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Siamo tutti talmente abituati ad anatemi scagliati contro gay e lesbiche da emeriti ecclesiastici che ormai ci si stupisce delle dichiarazioni sensate e "moderne" di uno di loro.
Secondo il vescovo emerito di Foggia monsignor Giuseppe Casale non si devono mettere "cancelli di chiusura nei confronti delle coppie omosessuali".
Interrogato dall'ADNKRONOS sul matrimonio simbolico che oggi viene celebrato a Torino tra due donne alla presenza del sindaco Chiamparino Casale ha infatti affermato:
Nei confronti di queste persone che vivono l'omosessualità non bisogna lanciare anatemi.
Che vivano la loro vita di relazione nel migliore dei modi possibili.
Non possiamo interpretare il pensiero di Dio sul tema.
Ormai, da un punto di vista generale, si interpreta l'omosessualità come una malattia, una devianza ma queste persone vanno affidate alla misericordia di Dio senza condanne.
Civilmente e religiosamente le nozze gay (quelle celebrate oggi a Torino-ndr ) non hanno alcun valore. E per ora teniamoci pure queste disposizioni. [Però] Bisogna seriamente riflettere perché questo è un campo aperto, insidioso. Non mettiamo cancelli di chiusura e per l'avvenire teniamo conto dell'evoluzione della sessualità e del modo di interpretarla e viverla.
Non si può ignorare l'evoluzione che la società ha avuto. Perciò dico a questa coppia di vivere la loro vita di relazione nel migliore dei modi possibili.
In altre parole una dichiarazione che suona come una benedizione per l'unione di Antonella e Debora e una vera e propria presa di posizione contro i vari vescovi e vescovi emeriti che nelle ultime settimane (giusto per limitarci al recente passato!) si sono scagliati in modi a dir poco feroci contro le unioni tra persone dello stesso sesso, contro i politici che le appoggiano o non le disdegnano, contro gli stessi omosessuali e contro chiunque non faccia della lotta all'omosessualità e agli omosessuali un perno centrale della propria azione di vita.
Monsignor Giuseppe Casale, comunque, non è certo nuovo a questo tipo di aperture né a prese di posizione in aperto contrasto con quelle dei sui colleghi. Fu lui a schierarsi dalla parte di Peppino Englaro dicendo di lasciar andare Eluana "come facemmo con Giovanni Paolo II", contro l'astensione al voto per il referendum per la legge 40 e a dirsi possibilista riguardo all'uso del preservativo.
Un vero e proprio vescovo illuminato che a quanto pare si interessa quanto gli altri di quel che succede in Italia ma lo vede con un occhio alla realtà e non da dentro una sacrestia dorata.
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I più strenui oppositori del matrimonio tra persone dello stesso sesso sono i vescovi e le gerarchie ecclesiastiche. Questo per quel che riguarda cattolici e musulmani ovviamente perché se si parla di di vescovi anglicani le cose cambiano, e di parecchio.
Solo pochi giorni fa un gruppo di sette vescovi e vescovi emeriti inglesi, tutti eletti alla Camera dei Lords, la camera alta britannica, hanno scritto una lettera aperta pubblicata sul Times in cui giudicano "totalmente discriminatoria" l'attuale legge sulle civil partnership.
In Inghilterra, infatti, si è scelto di creare un istituto ad hoc per le coppie di persone dello stesso sesso lasciando solo alle coppie eterosessuali la possibilità di sposarsi e di poterlo fare in chiesa.
Le coppie eterosessuali hanno la scelta tra unione civile e matrimonio. Le coppie omosessuali non hanno diritto di scegliere. Privare dei credenti dell'opportunità di scambiarsi i voti più importanti della loro vita nella chiesa o nella sinagoga di loro scelta, secondo la loro liturgia, è una discriminazione bella e buona.
Una presa di posizione alla quale non siamo di certo abituati in Italia.
I vescovi hanno deciso di scrivere e far pubblicare la loro lettera perché la prossima settimana la Camera dei Lord sarà chiamata a decidere su una proposta di legge avanzata da Waheed Alli che autorizzerebbe le unioni tra persone dello stesso sesso anche nelle chiese, nelle sinagoghe e nei luoghi di culto.
