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<title>TheQueerWay</title><link>http://www.queerway.it/dblog/</link>
<description>TheQueerWay</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[A lezione da Elsa Fornero]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="position:absolute; top:0px; left:0px; width:0px; height:0px; visibility:hidden"> Elsa Fornero, gay, Cassazione, Fabio fazio, Che tempo che fa, pari opportunità, coppie, omofobia. </span><p><a href="http://www.queerway.it/public/WindowsLiveWriter/AlezionedaElsaFornero_6AAF/fornero_2.jpg" target="_blank"><img title="fornero" style="border-top-width: 0px; display: inline; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin: 0px 15px 5px 0px; border-right-width: 0px" height="184" alt="fornero" src="http://www.queerway.it/public/WindowsLiveWriter/AlezionedaElsaFornero_6AAF/fornero_thumb.jpg" width="244" align="left" border="0" /></a> Ospite di Fabio Fazio alla trasmissione "Che tempo che fa" il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ha dato una vera e propria lezione di democrazia e di "non omofobia" per quel che riguarda la Pari opportunità.</p>  <p>Dopo una lunga tranche di domande sulle trattative in materia di lavoro Fazio le ha chiesto cosa ne pensasse della recente sentenza della corte di cassazione in materia di diritti familiari per le coppie composte da persone dello stesso sesso:</p>  <blockquote>   <p>Per la mia formazione io sono un po' tradizionalista ma come Ministro delle pari opportunità io devo, e l'ho fatto in diverse occasioni, affermare che le pari opportunità sono in capo alle persone indipendentemente dalle espressioni di preferenza in materia sessuale, oppure per ragioni di colore, oppure per ragioni di altre caratteristiche personali.</p>    <p>Quindi sotto questo profilo come Ministro io non posso che dire che la Corte di Cassazione ha affermato un principio di Pari Opportunità vera.</p> </blockquote>  <p>La lezione è proprio questa: personalmente si potrebbe anche avere opinioni diverse, <em>più tradizionaliste</em>, ma se si ricopre un ruolo di rilevanza istituzionale(da notare l'enfasi che Fornero mette nel pronunciare la parola Ministro in contrapposizione al primo "io"!) si deve agire di conseguenza.</p>  <p>Elsa può pensarla in un modo ma il Ministro Fornero deve agire nel solco della Democrazia.</p> <p>
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</center> <p></p>  <p>Come ministro per le pari opportunità non si possono che sostenere le "pari opportunità <u>vere</u>" (altra enfasi non certo casuale).</p>  <p>Quando si parla di omofobia spesso ci si barrica dietro alla "libertà di espressione": bene il Ministro Fornero ha ben rappresentato la libertà vera di esprimersi sulla base di pensieri personali. Non ha motivato la sua personale opinione tradizionalista e ha dato invece rilievo al ruolo istituzionale che sta ricoprendo pro tempore. Sono due cose ben distinte e come tali devono essere intese. L'una cosa non può e non deve influenzare o soverchiare l'altra.</p>  <p>E' questa la vera libertà di espressione ed è questo il vero contrario di omofobia (oltre che l'essenza stessa della democrazia rappresentativa): se ho un ruolo istituzionale devo agire per il bene di tutti non seguendo i miei personali punti di vista.</p>  <p>Altri Ministri della Repubblica ci hanno invece fatto sapere le proprie opinioni senza nemmeno capire che, in quanto personali, non potevano che essere e rimanere opinioni appunto.</p>  <p>E' omofobia sostenere che "i gay sono costituzionalmente sterili" (trascurando di dire che è anche falso), non lo è dire che "personalmente sarei più tradizionalista ma non posso che dire che anche le coppie formate da persone dello stesso sesso hanno diritto ad una vita familiare riconosciuta".</p>  <p>La prima espressione può essere annoverata tra le espressioni omofobe, la seconda tra le opinioni personali legittimamente espresse in nome della libertà di espressione che sono sempre e comunque assoggettate al <em>bene comune</em> (che dovrebbe essere il faro della vita democratica).