Ci sono 120 persone collegate

Sign for Per la decriminalizzazione universale dell'omosessualità



Cerca
 

Lingue
English   French

Mailing List
Iscriviti alla mailing list per essere aggiornato della novità


Community
 0 Utenti on-line

Entra nella Community
Nick
Password

I profili più visti

TheQueer
Immagine


QueerBoy
Immagine


Walter Manzoni
Immagine

Vedi i profili più visitati

Gli ultimi profili aggiunti

negative76
Immagine


helen4uu
Immagine


tobeas
Immagine

Vedi i nuovi profili







Vote for this site at Freedom Forum News & Media Blogs - Blog Catalog Blog Directory
Politics Top Blogs
http://www.wikio.it








Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di queerboy (del 15/06/2010 @ 10:24:51, in Gay Pride, linkato 358 volte)
Tag: | Destra | Personaggi | Roma | Saranno Famosi |
Casapound, Paola Concia, Gianluca Iannone, Pride, Roma, sponsor, Indymedia, destra.

Per alcune ora ieri è circolata una notizia: CasaPound parteciperà al gay pride di Roma grazie a Paola Concia.

CasaPound rainbow

Il link rimandava ad una pagina di Indymedia che pubblicava la notizia:

Ans(i)a - L'annuncio a sorpresa è arrivato soltanto nel pomeriggio di ieri.
Casapound, l'organizzazione di destra da più parti sospettata di simpatie fasciofuturiste, ha riferito ai giornali che parteciperà al gay pride di Roma con un proprio carro ispirato allegoricamente al celodurismo di ventennale memoria.
Gianluca Iannone, uno dei leader riconosciuti di quel movimento, ha dichiarato che è ora di fare piazza pulita degli steccati che hanno impedito l'ideale abbraccio fra chi crede negli ideali della destra e chi, in fondo, pur nella diversità di vedute, vi aspira.
Ricordando le recenti aggressioni verso persone omosessuali, Iannone, che all'interno della comunità gay romana viene scherzosamente definito "orso", ha assicurato che per quel giorno non prevede particolari problemi. E che, anzi, Casapound si adopererà come servizio d'ordine per far sì che a nessuno venga in mente di mettere in scena provocazioni all'insegna del cattivo gusto.
Ha concluso volendo ringraziare la sua personale amica e deputata del PD, Paola Concia, per essersi adoperata con gli organizzatori della manifestazione perché vincessero i loro pregiudizi e accettassero che il carro di Casapound sfilasse insieme al movimento lgbt.
La notizia di questa insolita partecipazione è stata commentata favorevolmente anche dagli organizatori del Roma Pride e dai loro sponsor.

Ovviamente la notizia è una bufala orchestrata dai cosiddetti "antagonisti" ma in tantissimi ci sono cascati. L'obbiettivo era esattamente questo: un attacco mirato e diretto nei confronti di chi organizza il RomaPride2010 e a Paola Concia, rea non solo di aver partecipato ad un dibattito pubblico proprio a/con CasaPuond ma, cosa altrettanto grave agli occhi di qualcuno, di essersi fatta fotografare con il logo del Pride romano di quest'anno.

L'attacco continuo a Paola Concia è ormai quasi un rito per qualcuno e non stupisce che questo sia l'ennesimo atto politico per sminuirla e deleggittimarla.

Quello che stupisce, però, è che alla notizia di Casapound al Pride nessuno si sia scandalizzato abbastanza da intuire la bufala. Lo scandalo, infatti, era nel fatto che Casapound aderisse e partecipasse al Pride dando per scontato che fosse possibile.

Ognuno crede a ciò che vuole credere si direbbe. Il Pride di quest'anno, infatti, è accusato da una parte di essere un "Pride di destra" (cosa che non si riscontra nel documento né in altri atti del Pride stesso!) e un Pride sottomesso a realtà commerciali.

Quindi leggere che "la notizia di questa insolita partecipazione è stata commentata favorevolmente anche dagli organizzatori del Roma Pride e dai loro sponsor" non ha fatto suonare campanelli, leggere che Iannone viene definito "orso" non ha fatto suonare campanelli, leggere che Casapound "parteciperà al gay pride di Roma con un proprio carro ispirato allegoricamente al celodurismo di ventennale memoria" non ha fatto suonare campanelli, leggere che Iannone "ha dichiarato che è ora di fare piazza pulita degli steccati che hanno impedito l'ideale abbraccio fra chi crede negli ideali della destra e chi [.] vi aspira" non ha fatto suonare campanelli, leggere che Casapound si sarebbe preoccupata del "servizio d'ordine per far sì che a nessuno venga in mente di mettere in scena provocazioni all'insegna del cattivo gusto" non ha fatto suonare campanelli, leggere che Iannone ringraziava calorosamente "la sua personale amica e deputata del PD, Paola Concia, per essersi adoperata con gli organizzatori della manifestazione perché vincessero i loro pregiudizi e accettassero che il carro di Casapound sfilasse insieme al movimento lgbt" non ha fatto suonare campanelli.

Forse quei campanelli non sono scattati perché coperti del suono di altri campanelli che vogliono far credere che questo Pride sia di destra, esclusivamente commerciale, connivente e via dicendo.

Ripetendo: si è creduto che la notizia fosse vera perché, in fondo, si pensava non solo possibile ma forse auspicabile (per alcuni) per fare un altro sgambetto al Pride (e non agli organizzatori, si ricordi!).

 
Di queerboy (del 10/06/2010 @ 11:48:18, in Gay Pride, linkato 279 volte)
Tag: | Discriminazioni | Giustizia | Personaggi | Roma |
Roma, Pride, gay help line, Arcigay, Mario Mieli, liti, spaccatura, omofobia, Campidoglio, Comune, statistiche, dati, aggressioni.

rect2844 La guerriglia da Pride quest'anno a Roma si sta concentrando tutta tra le associazioni che per una volta lasciano da parte i politici non costringendoli a dare dichiarazioni a vanvera per affossare (di solito però ottenendo l'effetto contrario!) la manifestazione.

Una vera e propria autogestione dello scontro che lascia fuori tutti quelli che non sono all'interno dei vari giochi associativi e imbriglia, purtroppo, anche quelli che vorrebbero "fare qualcosa" per la situazione disastrosa dei diritti civili di questo Paese.

Dallo strappo di chi voleva una fetta di potere dentro il Pride romano alla remissione del Mieli come capofila fino al documento con il quale si prendono irresponsabilmente le distanze da questo Pride augurandosi un fallimento che, a leggerlo da fuori, non può che essere il fallimento di tutte le persone che aspettano di veder riconosciuto qualche diritto ma che pagheranno gli scazzi personali e personalistici dei maggiori attori di questa farsa.

Così dopo il lancio del RomaPride2010 e del documento "dissidente" arrivano gli attacchi politically correct della richiesta di spiegazioni.

Il Mieli si è fatto di nuovo capofila di un comunicato nel quale si chiede conto, al Comune, dei dati della GayHelpLine gestita da ArciGay. Richiesta legittima e doverosa soprattutto a ridosso della gara che ne dovrebbe ri-assegnare la gestione ma che in questo momento suona più come una nuova strategia d'attacco che una richiesta di elementi certi.

Ad ogni modo la richiesta mira (oltre i motivi occulti ovviamente) a far luce su dati impazziti riguardanti gli episodi di omofobia romani e mettere un punto per capire quale sia la reale entità del problema.

Ad una crescente percezione di un aumento dei casi di aggressioni e violenze si può rispondere solo con la certezza che quella crescita sia concreta e soprattutto di che entità sia. I numeri della GayHelpLine non basterebbero certo a dare una statistica reale (per vari motivi che si elencheranno in seguito) ma sarebbero utili a determinare un trend.

In teoria.

La pratica, infatti, è qualcosa di diverso visto che quei dati sono parziali e falsati da una serie di presupposti.

Intanto la crescita degli episodi è falsata anche dalla crescita delle denunce. Questo non vuol dire che non aumentino le occasioni di omofobia ma bisogna anche fare i conti con l'aumento delle denunce e la speculare diminuzione dell' "omertà" delle vittime. Gay, lesbiche e trans si vergognano meno oggi a denunciare eventuali aggressioni e soprusi aumentando quindi il numero delle denunce.

Secondo dato che contribuisce ad alterare le statistiche derivanti dalla GayHelpLine è la non congruenza tra denunce telefoniche e denunce alle forze dell'ordine. Non tutti telefonano alla linea del Comune per fare le proprie denunce ma vanno (giustamente!) da carabinieri e polizia. Per contro non tutti quelli che telefonano sporgono poi anche denuncia alle autorità costituite. Incrociare questi dati sembra praticamente impossibile data la enorme varietà delle denunce da una parte e dall'altra.

Terzo dato è la recrudescenza del timore di essere giudicati se si fa denuncia. Nonostante siano diminuiti gli omosessuali che hanno vergogna per ciò che accade loro in casi di omofobia non si può ignorare che moltissimi, per vari motivi, ancora scelgono di rimanere nascosti e subire aggressioni, insulti e attacchi. Alla "summa" dei dati della GayHelpLine, quindi, mancherebbe il cosiddetto sommerso.

Quarto punto: alcune persone che subiscono atti di omofobia scelgono di rivolgersi ad altre associazioni, GLBT e non, piuttosto che alla GayHelpLine e molte di queste poi decidono di non denunciare anche alla linea gestita da ArciGay quanto accaduto. Altre compiono tutti e due i passaggi (non obbligati!). In questo caso sembra difficile mettere a sistema i vari dati e ottenere numeri certi.

In altre parole dai dati della GayHelpLine uscirebbero statistiche di difficile comprensione ma che potrebbero essere comunque utili a fare chiarezza. In questo senso è legittima la richiesta di rendere pubbliche le casistiche e i numeri. D'altro canto, però, il periodo è quello della guerra di stracci in cui è caduto l'intero "movimento" romano e la richiesta pubblica di ragguagli proprio ora suona più come un nuovo attacco che come una richiesta di chiarezza.

Parlando fuori dai denti: l'ArciGay romana trae visibilità e finanziamenti dalla GayHelpLine del Comune e si è fatta co-artefice del "nuovo Pride" dal quale si è chiamato fuori il Mieli. Mettere in dubbio la maggiore fonte di visibilità di chi ha come forte obbiettivo la visibilità stessa è un dato di facile lettura.

 
Di queerboy (del 09/06/2010 @ 08:27:33, in Gay Pride, linkato 338 volte)
Tag: | Video |
Pride, Napoli, video, invito.

Il Pride nazionale, quest'anno, si sposta al sud. Napoli sarà per un giorno la Capitale morale delle rivendicazioni della comunità GLBTQI.

Inutile ribadire per l'ennesima volta la stranezza della scelta fatta dal "movimento" (perlopiù da ArciGay!) di andarsene a manifestare in giro per l'Italia per rivendicare diritti e dignità che si chiedono ad un Governo che oltre ad essere idealmente lontano da quelle istanze è anche lontano fisicamente.

Ad ogni modo: il Pride, si diceva, è a Napoli. Per promuovere l'evento è stato creato un vero e proprio spot che gioca sullo spirito tutto partenopeo alla "popolanità" e che è un vero e proprio inno alla giocosità tipica delle rivendicazioni del Pride.

Perché il Pride, si ricordi, è l'unica manifestazione di rivendicazione al mondo che contiene in se anche lo spirito della festa che vuol dire, semplicemente, che siamo contenti e felici di essere noi stessi, anche in un Paese che non ci riconosce diritti e che di fatto dimezza la nostra cittadinanza.

E allora, quest'anno, seguiremo tutti Carmen e il suo carretto di finocchi.

 
Di queerboy (del 01/06/2010 @ 10:25:37, in Gay Pride, linkato 244 volte)
Tag: | Gay Street | Personaggi | Roma |
Mario Mieli, Pride, Roma, Glbt, movimento gay, spaccatura, Arcigay, GayLib, diritti civili, omosessuli, omofobia, transfobia

RomePride2010 Il Pride romano, quest'anno, nasce sotto cattivi auspici e sarà difficile venirne a capo. Comunque andrà sarà una perdita per certi aspetti e un'innovazione per altri.

Forse non tutti sanno che nei mesi passati alcuni (associazioni!) hanno messo in discussione nel merito e nel metodo l'organizzazione fin qui avuta con una egemonia del Mieli e hanno chiesto di essere parte del Pride stesso (meno importano i motivi presunti del perché lo abbiano fatto). Il Mieli ha quindi reagito (un po' stizzito, un po' offeso e un po' per calcolo) tirandosi indietro e lasciando la palla a chi aveva contestato il pregresso. Da quel punto in poi si è avviato un percorso più o meno pubblico e più o meno democratico (al di là delle dichiarazioni) per il "nuovo Pride". Workshop, coordinamenti, partecipazione dal basso: è stato sbandierato molto, ma non tutto è stato applicato.

Alla fine, quindi, il Roma Pride è stato preso in mano da quattro associazioni che ne stanno gestendo organizzazioni e percorsi: ArciGayRoma, DiGayProject, Azione Trans e Gay Lib (più una sparuta manciata di battitori liberi).

Il Mieli ha fatto il famoso "passo indietro" e ha lasciato che gli altri si prendessero l'onere e la responsabilità di quel che sta succedendo portandosi appresso un gran numero di associazioni che per vari motivi si sono allontanate dal Pride e si sono ritrovate a definirsi "contro" il nuovo che avanza (che poi nuovo non è!).

Al punto in cui siamo ora la situazione è che le "Quattro Sorelle" faranno il Pride invitando tutti a partecipare e le altre realtà e associazioni risponderanno NO (e staremo a vedere se saranno invece da qualche altra parte con un altro nome o con un Pride "diverso").

In buona sostanza chi ha scelto di non partecipare lo ha fatto perché il Pride che si prospettava era depotenziato, poco rappresentativo e autoreferenziale. In altre parole per "ri-potenziare" il Pride si sta scegliendo di non scendere in piazza facendolo colare a picco come un Titanic che ha sbattuto ad un Iceberg.

Di tutto quello che fin qui è stato detto, ovviamente, nessuno all'esterno saprà mai niente e anche chi al Pride ci andrà (o ci sarebbe andato) ne vedrà solo le possibili conseguenze: poca gente, pochi carri, pochi "nomi", pochi volti, pochi corpi...

In altre parole c'è il rischio concreto che questo Pride si dimostrerà pubblicamente un flop del quale, però, nonostante i mille distinguo e i mille rivoli in cui si perde la discussione che ha portato fin qui, si riterrà responsabile l'intera comunità (che solo noi sappiamo non esistere!).

La schematizzazione dei media e della politica (ingiusta ma reale) darà cronaca di una serie di richieste che non vengono appoggiate nemmeno da chi le fa e di una comunità che non ha nei fatti reale volontà di ottenere ciò che rivendica.

La banalizzazione degli interlocutori sarà: "chiedete cose che nemmeno i gay stessi vogliono e lo si è dimostrato con la scarsa partecipazione al Pride". Certo c'è il Pride nazionale a Napoli del 26 giugno ma sappiamo tutti benissimo che i giornalisti pigri e i politici romanocentrici (per usare una boutade alla Bossi) lo trascureranno più di quello romano, che sia giusto o meno è poco importante.

L'impressione che si ha, vedendo quello che accade, è che c'era un giocattolo bello e utile del quale finora si era scelto di non leggere le istruzioni e quindi di usarlo in maniera limitata. Quando qualcuno ha voluto quel giocattolo glielo si è lasciato cercando però di romperlo perché "se non ci gioco io non ci gioca nessuno".

Certo rimane il problema di partecipare ad un evento rivendicativo nel quale non ci si riconosce (ammesso che si sappia davvero quali contenuti ci saranno) ma rimane anche l'assenza di responsabilità ravvisabile nella scelta di rompere del tutto quel giocattolo tanto bello ma tanto sottoutilizzato.

A volte quando si rompe qualcosa c'è il rischio di ferirsi con i cocci e la scelta di mandare a fondo il Roma Pride 2010 può essere proprio questo: la comunità tutta, dentro e fuori il Roma Pride, dentro e fuori le associazioni, può fare una brutta fine (che magari è anche auspicabile perché dalle macerie si può anche uscire e ritrovare nuova linfa).

La sensazione è un po' quella del "tanto peggio tanto meglio" e la scelta delle associazioni, soprattutto quelle grandi e visibili, di non partecipare e di emanare pareri negativi e distinguo può dare la sensazione di una assenza di responsabilità da parte loro.

Comunque ormai alea iacta est ... solo che stavolta cor dado ce faremo 'er brodo.

 
Di queerboy (del 20/12/2009 @ 09:06:11, in Gay Pride, linkato 514 volte)
Tag: | Italia | Roma |
gay, Pride, Nazionale, Napoli, Roma, Mario Mieli, giugno, ArciGay.

napoli 1 Sono anni che si parla di un Pride nazionale stabilmente nella Capitale. Ogni volta c'è chi, contrario, rivendica il ruolo delle associazioni locali delocalizzate rispetto a Roma e della valenza del Pride nelle province e chi, favorevole, ricorda che se la manifestazione è politica e di rivendicazioni "governative" allora non ha senso farla dove il Governo e il Parlamento non ci sono.

Anche quest'anno c'è stata la stessa discussione, le stesse rivendicazioni, le stesse motivazioni per una o l'altra corrente.

Alla fine ha vinto Napoli e di nuovo ha perso Roma.

Alla riunione del movimento che si è tenuta ieri a Roma si è deciso, come da più parti era dato per scontato, che il Pride Nazionale 2010 si terrà nella città partenopea a giugno, dopo il Pride "locale" di Roma.

Sicuramente nella scelta della location decentrata da Roma ha giocato un ruolo non marginale la vicenda del Mario Mieli, della doppia tornata elettiva, di tre presidenti in un mese e delle risposte pubbliche tutt'altro che "di apertura" della ex/neo presidente Rossana Praitano.

Napoli10 Il Mario Mieli si è andato ad infilare in un ginepraio tale che la credibilità e la rappresentatività sono state seriamente minate e quindi si è giocato il Pride nazionale 2010. Stavolta, probabilmente giustamente.

Le vicende interne hanno avuto ripercussioni su quelle nazionali e si spera che con un anno di lavoro si potranno ricucire spazi e riacquisire autorità perchè il traguardo, sempre meno lontano, sarà il 2011. Roma e il Mieli si sono aggiudicati l'EuroPride 2011 e se il clima sarà quello odierno il timore è quello di un enorme flop esposto al giudizio internazionale e non solo interno.

Intanto ci si comincia a preparare per arrivare in massa, si spera, a Napoli per giugno.

 
Di queerboy (del 11/10/2009 @ 12:09:39, in Gay Pride, linkato 380 volte)
Tag: | Adozioni | Bacio al Colosseo | Bullismo | Discriminazioni | Fotografia | Giustizia | Italia | Lavoro | Lesbo | Matrimonio | No-etero | Roma | Saranno Famosi | Scuola |

Uguali 10-10-09 132 Secondo gli organizzatori e quanto riportato dai giornali oggi ieri pomeriggio per le vie di Roma eravamo 50.000. Secondo chi c'era molti molti meno.

Anche se è quasi sempre vero che i numeri, come le dimensioni, non contano non è nemmeno vero del tutto che siano irrilevanti. La prima manifestazione nazionale unitaria GLBT "extra-Pride" ha chiamato in piazza tutti ma la comunità non ha risosto come avrebbe dovuto, ed è stato un enorme peccato!

Uguali 10-10-09 146 Peccato perché la manifestazione e le idee c'erano, anche molte di più di quante ce ne siano nel "solito" Pride nazionale. Peccato perché, bell'e dimostrato, quando non si tratta di Pride abbiamo una credibilità maggiore. Peccato perché la formula era nuova, per l'Italia, ed è sembrata buona praticamente a tutti: interventi prima della sfilata, concertati e senza bandiere (o quasi). Peccato perchè il momento era quello giusto e la comunità, ora, potrebbe rivendicare uno spazio maggiore e più di peso.

Da sempre convinto nel difendere il Pride nelle sue modalità sostengo che di manifestazioni ce ne dovrebbero essere di più così da restituire al Pride il significato di lotta e liberazione che ha e dovrebbe avere ma anche per fare si che non sia l'unica manifestazione in grado di connotare le richieste e le rivendicazioni dell'intera comunità GLBTQI.

Se durante l'anno non abbiamo altre manifestazioni è naturale che "gli altri" ci identifichino e identifichino le nostre richieste con il Pride.

Uguali 10-10-09 022 Quella di ieri era l'occasione giusta per dimostrare che il Pride è un'altra cosa, che porta in piazza anche il colore ma che le nostre richieste sono più profonde e soprattutto politiche.

A quanto pare il messaggio è stato recepito e la risposta, anche istituzionale è arrivata. Basti pensare che la Carfagna, dopo numerosi attacchi alla comunità e al Pride si è svegliata dal proprio torpore istituzionale ed ha sentito l'obbligo istituzionale di inviare un messaggio (in qualche punto giustamente fischiato e contestato).

Altro segnale rilevante gli articoli di oggi sulla stampa nazionale dove, finalmente, emergono i contenuti delle rivendicazioni. Forse perchè fotografi e giornalisti non avendo potuto trovare le immagini cui sono abituati a dare peso in occasione del Pride sono stati costretti ad indagare sulle motivazioni della manifestazione (guarda caso sui giornali ci sono poche gallery e molti articoli!).

Uguali 10-10-09 140 La formula, quindi, era quella che merita rispetto "istituzionale".

Quella formula, però, non ha saputo intercettare le strane voglie di quei gay, quelle lesbiche e quei/quelle trans che di solito scendono in piazza per il Pride e che stavolta se ne sono stati a casa, o a fare shopping, piuttosto che venire in piazza a chiedere insieme agli altri quello che dicono di volere.

Uguali 10-10-09 009La formula "seria" di una manifestazione GLBT di rivendicazione non ha attirato sufficienti froci e lelle come fa invece il più colorato Pride. Segno questo che potrebbe far pensare che per molti di quelli che scendono in strada a primavera il Pride è davvero una festa e non una manifestazione politica e di rivendicazione.

Se ci sono musica, trans e go go boys alcuni vengono, se non ci sono quegli stessi non vengono e hanno di meglio da fare.

Ma allora quale è la formula giusta per salvare capra e cavoli e ottenere rispetto dagli "altri" e partecipazione dai "nostri"?

 
Di queerboy (del 10/10/2009 @ 08:56:47, in Gay Pride, linkato 452 volte)
Tag: | Adozioni | Bullismo | Discriminazioni | Elezioni | Gay Street | Giustizia | Italia | Lavoro | Lesbo | Matrimonio | Personaggi | Religione | Roma | Saranno Famosi | Storia |
Uguali, gay, Pride, lesbiche, trans, Roma, manifestazione, omofobia, diritti, matrimonio, pioggia, Stuart Milk.

uguali Oggi pomeriggio a Roma ci sarà quella che in molti stanno descrivendo come la prima manifestazione unitaria del movimento GLBTQI fuori dal Pride.

Per anni, infatti, l'unico vero grande evento organizzato dalla comunità è stata la manifestazione di inizio estate con tutto il solito strascico di polemiche che si porta dietro. In molti hanno detto da tempo che il motivo delle polemiche è anche, se non soprattutto, dovuto al fatto che il Pride è l'unica manifestazione della comunità e per questo le critiche si concentrano soprattutto sui "costumi" dei partecipanti. L'assenza di altre manifestazioni in grado di rivendicare i contenuti del Pride fanno si che non si capisca facilmente perché si chiedano diritti a suon di musica disco e vestiti di piume (inutile stare a precisare, ora, che quelle sono manifestazioni di pochi e non di tutti).

Finalmente, invece, l'intero movimento ha deciso di far vedere che ci siamo sempre e che in strada per i diritti e per le rivendicazioni sappiamo scenderci anche in autunno.

pioggia I rischi dell'autunno, però, sono presto dimostrati visto che da stanotte non solo piove ininterrottamente ma di tanto in tanto grandina anche: piove governo omofobo.

Peccato!

Inutile negare che anche se con la pioggia saremo tanti a sfilare per il centro di Roma con una giornata di sole degna delle celeberrime ottobrate romane saremmo stati di più.

C'è sempre la speranza che la pioggia cessi ed esca il sole ma il danno, ormai, potrebbe essere fatto. Peccato perché è l'occasione giusta per far vedere e sentire le nostre richieste.

Staremo a vedere quanti si saranno fatti scoraggiare dalla pioggia e quanti, invece, sfileranno per le strade di Roma nonostante le avversità meteorologiche.

Per chi ancora non sapesse di che manifestazione si tratti, piuttosto che rimandare al sito di "UGUALI", il consiglio è di leggere il messaggio inviato agli organizzatori e a tutti i partecipanti da Stuart Milk, leader americano della lotta per i diritti umani e nipote di Harvey Milk, grazie alla mediazione di gaynews24 e Aurelio Mancuso:

uguali2

Anche se non posso essere fisicamente con voi il 10 ottobre a Roma, vi sono accanto nel sostenere i diritti all'uguaglianza della comunità LGBT italiana. La capacità di radunare insieme, in un unico giorno e per una dimostrazione storica, tutti coloro che sostengono l'uguaglianza per la nostra comunità LGBT dimostra che è giunto il momento per l'Italia di riacquistare il proprio posto nella leadership mondiale mostrando la propria vicinanza e accoglienza verso tutti gli Italiani rispettando ciascuno con uguaglianza.

Mio zio, Harvey Milk, ha dato la sua vita per parlare in favore dell'uguaglianza, non solo negli Stati Unit,i ma per l'uguaglianza in tutto il mondo. Ha fatto tutto questo più di trent'anni fa quando le persone LGBT semplicemente non parlavano in pubblico e non facevano "coming out" con i propri amici o con i propri familiari o colleghi. Harvey voleva mostrare al mondo che proponendosi come un chiaro modello di comportamento autentico, senza nascondersi e comportandosi con orgoglio, la società può essere cambiata. Ogni italiano che sarà presente il 10 ottobre, eterosessuale o omosessuale, maschio o femmina, bisessuale o transessuale, nero, bianco o marrone, ognuno che sta al nostro fianco dice che l'Italia è più forte quando accoglie e celebra la completa diversità di tutto il nostro popolo, insieme diciamo che il momento per una completa uguaglianza per l'Italia è adesso.

Quando ero un adolescente, Harvey mi ha insegnato che quello che ogni società perde negando diritti civili a qualsiasi gruppo va al di là di ogni comprensione. Smettiamo di vivere ogni volta che attraverso violenza verbale o fisica inviamo pessimi messaggi di ingiustizia che forniscono modelli sbagliati di vita ai giovani. E più di ogni altra cosa, noi perdiamo la speranza e senza la speranza la vita non vale la pena di essere vissuta. Quel messaggio di speranza è quello che risplenderà il 10 ottobre. Speranza senza paura, speranza senza vergogna.

È questo il momento per l'Italia di adottare le risoluzioni prese dalla piattaforma LGBT del Parlamento Europeo: si tratta di diritti umani basilari che tutte le società civili e giuste devono avere per poter sfruttare a pieno il proprio potenziale nel mondo. La protezione dai crimini d'odio, la protezione dalla discriminazione e la possibilità di avere accesso alle stesse cure mediche come tutto il resto degli italiani non sono nient'altro che diritti fondamentali garantiti da qualsiasi governo legittimo e compassionevole.

Siamo tutti insieme sulle spalle di mio zio e siamo supportati da tutti quegli attivisti dei diritti umani che per primi hanno detto no alla discriminazione, no allo svilimento e quindi no alla disuguaglianza. Noi, come cittadini LGBT del mondo insieme a tutti gli altri italiani che saranno con noi il 10 ottobre, stiamo mandando un messaggio di uguaglianza che si trasformerà in una tempesta di diritti civili e così potremo spazzare via i vecchi messaggi di odio, intolleranza e divisione che impediscono a qualsiasi società di compiere a pieno il proprio destino.

Sono desideroso di venirvi presto a trovare così da poter parlare e discutere con tutti i membri della nostra comunità, quelli nascosti così come quelli alla luce del sole, con tutti i simpatizzanti eterosessuali e con tutti coloro che vorranno unirsi a noi nel nostro messaggio di accoglienza. Insieme, in prima linea sul fronte dei diritti civili, cambieremo i cuori e le azioni dei politici che ostacolano la via all'uguaglianza LGBT e daremo speranza, la speranza che ogni italiano, giovane o adulto, possa vedere presto una società dove si possa sentire accolto, protetto e rispettato.

Questa lotta inizia con te, che ogni italiano che legge o sente questo messaggio,si unisca a noi: la fede nell'uguaglianza è semplice e giusta e noi abbiamo bisogno della vostra voce. Unitevi a noi!

Siamo insieme, oggi e domani, in solidarietà

Stuart Milk

 
Di queerboy (del 08/10/2009 @ 08:52:09, in Gay Pride, linkato 518 volte)
Tag: | Arte | Bellezza | Discriminazioni | Fotografia | Giustizia | Italia | Lesbo | Personaggi | Roma | Saranno Famosi | V.M.18 | Video |
Colletivi universitari, Sui Generis, gay, lesbiche, trans, intersessuali, bisex, cross kissing, Roma, baci, semaforo, strisce pedonali, iniziative.

Di solito poco approvo metodi e contenuti delle iniziative intraprese dai "collettivi universitari" perché tropo duri e troppo antagonisti, secondo me, per richiamare significativamente l'opinione pubblica sulle motivazioni che li hanno spinti in piazza. Se i "collettivi" sono anche GLBT (Sui Generis nel caso) spesso riconosco il lato provocatorio ed evocativo ma, come sopra, non ne condivido l'attuazione.

Stavolta, invece, i ragazzi della Sapienza hanno colpito nel segno e hanno tirato fuori una performance tanto ben ideata e così semplice da leggere che, giustamente, ha guadagnato gli spazi sui giornali che meritava.

cross kissing 2

Ad una data ora, ad un segnale prestabilito, i ragazzi e le ragazze di Sui Generis hanno pacificamente invaso gli incroci stradali della città e allo scattare del rosso del semaforo si sono baciati sulle strisce pedonali.

cross kissing 5 Baci lesbici, baci gay e qualche bacio etero (e conoscendoli ce ne sarà stato anche uno "intersex") per attirare l'attenzione e "per dare visibilità ad una questione, quella della scelta sessuale e dell'identità di genere, che spesso si cerca di mantenere 'invisibile' o, all'opposto, di strumentalizzare politicamente come sta accadendo in questi giorni in occasione del dibattito sulla legge mancino".

cross kissing 4L'idea viene da lontano ed è stata "messa in atto" anche ultimamente ma è comunque un'idea semplice e forte che parla chiaramente e non ha alcun bisogno di essere spiegata, non serve nemmeno "una certa cultura GLBT" per capirla.

Così gli automobilisti e i passanti romani non devono aver avuto difficoltà a collegare quello che stavano vedendo ad una forma di comunicazione/protesta e magari a fare i conti con il proprio giudizio capendo, forse, che quello che stavano vedendo non era certo esibizionismo ma una provocazione di rivendicazione.

Gli spettatori inconsapevoli devono aver fatto i conti prima di tutto con se stessi e sarebbe bello sapere cosa è rimasto dentro di loro e cosa hanno raccontato una volta tornati a casa o cosa racconteranno oggi in ufficio o agli amici.

Bravi ai ragazzi di Sui Generis che hanno saputo mettere in atto un'azione forte capace di far pensare e di far riflettere chiunque su quello che è successo.

 
Di queerboy (del 05/09/2009 @ 12:37:40, in Gay Pride, linkato 458 volte)
Tag: | Discriminazioni | Gay Street | Giustizia | Italia | Matrimonio | Personaggi | Roma | Saranno Famosi | Storia |
Micro Pride, Roma, fiaccolata, autoconvocata, GLBT, gay, omosessuali, omofobia, movimento, politica, associazioni, Campidoglio.

DSCF3605 Seconda fiaccolata spontanea a Roma del popolo GLBT. Dalla settimana scorsa a ieri sera un aumento continuo di contatti e adesioni che può tranquillamente far parlare di successo dell'intero popolo gay, lesbico, trans, bisex e etero romano e non solo.

La definizione di Micro Pride, azzeccata, non rende certamente giustizia all'enormità di gente, di persone e di storie che ieri sera hanno simbolicamente deciso di uscire dai "luoghi preposti" e riprendersi la città.

A Roma come a Bologna, Milano, Torino, Catania e tante altre città la famosa gente comune, quella che spesso viene ingiustamente classificata come massa si è fatta massa critica per un vero e proprio evento completamente auto-organizzato e auto-convocato cui associazioni, partiti e istituzioni hanno aderito rispettandone il valore e facendo, finalmente, un passo indietro, forse anche due.

DSCF3591 E' stato emozionante vedere Via San Giovanni in Laterano aka Gay Street non riuscire a contenere le persone pronte ad invadere pacificamente la città. E' stato coinvolgente vedere Roma illuminarsi di fiaccole e candele, colorarsi dei sei colori della bandiera rainbow. E' stato appagante vedere finalmente le istituzioni, i personaggi noti, le associazioni, i politici mescolarsi finalmente agli altri perchè non c'era bisogno di distinguersi e il messaggio che si lanciava era già talmente forte che ogni esposizione mediatica personale o di parte non avrebbe potuto che sminuirlo o violentarlo. E' stato entusiasmante pensare che alle migliaia di persone che marciavano a Roma erano unite idealmente quelle che sfilavano nelle tante altre città di Italia.

DSCF3602 Di gente ce n'era tanta, ma tanta davvero. Tanta quanta non se ne vede mai alle altre manifestazioni se non ai Pride, quelli "macro".

Nessuna bandiera di partito, nessun vessillo di associazioni, a sottolineare che ora, finalmente, quello GLBT può essere davvero un popolo. Un popolo che, finalmente comincia a prendere coscienza di se e che "alla violenza, per ora, reagisce così. Insieme, all'aperto, visibile e riconoscibile, fuori da ogni ghetto".

Abbiamo "riconquistato la città che appartiene a noi come a tutti gli altri cittadini, rispetto ai quali riteniamo di avere uguali diritti, uguali doveri".

Quell'evento che forse farà la storia del movimento GLBT italiano che si è tenuto ieri sera è stato, è e sarà "un complemento a quanto fanno le associazioni ed i partiti".

A sottolineare tutto questo il sit-in finale, proprio sotto le finestre del sindaco della Capitale. Un discorso bello perchè davvero politico ma senza politica dentro. Nessuna contrapposizione, niente attacchi, non un'accusa. Rivendicazioni e presa di coscienza di quello che dobbiamo e vogliamo esigere perchè ci spetta. E' questo il fatto eclatante di ieri sera. E' questo che, probabilmente, passerà alla piccola storia del movimento omosessuale italiano.

DSCF3612 Essere arrivati dove molti non vorrebbero vederci ed aver dimostrato che sono loro a sbagliare perchè, davvero, siamo cittadini e pretendiamo di esserlo fino in fondo. Aver trasformato Via dei Fori Imperiali in Via della libertà e Piazza del Campidoglio in Piazza della Libertà. Perchè quello che abbiamo chiesto ed ottenuto per una sera, tutti insieme, è di essere liberi. Liberi di abbracciarci, di guardarci negli occhi, di sorriderci e di gridare al Sindaco di sposarci.

La nostra strada non si ferma certo qui e per dimostrarlo, fedeli all'idea originale di manifestare ogni venerdì avvenire, ci siamo già dati appuntamento a venerdì prossimo, sempre alle 21:00 nella via che per molti dovrebbe rappresentare una sorta di nostro "luogo sicuro". Stavolta, però, non arriveremo al Campidoglio perchè quei luoghi già ce li siamo ripresi e vogliamo riprenderceli tutti perchè ci spettano.

DSCF3620

Sfileremo Saremo a testa alta, come ieri, verso la Corte Costituzionale a Piazza Navona a due passi dal Senato della Repubblica, nel cuore delle Istituzioni, e poi cambieremo ancora direzione nelle settimane a seguire: Camera, Senato, Palazzo di Giustizia, Palazzo Chigi, i Ministeri, le piazze anonime della Roma civile e sociale con modalità e "destinazioni di volta in volta differenti.

Ci spettano e ce li riprenderemo, forse non solo con le fiaccolate e le marce ma tutto questo non deve fermarsi e non si fermerà alle istituzioni romane, non lo farà nemmeno con quelle nazionali, siamo cittadini e vogliamo esserlo, per questo, col tempo e con le nostre forze e la nostra volontà ci riprenderemo tutto il nostro Paese.

 

 
Di queerboy (del 29/06/2009 @ 09:01:16, in Gay Pride, linkato 496 volte)
Tag: | Adozioni | Bullismo | Discriminazioni | Elezioni | Giustizia | Italia | Matrimonio | Personaggi | Storia | USA |
GLBT, omosessuali, gay, Pride, Stonewall, Obama, Italia, USA, diritti, movimento, conquiste, Fini, Carfagna, Berlusconi, Napolitano, associazioni, rappresentanti, delegazioni, discriminazioni.

Oggi il "movimento" compie quarant'anni. I primi quarant'anni di lotte che nel mondo hanno conquistato risultati diversi stato per stato.

Inutile fare confronti tra l'evoluzione canadese e quella cinese, troppo lontani, troppo diversi, troppo differentemente "democratici.

Inutile anche fare somme e sottrazioni per quel che riguarda i risultati ottenuti in Italia visto che siamo fermi al palo più o meno da un decennio. Quello che duramente si è conquistato nei primi venti anni, perchè in Italia tutto comincia con ritardo, è molto ma quello che è rimasto indietro è ancora di più.

Un movimento che quasi non esiste, una "base" che è ridotta al lumicino su alcuni temi, una quasi completa indifferenza della classe politica e della cosiddetta società civile.

I modelli cui guardare, però, sono esemplari, a quarant'anni dalla notte in cui un gruppo di uomini e donne si è ribellato alle vessazioni e alla volontà di relegarli nell'oscurità.

Proprio oggi, per celebrare i quarant'anni dai moti di Stonewall, il Presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama riceve nella Sala Est della Casa Bianca una nutrita delegazione di gay, lesbiche, trans e bisessuali americani.

Duecentocinquanta rappresentanti della più folta minoranza che esista sul pianeta per ricordare l'anniversario dell'insurrezione popolare che li ha resi visibili. L'anniversario della nascita del movimento per i diritti degli omosessuali.

E' uno dei passi avanti più importanti che la comunità GLBT americana abbia mai fatto il ricevimento ufficiale alla Casa Bianca. