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\\ Home Page : Storico : Curiosita' (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di queerboy (del 12/05/2010 @ 16:42:06, in Curiosita', linkato 231 volte)
Tag: | Adozioni | Personaggi | USA | Video |
Modern Family, FOX, SKY, gay, adozioni, baci, coppie, famiglie.

modern family 2 In Italia solo chi ha il SKY può vedere Modern Family per ora(?). Chi la conosce, però, sa che è una serie divertentissima in cui si narrano le vicissitudini di una famiglia: padre risposato con una giovane e bella colombiana, figlia con un marito demente e tre figli, e figlio gay con un compagno un po' chubby e una figlia adottiva.

Le scene di vita gay sono davvero deliranti e i personaggi paradossali ma ben studiati e divertenti. Il tema dell'omogenitorialità, poi, è una vera e propria scoperta per una sit com.

Grazie alla presenza della coppia gay nel telefilm si parla di stereotipi, pregiudizi, omofobia, omofobia interiorizzata, minority stress e, ovviamente, di genitorialità e problemi legati alla filiazione/adozione di bambini da parte di coppie di persone dello stesso sesso.

In tutto questo idillio, però, qualcuno si è accorto che tra i due ragazzi gay non c'è mai stato, per tutta la prima stagione, un solo bacio.

modern family 1 Baci tra il padre sessantenne e la bella colombiana ce ne sono stati, tra la figlia e il marito pure ma tra Cam e Mitchell nemmeno uno.

Malgrado le puntate incentrate sugli stereotipi eterosessisti, quelle sull'omofobia a scuola e quelle sull'accettazione delle famiglie dell'omosessualità dei propri figli il tabu del bacio gay pare sia rimasto lì dov'era.

Così è nato anche un gruppo facebook per chiedere agli autori e realizzatori del telefilm di inserire, finalmente, una scena con un bacio tra Cam e Mitchell.

Il momento più evidente di questa assenza, secondo i promotori, è in uno degli ultimi episodi della prima stagione in cui Claire Cam si ricongiungono ai rispettivi compagni e mentre Claire bacia affettuosamente Phil per salutarlo Cam abbraccia Mitchell.

cam-mitchell-no-kiss Secondo i produttori, però, la scena, e la costante assenza di baci gay, si spiega facilmente visto che "Cameron e Mitchell sono innamorati, concreti e affezionati. Dimostrano continuamente di essere affezionati l'uno all'altro dall'inizio alla fine della serie. E' successo però che in un episodio Mitchell abbia detto di non apprezzare effusioni in pubblico".

Quel che sembra strano, però, è che nemmeno dopo un ricongiungimento ci siano baci. Pubblico o meno.

 
Di queerboy (del 07/05/2010 @ 10:36:59, in Curiosita', linkato 281 volte)
Tag: | Destra | Discriminazioni | Fotografia | Guarire gli omosessuali | No-etero | outing | Personaggi | Pornodivi | Religione | Saranno Famosi | USA | V.M.18 | Viaggi |
escort, George Alan Rekers, ex gay, terapie riparative, Nicolosi, anti-gay, prostituzione, omosessualità, foto.

George Alan Rekers and Lucien Le statistiche da anni parlano chiaramente di come sia praticamente impossibile "ri-diventare etero" grazie alle famose terapie riparative e restarci nel tempo.

Altrettanto chiaramente parlano di quanti tra i "guaritori" siano a loro volta omosessuali impenitenti che solo ufficialmente si dicono etero o ex-gay.

A pochi giorni dalla venuta in Italia di Nicolosi, capofila dei riparatori, in America scoppia il caso George Alan Rekers.

A quanto pare, infatti, Rekers è stato pizzicato dai fotografi all'aeroporto mentre si faceva accompagnare da un escort. Nella foto si vede Rekers che spinge un carrello portabagagli accanto al ragazzo che pare sia iscritto a Rentaboy.com.

La difesa dell'attivista anti-gay poteva essere che la foto ha immortalato un evento fortuito ma evidentemente così non è visto che proprio Rekers si è dato la zappa sui piedi giustificando lo "strano" compagno di viaggio con una sua operazione e la necessità di un badante per il viaggio in Europa.

Ufficialmente, infatti, Rekers sostiene di aver ingaggiato il giovane tramite il sito che propone escort per essere aiutato con i bagagli vista la propria impossibilità di sollevare pesi.

Una persona qualsiasi avrebbe chiesto aiuto a qualcun altro, magari uno dei ferventi credenti in cerca di buone azioni da fare che frequentano il NARTH, ma Rekers pare abbia preferito qualcuno in grado di fornire anche qualche servizio in più (sbagliarsi è impossibile se si da un'occhiata all'homepage del sito!).