</p>  <p></p> <center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=10,0,0,0" width="485" height="296"><param value="http://flv.kataweb.it/player/v4/player/player_v1a.swf" name="movie"></param><param value="always" name="allowScriptAccess"></param><param value="true" name="allowFullScreen"></param><param value="high" name="quality"></param><param value="direct" name="wmode"></param><param value="#ffffff" name="bgcolor"></param><param value="autostart=false&provider=video&file=http://flv.kataweb.it/repubblicatv/file/2012/03/fornero2_1903.mp4?width=640&height=387&repeat=false&logo.file=0&logo.position=top-left&logo.margin=10&shuffle=false&mute=false&volume=60&stretching=unfiform&screencolor=000000&buffer=5&smoothing=true&brand=RepubblicaTV&category=politica&subcategory=&videotitle=Cassazione sui gay, Fornero: \'\'Un principio di pari opportunità vera\'\'&streamurl=http://video.repubblica.it/politica/cassazione-sui-gay-fornero-un-principio-di-pari-opportunita-vera/90733/89126&webserviceurl=http://video.repubblica.it/php/services/related.php?id=&mediaid=90733&dock=false&#8465;=&debug=false&skin=http://flv.kataweb.it/player/v4/skin/skin_rrtv_temp.swf&plugins=http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_nielsen.swf,http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_related.swf" name="flashvars"></param><embed src="http://flv.kataweb.it/player/v4/player/player_v1a.swf" flashvars="autostart=false&provider=video&file=http://flv.kataweb.it/repubblicatv/file/2012/03/fornero2_1903.mp4?width=640&height=387&repeat=false&logo.file=0&logo.position=top-left&logo.margin=10&shuffle=false&mute=false&volume=60&stretching=unfiform&screencolor=000000&buffer=5&smoothing=true&brand=RepubblicaTV&category=politica&subcategory=&videotitle=Cassazione sui gay, Fornero: \'\'Un principio di pari opportunità vera\'\'&streamurl=http://video.repubblica.it/politica/cassazione-sui-gay-fornero-un-principio-di-pari-opportunita-vera/90733/89126&webserviceurl=http://video.repubblica.it/php/services/related.php?id=&mediaid=90733&dock=false&image=&debug=false&skin=http://flv.kataweb.it/player/v4/skin/skin_rrtv_temp.swf&plugins=http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_nielsen.swf,http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_related.swf" allowScriptAccess="true" quality="high" wmode="direct" bgcolor="#FFFFFF" width="640" height="390" type="application/x-shockwave-flash" /></embed></object></center>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.queerway.it/dblog/articolo.asp?articolo=1645]]></link>
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	<dc:date>2012-03-19T08:16:29+01:00</dc:date>
	<dc:creator>queerboy</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Diritto alla vita familiare]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="position:absolute; top:0px; left:0px; width:0px; height:0px; visibility:hidden"> vita familiare, Corte di Cassazione, sentenza, matrimonio, gay, riconoscimento. </span><p><a href="http://www.queerway.it/public/WindowsLiveWriter/56453206e39e_86BF/corte-di-cassazione-palazzaccio_2.jpg" target="_blank"><img title="corte-di-cassazione-palazzaccio" style="border-top-width: 0px; display: inline; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin: 0px 15px 5px 0px; border-right-width: 0px" height="244" alt="corte-di-cassazione-palazzaccio" src="http://www.queerway.it/public/WindowsLiveWriter/56453206e39e_86BF/corte-di-cassazione-palazzaccio_thumb.jpg" width="164" align="left" border="0" /></a> <em>"La coppia omosessuale è titolare del diritto alla vita famigliare come qualsiasi altra coppia coniugata formata da marito e moglie".</em></p>  <p>Così la Corte di Cassazione ha sentenziato rifiutando la trascrizione del matrimonio contratto all'estero da due cittadini italiani.</p>  <p>La Cassazione ha quindi scritto nero su bianco che anche per le coppie composte da persone dello stesso sesso devono valere gli stessi diritti assicurati dalla legge ad una qualsiasi coppia etero persistendone le caratteristiche di vita familiare e di coppia stabilmente convivente.</p>  <p>Se da una parte al Palazzaccio sembrerebbe essere stata scoperta l'acqua calda dall'altra si può tranquillamente parlare di sentenza storica in linea con la sentenza della Corte Costituzionale che aveva sancito lo stesso diritto un paio di anni orsono.