I sette vescovi hanno quindi rivolto il proprio appello ai loro "colleghi" Lords per sostenere quell'emendamento al contrario di quanto già accaduto alla fine di gennaio quando la Camera dei Lords aveva bocciato degli emendamenti alla stessa legge seguendo le invettive di due altri prelati: il vescovo di Winchester e quello di Chichester.
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A quanto pare la mediocrità e l'assenza di capadcità analitica è contagiosa e le stesse dichiarazioni cominciano a passare di bocca in bocca saltando dalla Cuccarini alla Clerici fino alla Polverini (il che dovrebbe essere preoccupante per un politico che si rifà al pensiero di due starlettes!).
Anche Renata Polverini, intervistata dall'ennesimo Klaus Davi pensa che matrimonio e genitorialità non facciano per i gay e le lesbiche. Ovviamente anche lei ha amici gay che la pensano allo stesso modo. Saranno sempre gli stessi, a questo punto, che fanno il giro!
Ho tanti amici gay e non penso che il matrimonio o l'adozione siano una loro priorità.
Le persone che conosco io vogliono semplicemente poter vivere serenamente questa loro condizione.
Sarebbe interessante chiedere alla Polverini in che modo omosessuali e trans possano secondo lei vivere "serenamente la loro condizione". Chissà che intende.
Anche perché non ci si può davvero dimenticare che la Polverini ha scelto di appoggiarsi a partiti come La Destra di Storace e l'UdC di Casini e Buttiglione che tutto possono fare meno che favorire la possibile serenità delle persone omosessuali accoppiando gay e lesbiche a pedofili e zoofili e le richieste di diritti a mere "pretese".
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Pare che ormai, come già scritto da Fabio, la domanda sui matrimoni gay sia obbligatoria in qualsiasi intervista, una sorta di intercalare che, a ben vedere, non ha alcun motivo d'essere (se non l'interesse personale di chi la pone convinto che non si noti che probabilmente lo riguarda).
L'ultima a regalare le proprie perle di saggezza (?) pare sia la Clerici che, reduce dagli sfarzi di Sanremo, ritiene (e chi se ne frega non è consentito a quanto pare!) che "sia giusto legalizzare la convivenza tra due persone dello stesso sesso, perché uno può così vantare dei diritti sull'altro, qualsiasi cosa accada, bella o brutta, proprio come avviene per una coppia etero. Non sono d'accordo, invece, sul matrimonio canonico".
Ovviamente da cosa nasce cosa e a quanto pare da matrimonio nasce adozione. Così anche la Clerici casca in una consequenzialità che non esiste legando al matrimonio e alle unioni il tema dell'adozione. La presentatrice nazional-popolare ci tiene a far sapere che è contraria alla possibilità di adozione per le coppie gay perché, a suo dire, "per un proprio equilibrio personale e per una questione anche di natura, un figlio deve avere un padre e una madre". Che l'organizzazione più importante a livello mondiale sostenga il contrario è del tutto irrilevante per l'italico pensiero delle varie soubrettes e politici.
Ma non sia mai che a una simile dichiarazione smentita da studi scientifici non si abbini la frase di rito: "conosco tantissimi omosessuali che la pensano come me".
E' vero anche io ne conosco alcuni (tutt'altro che tantissimi!) che la pensano come la Clerici, la Cuccarini, la Mussolini e Buttiglione. Ne conosco anche tanti, però, che la pensano in modo del tutto opposto.
A questo punto, allora, come se ne esce? Andiamo alla conta e vediamo se sono di più i miei amici "pro" o i suoi "contro"? Facciamo a chi ce l'ha più grosso?
E come la mettiamo se dico che ho tanti amici etero che la pensano come me?
E' più rappresentativa la Clerici dei miei amici? O sono più rappresentativi i miei amici etero contrai al matrimonio anche per le coppie etero e che sperano in una abolizione totale dell'istituto?
Quando si parla di diritti siamo davvero convinti che l'opinione personale sia meritevole di nota solo in quanto tale? E bastano davvero delle eccezioni per confermare qualche regola?
Un diritto è tale solo se suffragato da una qualche maggioranza che lo riconosce o piuttosto è tale proprio perché diritto e "semplicemente" viene negato da interessi, convinzioni e/o ignoranza di una moltitudine che, non essendone coinvolta, si arroga una supremazia numerica in grado di calpestare gli altri?