Ovviamente l'attivista anti-gay sostiene di non aver capito quali fossero i servizi offerti dall'escort (con quale faccia è lecito chiederselo!) e di averlo capito solo dopo che il viaggio era cominciato avendo inoltre deciso di "non aver avuto alcun contatto fisico con il giovane".

Secondo il giovane Lucien, però, la storia è tutt'altra e parla di spogliarelli casalinghi.

A questo punto arriva il cambio di strategia difensiva di Rekers che su Facebook dichiara di essersi "avvicinato a questi peccatori proprio con l'intento di aiutarli".

La tesi, quindi, sarebbe che Rekers ha contattato un ragazzo su Rentaboy.com senza sapere quali servizi fossero offerti su quel sito contattando però di proposito un escort maschile per aiutarlo a "guarire" mentre quello lo aiutava a sollevare i pesi per il suo viaggio di dieci giorni in Europa.

Se qualcuno ci crede è bene che si faccia delle domande sulla propria ingenuità.

 
Di queerboy (del 25/04/2010 @ 09:01:47, in Curiosita', linkato 193 volte)
Tag: | Discriminazioni |
discriminazioni, gay, cani, gay dog, seeing dog, malintesi, Australia.

seeing-eye dog Una mia amica, davanti ad episodi incredibili, è solita chiosare con un bel "la gente stanno male".

A quanto pare la gente "stanno" davvero male: un ristorante australiano che aveva rifiutato l'ingresso ad un uomo cieco perché un cameriere pensava che il suo cane guida fosse "gay" è stato condannato a chiedere scusa e pagare una multa.

Tutto comincia nel maggio scorso quando, riporta The Sunday Mail, Ian Jolly è andato al Adelaide's Thai Spice e non è potuto entrare malgrado il cartello all'entrata dichiarasse "benvenuti i cani guida": un membro dello staff era contrario visto che Nudge, il cane, a detta della compagna di Jolly era gay.

Secondo il proprietario del ristorante si è trattato di un malinteso tra la donna e il cameriere che aveva capito che la donna "voleva portare un cane gay dentro al ristorante":

Lo staff ha creduto davvero che Nudge fosse un comunissimo cucciolo che era stato castrato per diventare un cane gay.

Il malinteso nasce evidentemente da quel "seeing-eye dog" che si usa comunemente nella lingua anglosassone per chiamare i cani guida. Espressione che a quanto pare, se pronunciata frettolosamente, assume tutt'altre connotazioni sembrando altro. Da "seeing-eye dog" a "seen gay dog" (o qualcosa del genere).

Il tribunale ha ovviamente comminato una multa al ristorante e ordinato di scrivere delle scuse pubbliche per la discriminazione contro i disabili.

Quello che non si capisce, però, è perché in tutta questa storia non siano stati condannati proprietario e camerieri anche per discriminazione per orientamento sessuale.

Se, infatti, è stato chiarito il malinteso e sancito il diritto per i "seeing-eye dog" di entrare al Adelaide's Thai Spice non si sa il perché del permanere del divieto per i "gay dog".

 
Di queerboy (del 14/02/2010 @ 09:05:11, in Curiosita', linkato 265 volte)

Sarà una festa commerciale ma è pur sempre una giornata in cui tutti si ricordano dell'amore.

Oggi è San Valentino e un po' tutti festeggiano il proprio partner la propria partner.

Quindi tanti auguri a quelli che hanno un amore e a quelli che lo cercano.

 
Di queerboy (del 11/02/2010 @ 09:38:17, in Curiosita', linkato 423 volte)
Tag: | Bellezza | Discriminazioni | Fotografia | Personaggi | Religione |
Il Messaggero, Bagnasco, trans, incontro, foto, trasgressione, trucco, transfobia, ipocrisia.

Il Messaggero a quanto pare non perde mai occasione di interpretare a modo suo quel che succede. Solo ieri riportava la notizia di un incontro tra il cardinal Bagnasco e delle rappresentanti del mondo trans genovese.

Nell'articolo si elogia l'impegno di Bagnasco per quell'incontro e si descrive lo stesso:

"L'incontro ha prodotto una foto che mostra il presidente dei vescovi sorridente tra le piccole sorelle di Charles de Foucauld di Genova e Lucrezia e Regina, due vistose biondone, truccatissime ed appariscenti".

Peccato che quella foto di cui si parla sia pubblicata e che si possa facilmente vedere che le due "vistose biondone" non solo non sono bionde, una delle due è mora, ma non sono nemmeno truccate, figuriamoci truccatissime (non ci sono nemmeno le suorine ma è davvero un dettaglio!).

20100210 bagnasco trans

Evidentemente per la testata romana la sola esistenza di persone transessuali è già da giudicarsi appariscente e quindi va giù duro ignorando allegramente quel che pubblica.

Il tutto, evidentemente, ignorando completamente le stesse parole del cardinal Bagnasco che tanto si vogliono elogiare: "Non c'è scherzo e non c'è scandalo".

Quello che è davvero inquietante è che alla fine della fiera si è comportato meglio L'Avvenire che, pur citando sempre le "signore molto, molto truccate", parla di una eventuale "ostentazione di femminilità propria di chi sogna d'essere nato donna".

L'Avvenire, evidentemente, si riferiva proprio a chi, come il Messaggero e Franca Giansoldati, si scandalizza per quella foto quando ha pubblicato: "ben gli sta, a questi cattolici sessuofobi, lo scherzo di una foto col presidente dei vescovi insieme a Regina, Lucrezia e le loro amiche".

 
Di queerboy (del 31/12/2009 @ 12:21:53, in Curiosita', linkato 315 volte)

Capodanno pc

 
Di queerboy (del 28/12/2009 @ 17:26:07, in Curiosita', linkato 592 volte)
Tag: | Bullismo | Discriminazioni | Joseph Ratzinger | outing | Personaggi | Roma | Saranno Famosi | Video |
Papa, Ratzinger, Benedetto XVI, messa di natale, attacco, psicolabile, Facebook, seminarista, sfranta, omosessuale, visibilità, omofobia.

Benedetto XVI Tanto per festeggiare la notte di natale tale italosvizzera psicolabile ha pensato bene di riprovare a gettarsi sul Papa vestito in pompa magna riuscendo stavolta a farlo rovinare a terra con tutti i paramenti.

Le immagini hanno ovviamente fatto il giro del mondo e i commenti si sono sprecati. Dall'attentato al sacro alla esplicita presa per i fondelli di un vecchio con un abito dorato, si, ma troppo lungo e pesante.

Su FaceBook, ultimo ricettacolo di ogni male secondo il nostro Governo, sono ovviamente partite le battute, i gruppi, gli sberleffi.

A margine di tutto questo in parecchi si sono accorti dell'esistenza in uno dei video di un pretino non troppo virile e della sua reazione a quanto stava avvenendo. Partiti anche per lui battute e gruppi che in poche ore lo hanno trasformato nella star di fine anno: la seminarista sfranta.

Così mentre alcuni si vendicano delle offese e delle crociate nei confronti del Papa e godo della sua caduta (sperando forse che presto ce ne sia un'altra di tipo più politico), altri se la ridono del grande classico decisamente poco politically correct ma sempre e comunque "in auge" di un vecchio che casca. Ammettiamolo, sarà scorretto ma vedere un altro che casca per terra, soprattutto se un potente e/o in un momento di alta visibilità, fa ridere. e molto.

seminarista sfranta Dall'altra parte fa altrettanto ridere un appartenente ad un regime spietatamente omofobo che, in un momento di inattesa visibilità mondiale, fa sfoggio di tutta la sua poca virilità e da spettacolo del proprio polso leso.

Partita la presa per i fondelli mediatica del poveretto che sulle prime, come detto, fa molto ridere ma (c'è sempre un ma!) come si reagirebbe se ad essere preso per i fondelli in quel modo fosse un altro? Magari un ragazzo sui 20/25 in mezzo a Via del Corso? Si griderebbe al bullismo omofobico di stampo eterosessista ovviamente.

Perché per il poveretto questo non dovrebbe accadere?

Tanto più che a vendicarsi del Vaticano attraverso lo sberleffo per il poveretto sono principalmente gli stessi gay che tanto si indignano quando la vittima è laica. Se quel poveraccio fosse uno studente di matematica sarebbe difeso, visto che è uno studente di teologia viene sfottuto in uno strano esempio di vendetta rivolta a terzi.

Ovviamente ognuno è libero anche di prendere in giro "la seminarista sfranta" ma non possiamo sottovalutare la matrice di quegli sberleffi, la suindicata matrice omofobica eterosessista, e le conseguenze sulla vita privata e personale del poveretto che a quest'ora potrebbe essere già stato cacciato dal seminario (sempre che sia seminarista e non prete!) proprio a causa non tanto della sua (presunta?)omosessualità ma della visibilità e notorietà che gli è stata regalata dal web e da FaceBook.

In fondo, se si parla di bullismo omofobico, forse, dovrebbero essere "protetti" anche i seminaristi.

Tutt'altro discorso sarebbe se a fare le stesse espressioni fosse stato il Papa stesso o un cardinale, magari dichiaratamente omofobo in pubblico e palesemente sfranta in privato (e ce ne sono tanti che non ci hanno ancora regalato queste chicche!).