</p>  <p>E' la stessa Cassazione a ricordare la sentenza del 2010 e a mutuarne i concetti alla base: il matrimonio può non essere considerato un diritto <em>automatico</em> ma sicuramente e senza dubbi deve essere considerato, <u>e riconosciuto</u>, il diritto alla vita familiare di tutte le coppie.</p>  <p>La Cassazione, così come la Corte Costituzionale, non può trascrivere <em>sic et sempliciter</em> il diritto al matrimonio nel corpus legislativo ma non è disposta a non considerare il diritto di tutti ad avere un "trattamento omogeneo":</p>  <blockquote>   <p>I componenti della coppia omosessuale, conviventi in stabile relazione di fatto, se secondo la legislazione italiana non possono far valere né il diritto a contrarre matrimonio né il diritto alla trascrizione del matrimonio contratto all'estero, tuttavia - <u>a prescindere dall'intervento del legislatore in materia</u> - quali titolari del diritto alla 'vita famigliare' e nell'esercizio del diritto inviolabile di vivere liberamente una condizione di coppia e del diritto alla tutela giurisdizionale di specifiche situazioni, segnatamente alla tutela di altri diritti fondamentali, possono adire i giudici comuni per far valere, in presenza di specifiche situazioni, il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata.</p> </blockquote> <p>
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</center> <p></p>  <p>Al Palazzaccio, quindi, si è anche indicata la strada per quei giudici che si troveranno a dirimere controversie riguardanti coppie composte da persone dello stesso sesso.</p>  <p>La cassazione, comunque, va ben oltre specificando che la decisione riguarda le coppie "a prescindere dall'intervento del legislatore in materia" e sancisce che il concetto di matrimonio unicamente tra persone di sesso diverso è stato superato dal quadro europeo dei diritti e dal contesto sociale.</p>  <blockquote>   <p>[Essendo stata superata grazie alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo] la concezione secondo cui la diversità di sesso dei nubendi è presupposto indispensabile, per così dire naturalistico della stessa esistenza del matrimonio.</p> </blockquote>  <p>Non solo:</p>  <blockquote>   <p>l'intrascrivibilità delle unioni omossessuali dipende non più dalla loro "inesistenza" e neppure dalla loro invalidità ma dalla loro inidoneità a produrre quali atti di matrimonio, appunto, qualsiasi effetto giuridico nell'ordinamento italiano.</p> </blockquote>  <p>In altre parole i matrimoni contatti all'estero, così come la lettura dell'articolo 29 della Costituzione secondo la Corte Costituzionale, non sono introducibili in maniera diretta nel corpus legislativo italiano non in quanto matrimoni "non eterosessuali" ma per gli effetti che tali azioni produrrebbero sull'ordinamento giuridico in assenza di leggi in materia.</p>  <p>Ora davvero non ci sono più ostacoli giuridici per parlare apertamente di matrimonio anche per le coppie composte da persone dello stesso sesso, bisognerà solo convincere la politica a seguire quel che le due più alte Corti italiane hanno suggerito di fare: scrivere una legge in merito.</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.queerway.it/dblog/articolo.asp?articolo=1644]]></link>
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	<dc:date>2012-03-16T10:03:15+01:00</dc:date>
	<dc:creator>queerboy</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Solo menzogne]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="position:absolute; top:0px; left:0px; width:0px; height:0px; visibility:hidden"> Strasburgo, gay, matrimonio, Forum delle Famiglie, Belletti, discriminazioni, bugie. </span><p><a href="http://www.queerway.it/public/WindowsLiveWriter/4b37f7115da2_104B2/logo-forum_famiglie_2.jpg" target="_blank"><img title="logo-forum_famiglie" style="border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; margin: 0px 15px 5px 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" height="244" alt="logo-forum_famiglie" src="http://www.queerway.it/public/WindowsLiveWriter/4b37f7115da2_104B2/logo-forum_famiglie_thumb.jpg" width="240" align="left" border="0" /></a> Il <a href="http://www.queerway.it/dblog/articolo.asp?articolo=1642" target="_blank">titolone</a> di ieri del Giornale serviva a dirottare la discussione nel merito della risoluzione della UE verso quel che non è accaduto.