Roma, Gay Pride, Piazza San Giovanni, divieto, definitivo, Questura, Prefetto Mosca, Mario Mieli.
Alla fine, quindi, niente San Giovanni. E' quanto si apprende dallo scarno comunicato del Mario Mieli che annuncia il nulla di fatto per l'incontro in Questura tra il Prefetto di Roma Mosca e Rossana Praitano. Presenti all'incontro Anna Paola Concia, Sergio Rovasio e Saverio Aversa.
"Il Prefetto ha comunicato alla delegazione l'impossibilità di far arrivare il corteo del 7 Giugno in Piazza San Giovanni, decisa dal Comitato di Sicurezza che si è riunito oggi".
Laconicamente "Il Mario Mieli si dichiara stupefatto perché la decisione è del tutto priva di buonsenso.
Testardamente abbiamo combattuto fino alla fine; siamo stati sconfitti dalla cecità di chi non ha compreso la gravità etica e politica di negare una piazza per motivi risibili".
Alla fine quindi, sembra che la motivazione del divieto stia tutta in quella sinistra "inopportunità di coincidenza" tra la manifestazione dei diritti ed un concerto in chiesa.
Problema che sarà ben più pesante un domani, quando tale "inopportunità" potrà essere portata come motivazione per altre manifestazioni. A questo punto la Questura saprà di essere stata arbitro inimparziale di fronte a problemi che erano anche stati risolti essendo solamente logistico temporale e che d'ora in poi ogni altro tipo di evento sarà opinabilmente rifiutato per motivi non riguardanti la pubblica incolumità o l'ordine pubblico ma per semplice e mera convenienza e opportunità.
Intanto il Pride, ovviamente, non sarà annullato e, come previsto, sarà rinforzato nei numenri da questa decisione.
Non sono ancora stati indicati percorsi alternativi per la manifestazione che saranno presentati nelle prossime ora alla Questura con l'auspicio di trovare percorsi che non siano "inopportuni" per alcuno.
Per il resto non ci si può che accodare alla chiusura del comunicato diramato dal Mieli:
"Riteniamo sconcertante l'accaduto perché è un'offesa per tutta la comunità lgbt ed una ferita inferta alla democrazia. Proprio per questo, oltre che per le giuste rivendicazioni di piena cittadinanza di gay, lesbiche, bisessuali e trans, chiediamo a tutte/i di partecipare in massa all'evento del 7 giugno per dimostrare solidarietà e dire no a questa ingiustizia".