 
Di queerboy (del 25/12/2009 @ 08:27:39, in Curiosita', linkato 275 volte)

mr santa QW

 
Di queerboy (del 22/12/2009 @ 12:07:50, in Curiosita', linkato 1117 volte)
Tag: | Bellezza | No-etero | Saranno Famosi |
gaydar, ricerche, orientamento sessuale, Nalini Ambady.

gaydar 2 Ogni omosessuale che si rispetti, e che abbia un minimo di vita sociale, sa di cosa si sta parlando se sente nominare il gaydar. Per tutti gli altri basti sapere che è comunemente ritenuto quella sorta di radar che permette, soprattutto ai gay, di riconoscere se la persona che sia ha davanti è o meno gay a sua volta.

Una ricerca della facoltà di psicologia sociale dell'università di Tufts, in Massachusetts, ha tentato di capire se esiste davvero il gaydar e con quale velocità sia possibile per un gay riconoscere l'orientamento sessuale della persona che ha davanti.

Nalini Ambady ha quindi mostrato ad un gruppo di studenti delle foto (in cui capelli e vestiti erano stati tagliati per non aiutare nell'interpretazione) di novanta uomini diversi per metà gay e per l'altra metà etero. Tutte foto trovate in internet su siti di incontri e su facebook. La domanda per gli studenti era ovviamente se secondo loro il ritratto che stavano guardando fosse gay o meno, tempo per dare una risposta: 10 secondi.

GAYDAR 3 Il risultato è stato eclatante visto che a quanto pare il 57% degli studenti sono stati in grado di individuare l'orientamento sessuale del 65% dei soggetti della foto in meno di 50 millisecondi. Ovviamente non hanno "azzeccato" il 100% dei risultati ma hanno decisamente superato la media che una buona stima poteva suggerire per un azzardo casuale per le risposte.

In altre parole i ragazzi che si sono sottoposti al test hanno individuato se l'uomo che stavano vedendo fosse gay o meno in modo sicuramente non attribuibile al caso e alla fortuna visto che le probabilità sarebbero più o meno del 50% di risultati giusti.

gaydar scale Non bastando si è tentato di capire meglio e si è data la possibilità agli studenti che facevano il test di guardare più a lungo le foto. Laddove hanno potuto "valutare" meglio il ragazzo fotografato la percentuale di risposte giuste è salita ulteriormente.

Malgrado il tasso d'errore sembrerebbe che la ricerca ha confermato l'esistenza del gaydar e della sua capacità di valutazione quindi.

Nalini Ambady spiega questo risultato con l'istinto naturale delle specie animali a riconoscere un partner. Una sorta di versione omo dell'istinto femminile a riconoscere ed escludere il partner meno adatto e di quello maschile a riconoscere il possibile rivale.

 
Di queerboy (del 18/11/2009 @ 10:16:28, in Curiosita', linkato 626 volte)
Tag: | Adozioni | Bullismo | Destra | Discriminazioni | Giustizia | Lavoro | Matrimonio | Personaggi | Scuola | Viaggi |
Equality Summit, Carfagna, Stoccolma, meeting, pari opportunità, Svezia, Europa, gay, discriminazioni, diritti.

Mara Carfagna 2 Se leggi un titolo come "La Carfagna dà lezioni a Stoccolma" hai un sussulto. Qui c'è qualcosa che non va, devono aver fatto confusione tra chi insegna e chi apprende (o almeno dovrebbe farlo).

Invece secondo i soliti de Il Giornale non c'è niente di storto in un simile titolo.

A quanto pare basta riportare che la Carfagna abbia detto "cancellare le distanze, battere le discriminazioni in qualunque forma si presentino e smetterla di considerare questi temi, quelli che riguardano la libertà delle persone, come di serie B" basta per darle il titolo di professoressa delle pari opportunità in grado di dare lezioni anche all'evolutissima Svezia.

Certo, secondo molti dei lettori de Il Giornale, la Svezia è tutt'altro che avanti in questi temi visto che prevede il matrimonio tra persone dello stesso sesso anche in chiesa, l'adozione per gay, lesbiche e sigle, sta pensando di promuovere una legge per le quote blu visto che le donne a quanto pare sono più impegnate e più presenti in politica e ai vertici dirigenziali e ha fatto della lotta ad ogni tipo di discriminazione un baluardo talmente "alto" da renderlo davvero lontano come standard per quasi ogni Paese occidentale.

Equality Summit La notizia però sta forse nel fatto che quando la italiana ministra delle Pari Opportunità è intervenuta all'Equality Summit di Stoccolma e ha proposto "un'alleanza sostanziale tra i Paesi europei" per affrontare il problema delle discriminazioni tra sessi citando le "buone pratiche" "italiane la creazione del reato di stalking, gli interventi a favore dei rom e la campagna istituzionale contro l'omofobia" nessuno le è scoppiato a ridere in faccia in Svezia.

Forse la notizia era davvero questa e io non sono in rado di capirlo.

 
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