo o la vuotezza di significati di alcuni modi di agire.
In pratica, un mosaico che raffigura una Madonna con spermatozoi che le escono dagli occhi non è la stessa cosa di una Madonna (proprio Louise Veronica Ciccone!) che tiene un Sacro Cuore di paillettes o un San Sebastiano legato più all'estetica gay e classicista che al palo del martirio. C'è differenza tra dire che la società moderna si nutre di estetica e disegnare girini su una faccia.
L'arte non è certo nuova ad attacchi sociali, anche nei confronti del bigottismo, della Chiesa, a volte del Pontefice e dei credenti più ortodossi (Michelangelo ha raffigurato il Papa all'inferno e Caravaggio usato prostitute come modelle della vergine!).
Le polemiche sulla mostra di Milano sembrano ben più strumentali rispetto a quelle della mostra bolognese.
A far paura, in quel caso, potrebbe essere proprio la critica sociale che l'arte fa dell'immaginario collettivo (in quel caso gay, ma anche cattolico!). Lo shock è nella "dimostrazione" di alcuni sentimenti dell'artista e nel modo in cui lo ha rappresentato non certo nella scelta provocatoria di un titolo volgarotto.
La cosa che mi fa pensare, però, è come siano caduti nel tranello tanti prelati, anche delle alte sfere ecclesiastiche!
Sono duemila anni che guidano l'opinione pubblica e ora si dimostrano tanto poco preparati da fare una pubblicità smodata ad un evento che, di per se, se fosse stato ignorato come è già successo a Roma, si sarebbe guadagnato al massimo un trafiletto nelle pagine locali e qualche naso arricciato delle vecchiette di passaggio per andare a messa.
Hanno veramente tanto paura che le cose stiano cambiando da dover estremizzare lo scontro?
C'è chi parla di guerra. perché mai! Non è esagerato parlare di guerra?
Mi rivolgo soprattutto a quegli esponenti della Chiesa che stanno sbandierando anatemi e condanne ad ogni soffio di laicità o, peggio ancora, di omosessualità.
Avete così tanto paura dei gay, delle lesbiche, dei trans da dovervi occupare proprio di tutto quello che li possa riguardare anche solo da lontano?
Non è altrettanto volgare e offensivo, tacciare di immoralità chi vive condizioni diverse? Almeno volgare tanto quanto intitolare una mostra "La Madonna piange sperma"!
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