</p>  <p>Bersaglio colpito!</p>  <p>In moltissimi hanno dato credito solo a quel che Il Giornale voleva far credere tanto tra chi auspicherebbe fosse vero che tra chi fieramente si batte per negare diritti ad intere compagini di cittadini che si pretendono inferiori sulla base del sesso della persona di cui sono innamorati.</p>  <p>Così, strumentalmente a quel che voleva millantare Borgia anche il sedicente Forum delle Famiglie interviene su un falso dibattito per elargire il proprio personalissimo odio e mistificare tanto la risoluzione votata a Strasburgo che il ruolo del Forum stesso.</p>  <p>Secondo un comunicato dettato alle <a href="http://www.asca.it/news-Gay__Forum_Famiglie__da_Parlamento_Ue_voto_schizofrenico_e_contro_gente-1134328-ATT.html" target="_blank">agenzie</a> stampa da Francesco Belletti quel voto mostra:</p>  <blockquote>   <p>Un'Europa che interviene su forme leggere di vita privata che non potranno mai essere assimilate alla famiglia della quale manca il progetto generativo ma che chiude gli occhi sullo spread delle politiche sociali che vede l'Italia in ritardo spaventoso.</p>    <p>Quando sul tappeto ci sono gli interessi della stragrande maggioranza della popolazione ci si nasconde dietro alla difesa dell'autonomia del sistema Paese mentre quando si tratta di richiedere la "parità" delle persone LGBTI non si esita ad intervenire sull'identità della famiglia su cui è costruito il tessuto sociale di tanti Paesi.</p>    <p>E' un'Europa che non teme di mettere in discussione e violare i limiti fissati dagli stessi Trattati costitutivi quando si tratta di promuovere gli interessi delle lobby più chiassose, come è il caso dell'Ilga già sostenuta a colpi di milioni di euro.</p>    <p>Un'Europa che tradisce l'intuizione originaria che aveva come obbiettivo l'unione dei popoli e non delle ideologie. Un'Europa schizofrenica che non ci piace.</p> </blockquote>  <p>Trascurando per una volta gli innumerevoli insulti lanciati a chi non è cristianamente etero del sedicente gruppo cattolico sarà bene chiarire la valanga di menzogne di questo comunicato tanto facilmente elargito alla stampa.</p> <p>
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</center> <p></p>  <p>L'Europa "chiude gli occhi sullo spread delle politiche sociali che vede l'Italia in ritardo spaventoso" solo per quel che riguarda il diritto di famiglia, per il resto ci sanziona per ci fa pagare multe anche piuttosto salate perché, guarda un po', associazioni come il Forum non intendono aprire il dialogo sulla parità di diritti per tutti i cittadini. L'Italia è in coda agli altri Stati non perché l'UE sia "cieca" ma perché la politica nazionale preferisce mantenere lo status quo dei servizi sociali per trarne profitti elettorali, economici e clientelari.</p>  <p>Oltre tutto nella risoluzione votata a Strasburgo si parla proprio di quello "spread" citato da Belletti e che, con questo comunicato, viene buttato nel secchio insieme all'articolo 7 tanto vituperato.</p>  <p>"Quando sul tappeto ci sono gli interessi della stragrande maggioranza della popolazione ci si nasconde dietro alla difesa dell'autonomia del sistema Paese mentre quando si tratta di richiedere la "parità" delle persone LGBTI non si esita ad intervenire sull'identità della famiglia": il Forum presieduto da Belletti è grande fautore (anche con questo comunicato evidentemente) di quell'autonomia nazionale per quel che riguarda il diritto di famiglia che impedisce alla UE di <em>costringere</em> gli stati membri ad adottare misure unitarie su standard alti per i servizi alle famiglie. Ne consegue evidentemente che il Forum, finché potrà, sarà tra i responsabili dell'inazione dell'Europa non il contrario.