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Senza onere della prova
Di queerboy (del 22/05/2011 @ 09:22:02, in Family Day, linkato 685 volte)
Giovanardi, Piasapia, De Magistris, ballottaggi, famiglie, casa, diritti, omosessuali, islam, programmi, discriminazioni, coppie, graduatorie.

carlo giovanardi Un endorsment così De Magistris e Pisapia non potevano certo aspettarselo. Invece il neo-sempre-presente sottosegretario Giovanardi glielo ha regalato: con loro a Napoli e Milano nascerebbero le "famiglie gay".

Ormai Giovanardi, non potendo parlare di altro vista la assoluta assenza di azione di governo sue e della sua maggioranza in tema di famiglie, non fa altro che parlare di quelle "gay". Ne consegue che per lui le famiglie composte da due uomini o due donne esistono eccome e sono al centro della sua agenda politica. Se così non fosse perché parlare di "famiglie omosessuali" e non di unioni aliene ad esempio?

Ad ogni modo il solito sottosegretario, intervistato dal solito Davi (anche la sua è una strana ossessione, bisogna ammetterlo), ha dichiarato:

Non escludo affatto che nell'improbabilissima eventualità che diventasse sindaco, De Magistris favorirà femminielli, gay e trans riconosciuti attraverso registri che ne legittimino le unioni, e discriminerà sul piano dei servizi sociali le famiglie con figli.

L'ex magistrato ha detto chiaramente che per lui non ci sono unioni di serie A e di serie B e che è favorevole ai matrimoni omosex, e che li metterebbe sullo stesso piano delle famiglie riconosciute dalla Costituzione.

Ora, senza perdere tempo a disquisire sul fatto che da tali dichiarazioni ne consegue che per Giovanardi esistono famiglie di serie A e di serie B ma comunque famiglie, bisognerebbe spiegare al sottosegretario al nulla che i Comuni non possono riconoscere famiglie come vorrebbe far credere lui ma al massimo possono riconoscere che i servizi comunali debbano essere equi anche per le famiglie diverse da quelle "regolarmente sposate". Né più né meno.

Stessa cosa si potrebbe dire per quel che riguarda i suoi deliri rispetto all'elezione di Pisapia a Milano:

Pisapia vuole liberalizzare cannabis e marijuana, ma così finirebbe con l'aumentare il giro d'affari della criminalità organizzata.

Chiunque abbia contezza del ruolo delle amministrazioni locali sa che, piaccia o meno al sindaco di turno, un Comune non può "liberalizzare cannabis e marijuana". Punto.

E ancora:

Non temo la loro politica filo gay. Io non sono anti gay.

Ma va evidenziato che con Pisapia e De Magistris, il riconoscimento delle unioni gay porterebbe a conseguenze discriminatorie per centinaia di migliaia di famiglie di Napoli e Milano.

Con loro sindaci, le case e i servizi sociali dei comuni darebbero priorità a queste nuove forme di unioni e matrimoni gay, e non alle famiglie riconosciute dalla Carta.

Per esempio cambierebbero i criteri nell'assegnazione delle case, e decine di migliaia di famiglie colpevoli di non essere gay finirebbero in fondo alle priorità degli amministratori.

Su questa serie di dichiarazioni ci sarebbe da scrivere un trattato cominciando dal fatto che non si capisce come in uno Stato che non riconosce il "matrimonio gay" un comune possa riconoscerne.

Inoltre ormai anche i sassi si possono agevolmente rendere conto che Giovanardi è eccome anti-gay, fosse per lui, evidentemente, gay e lesbiche (che nemmeno cita mai!) dovrebbero proprio estinguersi, o almeno, come già dichiarato, andarsi a nascondere per non disturbarlo.

Inoltre nessuno si chiede, né chiede a Giovanardi, l'onere della prova sulle presunte discriminazioni di cui sarebbero vittime le "famiglie colpevoli di non essere gay".

Perché ci sarebbe da chiedere al tipo che sproloquia solo di gay in che modo potrebbe avvenire tutto questo.

E' vero, infatti, che "cambierebbero i criteri nell'assegnazione delle case" ma semplicemente ampliando le liste non certo discriminando "decine di migliaia di famiglie colpevoli di non essere gay" che di certo non "finirebbero in fondo alle priorità degli amministratori".

Perché, se Giovanardi non lo sapesse, le graduatorie per le case, per rimanere nel suo stesso esempio, vengono fatte per punteggi: ad una certa caratteristica corrisponde un certo punteggio e sommando tutti i punteggi si ottiene un totale che determina un posto in graduatoria.

Ora: o Giovanardi dimostra che secondo Pisapia e De Magistris essere gay assegna un punteggio o sta sparando sciocchezze senza nemmeno preoccuparsi del ridicolo.

Sarebbe evidente anche ad un bambino che una famiglia monoreddito con un paio di figli a carico avrebbe maggior punteggio di una coppia di lesbiche lavoratrici senza figli.

Piuttosto è vero il contrario.

L'ostinazione di Giovanardi e di quelli come lui di non riconoscere le unioni tra persone dello stesso sesso e i diritti dei figli di queste discrimina fortemente tanto gli omosessuali che le "famiglie tradizionali". Nel caso, ad esempio, di una lesbica disoccupata con un figlio, anche se convivente con una milionaria, il punteggio sarebbe più alto, in quanto madre single senza reddito, di quello della coppia monoreddito di cui sopra. Un gay disoccupato, magari perché mantenuto dal proprio compagno imprenditore (quello che nella "famiglia tradizionale" sarebbe definito un casalingo!) avrebbe lo stesso punteggio di un ragazzo etero disoccupato.

Le discriminazioni, anche economiche e anche per le famiglie "etero", quindi, sono generate da Giovanardi non certo da chi, nell'ipotesi che sia vero, dice di voler regolare a livello locale le unioni tout court.