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Quando la lotta all’omofobia diventa omofoba
Di queerboy (del 04/05/2011 @ 12:02:30, in Omofobia, linkato 1089 volte)
Giovanardi, omofobia, MOS, Movimento Omosessuale Sardo, gay, discriminazioni.

MOS Ormai è chiaro che Giovanardi ha trovato il modo di far parlare di se prendendosela con i gay e che, così facendo, riesce pure a nascondere la totale inattività del governo e sua per quel che riguarda il suo mandato ministeriale per la famiglia.

Inutile, quindi, continuare a giocare il suo gioco ed aiutarlo nell'impresa di visibilità personale e invisibilità politica.

Quello che sembra invece più singolare, e forse degno di nota, è che pure chi lo attacca cade nel tranello dell'omofobia e si dimostra, criticando Giovanardi, vicino all'omofobo da bar.

Dopo le ultime esternazioni del sottosegretario il M.O.S. (Movimento Omosessuale Sardo) ha diramato un comunicato stampa:

Apprendiamo dai giornali che Giovanardi si sarebbe lamentato dei vari baci collettivi che in questi giorni hanno avuto luogo in tutta Italia proprio per protestare contro le sue dichiarazioni contro la pubblicità Ikea. Il parlamentare avrebbe infatti sostenuto che il bacio gay lo infastidisce e che quindi gli omosessuali !queste cose" le dovrebbero fare a casa loro. Possiamo rispondere che anche a noi potrebbe infastidire il sorriso cavallino dell'onorevole o il suo tono di voce particolarmente squillante o il suo continuo gesticolare con le mani, con movenze un po' troppo delicate per un eterosessuale, ma non per questo gli chiediamo di starsene a casa quando parla e ride. [...]

Per combattere l'omofobia, a quanto pare, è lecita anche l'omofobia stessa.

Se addirittura chi vorrebbe difendere le persone omosessuali si spinge a dire che "il suo tono di voce particolarmente squillante o il suo continuo gesticolare con le mani, con movenze un po' troppo delicate per un eterosessuale" vuol dire che l'omofobia, latente o meno, è permeata nella società in maniera capillare.

Chi vuole difendere le persone omosessuali e combattere l'omofobia è chiamato come prima cosa a smantellare i luoghi comuni e non certo a diffonderli accreditandoli.

Contrariamente a quel che si pensa avere un "tono di voce squillante" e "gesticolare con le mani con movenze delicate" non vuol dire essere omosessuali. Soprattutto, è vero il contrario: non tutti gli omosessuali (in questo caso evidentemente maschi!) hanno una voce squillante e movenze delicate.

In altre parole non tutti i gay sono checche, detta così forse è più chiara l'omofobia.

Non solo: se anche fosse verosimile (non vero!) che i gay siano tutti checche non vorrebbe di certo dire che per questo sono autorizzati gli altri a farne oggetto di scherno, anche fosse politico.

I dubbi sull'orientamento sessuale di molti politici omofobi sono ricorrenti e anche leciti a volte ma non sono certo il tono di voce o le movenze "delicate" che fanno sorgere tali dubbi.

Altrimenti il prossimo modello da proporre, come critica o come valore a questo punto nemmeno importa, è che i gay vogliono essere donne e le lesbiche fanno le meccaniche.

Farà anche ridere ma non solo non è vero, non è nemmeno un argomento politico.