</p>  <p>"un'Europa che non teme di mettere in discussione e violare i limiti fissati dagli stessi Trattati costitutivi": tutt'altro! La risoluzione, infatti, non ha valore vincolate e quindi non costringerà alcuno a riconosce nulla. Non bastando: l'articolo "incriminato" è quanto di più blando si potesse ipotizzare visto che nel testo si legge che il Parlamento Europeo (o almeno la maggiornaza di questo visto che è passato a maggioranza) si "rammarica dell'adozione da parte di alcuni Stati di definizioni restrittive di 'famiglia' con lo scopo di negare la tutela giuridica alle coppie dello stesso sesso e ai loro figli". Non solo la risoluzione non è vincolante, quindi, ma esprime al massimo un rammarico per i Paesi che hanno voluto mettere nero su bianco la loro volontà discriminatoria.</p>  <p>Sulla stessa linea l'invito ad "elaborare proposte per il riconoscimento reciproco delle unioni civili e delle famiglie omosessuali a livello europeo tra i Paesi in cui già vige una legislazione in materia". Di nuovo nulla di vincolante ma solo un auspicio che almeno gli stati che hanno legiferato in materia di famiglie composte anche da persone dello stesso sesso le riconoscano reciprocamente. In altre parole per il Parlamento di Strasburgo sarebbe <em>carino</em> che la Francia riconoscesse le unioni sancite in Spagna e viceversa, tanto per fare un esempio pratico. Questo non in virtù di un principio astratto, che pure sarebbe legittimo, ma per dare piena attuazione a quei trattati sbandierati da Belletti.</p>  <p>Sui milioni di euro citati come "sostegni" all'ILGA meglio tacere visto che si tratta né più né meno di deliri.</p>  <p>Per concludere: "Un'Europa che tradisce l'intuizione originaria che aveva come obbiettivo l'unione dei popoli e non delle ideologie". Serve davvero rivelare che l'unione dei popoli è data da un ampio riconoscimento di diritti e servizi per tutti i cittadini che quei popoli costituiscono e che se di ideologia si può parlare è ideologica la volontà di stabilire, uno per tutti, quale sia la morale e l'etica corretta per tutti compresi quelli che in un modello univoco non si riconoscono?</p>  <p>Se al Forum delle famiglie e a Belletti l'Europa non piace ce ne faremo una ragione ma farebbero bene a farsene una anche loro visto che la loro ideologia è stata superata dalla storia e che le loro mistificazioni sono facilmente individuabili da chi voglia leggere la realtà.</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.queerway.it/dblog/articolo.asp?articolo=1643]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.queerway.it/dblog/articolo.asp?articolo=1643</guid>
	<dc:date>2012-03-15T10:07:43+01:00</dc:date>
	<dc:creator>queerboy</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Non abbiamo vinto … ma lo faremo]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="position:absolute; top:0px; left:0px; width:0px; height:0px; visibility:hidden"> Il Giornale, Hanno vinto i gay, Strasburgo, risoluzione, Vittorio Sgarbi, Pier Francesco Borgia, matrimonio, omosessuali, famiglia, EU, Europa, Economia. </span><p><a href="http://www.queerway.it/public/WindowsLiveWriter/Nonabbiamovintomalofaremo_A7E8/Il_Giornale_2.jpg" target="_blank"><img title="Il_Giornale" style="border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; margin: 0px 15px 5px 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" height="244" alt="Il_Giornale" src="http://www.queerway.it/public/WindowsLiveWriter/Nonabbiamovintomalofaremo_A7E8/Il_Giornale_thumb.jpg" width="172" align="left" border="0" /></a> Il Giornale, come al solito, sceglie la linea della prima pagina shock per aprire l'edizione odierna: "Hanno vinto i gay".</p>  <p><a href="http://www.ilgiornale.it/interni/ora_leuropa_vuole_imporci_nozze_gay/14-03-2012/articolo-id=577198-page=0-comments=1" target="_blank">La notizia</a> di fondo è l'approvazione a Strasburgo di una direttiva di non discriminazione. Nella foga di affermare la propria volontà omofoba e il proprio anti-europeismo di fortuna Pier Francesco Borgia fa anche <a href="http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/446343/" target="_blank">confusione</a> (volutamente!) sui reali effetti della risoluzione stessa e sulla sua attuazione che sancisce il rammarico dell'Unione per l'eventualità «dell'adozione da parte di alcuni stati di definizioni restrittive di "famiglia" con lo scopo di negare la tutela giuridica alle coppie dello stesso sesso e ai loro figli».</p>  <p>Nulla di nuovo sotto il sole di Sallusti largamente abituato alla mistificazione e all'omofobia.</p>  <p>Ben più interessante <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/hanno_vinto_gay/14-03-2012/articolo-id=577357-page=0-comments=1" target="_blank">l'editoriale collegato a tale notizia</a> che compare in prima pagina a caratteri cubitali. Editoriale firmato da Vittorio Sgarbi che, ogni tanto, riesce a ragionare su tavoli diversi da quelli esclusivamente ideologici di destra:</p> <p>