In Sud Africa l'apartheid è durata finché una maggioranza (economica non numerica!) ha potuto controllare i diritti dei neri. I neri, però, non è che non avessero diritti, piuttosto non gli venivano riconosciuti e non potevano avvalersene. Naturalmente, anche lì, c'era chi sosteneva la superiorità dell'uomo bianco sostenendo di avere "tanti amici neri". Peccato che probabilmente quei loro amici non erano i neri vessati nelle periferie ma tra quei pochi eletti che godevano di qualche libertà in più.
Proprio come gli amici gay della Clerici, della Cuccarini, della Carfagna, della Mussolini e via dicendo che, con tutta probabilità, vivono una condizione tutt'altro che "comune". Magari sono i vari costumisti o Dolce e Gabbana o Gay Mattiolo. Tutta gente che, se vuole, può permettersi di sposarsi all'estero, di provvedere a stipulare mega-contratti privati che abbiano effetti internazionali o, magari, abbiano bisogno di non dover coinvolgere eventuali "metà" nelle varie spartizioni di capitali e quote azionarie.
Magari no, sono solo persone che non sono interessate a sposarsi o ad adottare, proprio come i miei amici etero, ma questo non fa di loro né una rappresentanza titolata né tantomeno una forza in grado di poter decidere se altri siano titolari di diritti o meno.
(Tra le righe: c'è anche un sacco di gente che è convinta che un bambino debba essere allevato da una madre giovane e che una ultra quarantacinquenne non debba averne. Su questo che ha da dire la Clerici?)
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La notizia non è freschissima, risale a dicembre, ma è di quelle che si fanno notare: una ragazza newyorchese, dopo la bocciatura della legge che avrebbe consentito anche alle coppie omosessuali di sposarsi, ha messo in vendita il proprio diritto matrimoniale su eBay.
Jamie Frevele ha deciso di reagire così, in maniera provocatoria, alla negazione di un diritto che, come lei stessa dice, le è riconosciuto solo per nascita e fortuna.
Vi trascriverò una fantastica, meravigliosa, articolata dichiarazione consegnando il mio diritto a sposarmi. Non ho documentazioni ufficiali perché è qualcosa che ho perché sono nata eterosessuale. Sfortunatamente questo può essere solo un gesto simbolico. La tua offerta, però, è reale e la donazione che farai ad una organizzazione che sostiene quelli che vengono trattati come cittadini di serie B ne varrà la pena.
I proventi dell'asta, naturalmente, sono stati devoluti in beneficenza (ecco perchè parla di donazione) ad una associazione che si occupa di assistere e aiutare gli studenti che vengono emarginati a causa del loro orientamento sessuale: The Point Foundation.
Un bel gesto che dimostra come anche molti etero (anche se purtroppo ancora troppo pochi!) riconoscono che la negazione di diritti per le persone omosessuali sia una violazione di diritti e un trattamento iniquo basato su casualità che nulla dovrebbero avere a che fare con la cittadinanza.
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Qual'è la battuta più triviale e più frequente quando si parla di sport, spogliatoi e gay? Avete indovinato tutti: "attenti alla saponetta!"
Partendo da questo stereotipo di bassa lega la GJP Advertising & Design di Toronto ha deciso di creare la campagna pubblicitaria per il reclutamento del Muppy York Rugby Football club, squadra di rugby canadese gay e etero-frindly.
Dieci atleti che, sotto la doccia dopo la partita si buttano "in massa" sulla saponetta caduta.
Divertente, ironica e irriverente visto che giocando sulle stupide battute triviali da spogliatoio le ribalta facendole diventare, in qualche modo, un valore aggiunto invece che un disvalore.
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Il giorno di San Valentino un po' in tutte le città del mondo si sono svolti dei "kiss-in". Ovviamente non sono mancati spezzoni gay e lesbici praticamente da nessuna parte.
A Parigi, però, il kiss-in era stato convocato dalle associazioni e movimenti GLBT e era stato indetto proprio per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle tematiche "specifiche" dai diritti di cittadinanza allìomo-transfobia.
Nel primo pomeriggio centinaia di coppie gay e lesbiche si sono baciate in place Saint-Michel battendo sicuramente il record di affluenza per questo tipo di manifestazioni.
Il kiss-in, però, aveva già suscitato polemiche tra popolazione GLBT e gay-fiendly e integralisti cattolici che avevano scatenato una sorta di guerriglia dialettica sul web proprio contro l'iniziativa e contro le istanze del mondo omosessuale.
Dopo il bacio collettivo di place Saint-Michel, dove alcuni cattolici avevano provato a disturbare la manifestazione, lo scontro si è spostato sulla piazza di Notre Dame.
Sulla piazza che inizialmente era stata individuata per il bacio collettivo (poi spostato per non aumentare ulteriormente le polemiche) si sono fatte trovare alcune decine di cattolici integralisti che, al grido di "habemus papam", hanno inveito e cercato di attaccare i passanti reduci dal kiss-in.
Lo scontro verbale è stato durissimo e a quanto pare si è evitato lo scontro fisico solo grazie alla polizia che ha giustamente bloccato ogni tentativo dei ferventi papisti di "rompere le righe" e avvicinarsi al gruppo di gay che, coraggiosamente, non si è lasciato intimidire ma che non ha ceduto alle provocazioni e agli insulti.
I religiosissimi militanti, ancora una volta, hanno scritto una brutta pagina della loro storia.
Sarà una festa commerciale ma è pur sempre una giornata in cui tutti si ricordano dell'amore.
Oggi è San Valentino e un po' tutti festeggiano il proprio partner la propria partner.
Quindi tanti auguri a quelli che hanno un amore e a quelli che lo cercano.
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Nella vita ho imparato a non escludere mai nulla, tutto è possibile. Non sono alla ricerca di una poltrona, ma sicuramente mi farebbe piacere contagiare il centrodestra su certe questioni che non devono più essere affrontate ideologicamente o per partito preso.
Con queste dichiarazioni rilasciate a Pierluigi Diaco Vladimir Luxuria ha dato il via ad alcune discussioni interne ai "movimento" di sinistra. La reazione di Imma Battaglia ha messo giù il carico: "Cara Luxuria e se mai il PDL ti candidasse io ti voterei. E' un bel po' di tempo che sostengo che bisogna contaminare la politica e rompere gli schieramenti ideologici. Si vede che anche tra i gay e trans, anche ex comunisti, sta cadendo il muro di Berlino".
Queste prese di posizione suscitano una tale quantità di riflessioni che diventa difficile sintetizzarle in un unico pensiero, magari pure coerente.
Da una parte, infatti, c'è chi si dice da sempre di sinistra e parla di "saltare il fosso", dall'altra c'è la necessità oggettiva di non "affrontate ideologicamente o per partito preso" i temi dei diritti civili legati alle persone omosessuali e transessuali.
La negazione assoluta e preventiva di questi due punti ha prodotto, in Italia, un sostanziale nulla di fatto che non porterà molto lontano nemmeno con eventuali governi di sinistra (se mai ce ne saranno ancora).
Poniamo solo per un attimo che nel 2013 vinca la sinistra (quale ora non importa) e che durante il suo mandato abbia un sussulto d'orgoglio e voti una legge di riconoscimento dei diritti civili per le coppie omosessuali.
Gli scenari possibili che si aprirebbero in quel caso sono due, e non necessariamente alternativi tra loro: o appena la destra riprende il potere elimina la legge votata o le ben note forze lobbistiche che vegetano in Italia indicono un referendum per l'abrogazione della stessa. Se una tale legge dovesse passare per il "voto popolare" è evidente che dovrebbe essere già stato fatto un lavoro sociale che ancora non si vede all'orizzonte: accrescere la consapevolezza dei votanti tutti che non si tratta di una legge ideologica ma di riconoscimento di diritti, che non si tratta di togliere qualcosa a qualcuno per concederlo ad altri e che, soprattutto, si tratta di dare piena applicazione ai principi costituzionali.
Per rendere tutto questo possibile è evidente che non ci si può affidare esclusivamente ai liberali di sinistra ma servirebbero anche quelli di destra. Solo così si potrebbe contare su un numero cospicuo di opinion makers in grado di spiegare alla maggioranza degli italiani la giustezza della causa. In caso contrario ci si troverebbe su barricate opposte in cui qualcuno avrebbe campo libero per manovrare interi schieramenti politici riuscendo ad agire sull'istinto tipicamente italiano a dividersi per fazioni politiche in antagonismo tra loro (cosa che sta funzionando da decenni per moltissimi aspetti della vita pubblica del Paese!).
E' evidente che se la destra italiana fosse "contaminata" su questi temi il lavoro di cui sopra sarebbe notevolmente diverso.
Ora si potrebbe obbiettare che tutto questo sarebbe possibile se la destra italiana fosse una destra europea moderna. Vero! Il processo evolutivo, però, non è un "processo spontaneo".
Le giraffe hanno il collo lungo per poter arrivare alle cime degli alberi dove gli altri animali della savana non arrivano a mangiare le foglie mica mangiano le foglie in alto perché hanno il collo lungo!
Sarà difficile che attraverso un processo del tutto spontaneo la destra italiana si adegui a quelle del resto del mondo occidentale e svegliandosi un bel giorno conscia che i diritti civili sono un tema universale che deve essere riconosciuto a prescindere.
Per far sì che tutto questo accada servono qui "contagi" di cui parla Vladimir (oltre alla presa di coscienza che uno stato libero è solo uno stato laico in senso ampio).
Quello che non torna proprio del discorso di Vladimir, e ancor più della reazione di Imma, è che per contaminare/contagiare la destra si debba saltare il fosso ignorando tutto il resto. Welfare, economia, istruzione, patrimonio ambientale e culturale non sono visioni marginali di un'appartenenza politica che possono facilmente essere buttate nella pattumiera per un'unica battaglia (a meno che quella non sia l'unica battaglia!).
Il compito di contaminare la destra, quindi, dovrebbe essere lasciato a chi ha già visioni di destra sul resto o almeno possa essere vicino a quelle posizioni non certo a chi si dice di sinistra (nel caso di Vladimir addirittura estrema e extra parlamentare) e per convenienze varie rinnega tutto quello che ha detto e fatto finora.
Altro discorso sarebbe quello di far crescere GayLib, unica associazione GLBT di destra, e magari farle superare quegli steccati ideologici di cui è intrisa tanto quanto le cugine di sinistra per permetterle di contaminare davvero il centro destra e farlo evolvere verso una destra moderna e assimilabile a quelle moderate del resto del mondo occidentale.
GayLib, però, è rappresentanza di se stessa e con gli esigui numeri di cui dispone poco può fare.
Inoltre sempre più spesso si può ravvisare una sorta di scontro ideologico tra associazione di destra e associazioni di sinistra che ricalca in tutto e per tutto quella divisione immatura tipica della società italiana schierata su due fronti opposti.
Se GayLib e le altre associazioni riuscissero a sedersi finalmente ad un tavolo e a stabilire un piano generale di azione da condurre insieme e in parallelo su fronti opposti le cose forse cambierebbero e non servirebbe a Vladimir e Imma fare salti iperbolici per far crescere la destra, la sinistra e la società sui diritti civili.
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Il Messaggero a quanto pare non perde mai occasione di interpretare a modo suo quel che succede. Solo ieri riportava la notizia di un incontro tra il cardinal Bagnasco e delle rappresentanti del mondo trans genovese.
Nell'articolo si elogia l'impegno di Bagnasco per quell'incontro e si descrive lo stesso:
"L'incontro ha prodotto una foto che mostra il presidente dei vescovi sorridente tra le piccole sorelle di Charles de Foucauld di Genova e Lucrezia e Regina, due vistose biondone, truccatissime ed appariscenti".
Peccato che quella foto di cui si parla sia pubblicata e che si possa facilmente vedere che le due "vistose biondone" non solo non sono bionde, una delle due è mora, ma non sono nemmeno truccate, figuriamoci truccatissime (non ci sono nemmeno le suorine ma è davvero un dettaglio!).
Evidentemente per la testata romana la sola esistenza di persone transessuali è già da giudicarsi appariscente e quindi va giù duro ignorando allegramente quel che pubblica.
Il tutto, evidentemente, ignorando completamente le stesse parole del cardinal Bagnasco che tanto si vogliono elogiare: "Non c'è scherzo e non c'è scandalo".
Quello che è davvero inquietante è che alla fine della fiera si è comportato meglio L'Avvenire che, pur citando sempre le "signore molto, molto truccate", parla di una eventuale "ostentazione di femminilità propria di chi sogna d'essere nato donna".
L'Avvenire, evidentemente, si riferiva proprio a chi, come il Messaggero e Franca Giansoldati, si scandalizza per quella foto quando ha pubblicato: "ben gli sta, a questi cattolici sessuofobi, lo scherzo di una foto col presidente dei vescovi insieme a Regina, Lucrezia e le loro amiche".



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