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Grazie Presidente
Di queerboy (del 18/05/2011 @ 10:13:47, in Omofobia, linkato 733 volte)
Giornata Mondiale contro l'Omofobia, Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, politica, discriminazioni.

stendardo presidenziale Per la Giornata Mondiale contro l'Omofobia il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha scelto di indicare con chiarezza assoluta tra le cause dell'omofobia dilagante in questo Paese le responsabilità dei politici: "non bisogna sottovalutare i rischi che l'abitudine all'uso nel discorso pubblico di allusioni irriverenti, lesive della dignità delle persone, contribuiscano a nutrire il terreno sul quale l'omofobia si radica".

Non solo. Il Presidente indica con chiarezza l'evoluzione della società e dell'economia accusando, così, implicitamente la politica per il "cammino che appare ancora lungo e difficile" dell'emancipazione.

Il Presidente Napolitano sottolinea inoltre come si tratti inequivocabilmente di omofobia non solo nei casi di "aggressioni fisiche" ma anche per gli "atti di bullismo, le provocazioni verbali". In altre parole omofobia è anche l'uso corrente di espressioni e dichiarazioni omofobe.

La politica ha, evidentemente, la responsabilità della inammissibile "ostentazione in pubblico di atteggiamenti di irrisione nei confronti di omosessuali".

Per questo, anche secondo il Presidente della Repubblica "è importante che la battaglia contro l'omofobia e le discriminazioni che ne derivano non sia condotta solo ad opera di meritorie avanguardie, ma divenga un ben più vasto impegno civile".

Grazie Presidente!

La coesione sociale del nostro paese è sottoposta a gravi tensioni: inammissibili episodi di impudente aggressività e intolleranza si verificano con frequenza preoccupante. In occasione della Giornata Mondiale contro l'Omofobia voglio esprimere perciò la mia preoccupazione per il persistere di discriminazioni e comportamenti ostili nei confronti di persone con orientamenti sessuali diversi. Si tratta di atteggiamenti che contrastano con i dettami sia della nostra costituzione, sia della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea. Non dobbiamo quindi ignorare l'invito del Parlamento Europeo a trovare misure efficaci per abbattere anche questo tipo di discriminazioni. E, mentre da una parte deve essere apprezzata l'apertura di imprese italiane e straniere nei confronti di persone con diversi orientamenti sessuali e diverse unioni di vita, dall'altra, occorre denunciare e contrastare in tutte le sedi, e innanzitutto in sede politica, con costanza e con fermezza le aggressioni fisiche, gli atti di bullismo, le provocazioni verbali, quali quelle che hanno investito anche un autorevole membro del Parlamento Italiano. E non bisogna sottovalutare i rischi che l'abitudine all'uso nel discorso pubblico di allusioni irriverenti, lesive della dignità delle persone, contribuiscano a nutrire il terreno sul quale l'omofobia si radica. L'ostentazione in pubblico di atteggiamenti di irrisione nei confronti di omosessuali è inammissibile in società democraticamente adulte. In altri paesi democratici persone che hanno dichiarato i loro orientamenti omosessuali hanno potuto raggiungere posizioni di grande rilievo, ricoprire alte cariche anche pubbliche. Un percorso di superamento di timori e rimozioni, nonchè di ostacoli alle carriere, è stato avviato da tempo anche in Italia, ma il nostro è un cammino che appare ancora lungo e difficile. Perciò è importante che la battaglia contro l'omofobia e le discriminazioni che ne derivano non sia condotta solo ad opera di meritorie avanguardie, ma divenga un ben più vasto impegno civile. In 150 anni il nostro paese, nel suo cammino verso la realizzazione di una democrazia rispettosa delle diversità, ha dovuto affrontare terribili traversie e subire drammatiche cadute. Non dimentichiamolo. Non disperdiamo un prezioso patrimonio di libertà e di tolleranza, guadagnato nel corso della nostra storia. Mancheremmo di rispetto nei confronti di chi, per costruire quel patrimonio, ha saputo battersi con intelligenza, rischiare di persona con coraggio.