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</center> <p></p>  <blockquote>   <p>Che l'Europa cristiana imponga agli Stati membri attraverso un voto del Parlamento europeo, la sovversione di principi morali, avrebbe certamente turbato Benedetto Croce e Altiero Spinelli.</p>    <p>È vero che la pronuncia del Parlamento sancisce in linea di principio o di quelle che si chiamano «pari opportunità», l'uguaglianza di diritti e di doveri e con ciò, come in Spagna, la legittimazione delle unioni di fatto equiparate ai matrimoni. Nozze gay, dunque. Perché negare a due uomini o due donne di unirsi come sposi, in una regolare famiglia riconosciuta dallo Stato? Possono forse i sentimenti essere limitati dai sessi? E per chi segue i precetti di una religione i principi morali vigono comunque, come scelta di fede, senza ledere i diritti civili di chi non crede.</p>    <p>Tutto giusto, e logico, all'apparenza. Perché le religioni e i principi morali devono invadere la sfera dello Stato? E perché la famiglia deve ispirarsi alla famiglia cristiana? Qualche ragione ci potrebbe essere. Ma non dobbiamo occuparci di questo e neppure di essere una società a maggioranza cristiana. Questa condizione non ha impedito l'introduzione del divorzio. Se uno è cattolico praticante non divorzia. Ma la questione della famiglia e delle unioni è più spinosa. Infatti le ragioni che hanno mosso e muovono queste rivendicazioni non sono di natura etica, ma pratica. E riguardano l'assistenza, l'eredità, le pensioni. Da anni la libertà amorosa e la pubblica dichiarazione del proprio orientamento sessuale sono largamente riconosciute. Sono scomparse le figure della ragazza madre e del «finocchio» costretto nel suo ghetto. Dunque cosa pretendere ancora? E qui si apre la resistenza di un governo alle prese con il contenimento della spesa pubblica.</p>    <p>Il presidente del Consiglio Mario Monti, non per questioni di principio, o perché cattolico praticante, ma perché tutore della stabilità del bilancio dello Stato, come è intervenuto sui limiti temporali delle pensioni, così non potrà moltiplicare le pensioni di reversibilità invocate e pretese non appena entrate in vigore le unioni di fatto. Morto un uomo il suo giovane compagno potrà, come una moglie, ottenere i benefici della pensione. Quello che valeva soltanto per marito e moglie, varrà per marito e marito e moglie e moglie, in un vertiginoso incremento della spesa pubblica. E, dal momento che ragioni materiali, non ragioni morali, hanno determinato la decisione del Parlamento europeo, Monti dovrà impedire la bancarotta dello Stato, limitando l'efficacia delle unioni di fatto alla sola sfera etica. Solo così si potrà salvare lo Stato da una certa dissoluzione. Economica, non morale.</p> </blockquote>  <p>Ovviamente nell'editoriale odierno le <em>manchevolezze </em>sono molte e non mancano faziosità lessicali e giuridiche per attaccare quel che apparentemente si vuol far passare come un dato di fatto "recepibile".</p>  <p>A cominciare da quella voluta confusione che si fa, a scopi elettoralistici per la destra retriva italiana, tra matrimonio (non matrimonio gay visto che l'istituto è uno ed uno solo!) e unioni di fatto.</p>  <p>Sgarbi sa bene la differenza e ha ben compreso che per un eventuale governo col PD in maggioranza si parlerebbe al massimo di unioni civili (ma sicuramente molto meno!) e non certo di matrimonio. La confusione, dunque, è voluta per accreditare lo sproloquio di Alfano che, evidentemente, continuerà su questo passo la campagna elettorale.</p>  <p>Ben saldato questo paletto strumentalmente usato come ariete Sgarbi procede con affermazioni in apparenza liberali ("Perché negare a due uomini o due donne di unirsi come sposi, in una regolare famiglia riconosciuta dallo Stato? Possono forse i sentimenti essere limitati dai sessi?")</p>  <p>In effetti si arriva finalmente al vero nodo del <em>problema</em>: "Perché le religioni e i principi morali devono invadere la sfera dello Stato? E perché la famiglia deve ispirarsi alla famiglia cristiana?"</p>  <p>Ovviamente però Sgarbi non scrive certo per rendere noto che ha finalmente capito che anche le persone omosessuali hanno diritto ai diritti (cacofonia voluta!). Sgarbi è ora nella fase della negazione delle libertà quindi deve trovare un argomento più difficilmente attaccabile, a parer suo: "le ragioni che hanno mosso e muovono queste rivendicazioni non sono di natura etica, ma pratica. E riguardano l'assistenza, l'eredità, le pensioni".</p>  <p>Secondo l'ex onorevole, ex sindaco e critico d'arte "Il presidente del Consiglio Mario Monti, non per questioni di principio, o perché cattolico praticante, ma perché tutore della stabilità del bilancio dello Stato, come è intervenuto sui limiti temporali delle pensioni, così non potrà moltiplicare le pensioni di reversibilità invocate e pretese non appena entrate in vigore le unioni di fatto".</p>  <p>Anche queste sembrano deduzioni logiche e piuttosto condivisibili. Peccato però che se si sancisce un diritto non si possa poi sancire contestualmente anche la discrezionalità di questo.</p>  <p>Se le persone omosessuali hanno diritto a vedere riconosciuta la propria affettività hanno immancabilmente diritto anche a quel che ne consegue.</p>  <p>Troppo <em>paraculo</em> l'esempio di "un uomo [e] il suo giovane compagno" tanto più che a nessuno verrebbe in mente di mettere in discussione la relazione e la "reversibilità" di un uomo maturo e la sua giovane moglie ad esempio. Senza contare che citare un uomo (lasciando intendere che sia anziano) e il "suo giovane compagno" si vuole rievocare l'immagine del porco e del proprio toy-boy (cosa che mai si fa in casi di arzilli settantenni e diciassettenni in odor di parentela magrebina -ricorda qualcuno vero?-).</p>  <p>L'esempio, oltretutto, è grottesco perché fa finta che le coppie omosessuali siano composte in massima parte di uomini (mai donne, come al solito!) con grandi differenze di età. Le statistiche dimostrano il contrario ma questo per la tesi di Sgarbi non è interessante.</p>  <p>Certo in qualsiasi coppia sarà comunque estremamente probabile che uno dei due sopravviva ma non per lunghissimo tempo come vuol far credere Sgarbi lasciando intendere trenta o quarant'anni di pensione (che anche fosse non sarebbe altro che la fruizione di un diritto!).</p>  <p>"Monti dovrà impedire la bancarotta dello Stato, limitando l'efficacia delle unioni di fatto alla sola sfera etica". Diritti subordinati ad una discriminazione quindi, non diritti pieni. Una discriminazione, se possibile, ancor più forte dell'assenza di riconoscimento delle unioni omosessuali.</p>  <p>Un fondo di verità sull'argomento della spesa pubblica c'è, è innegabile, ma i diritti non possono essere subordinati alla spesa pubblica e, comunque, le argomentazioni sono parziali e mancanti dell'enorme mole di risparmi e/o di maggiori entrate derivanti dal riconoscimento delle unioni dello stesso sesso.</p>  <p>Se si vuole parlare di economia per argomentare una discriminazione è troppo comodo parlare di pensioni di reversibilità e non di asili per le coppie con figli non riconosciute, di doppie case, di dichiarazioni dei redditi separate e non "in comunione", di accesso ai servizi per singles che singles non sono e tutta una lunga lista di argomenti economici che smentirebbero (e sarebbe interessante sapere il saldo di tutto questo) la "non convenienza economica" del riconoscimento di un diritto. Fermo restando l'irricevibilità di tale argomentazione su un tema che riguarda diritti inalienabili e certo interessi economici.</p>]]></description>
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	<dc:date>2012-03-14T12:51:12+01:00</dc:date>
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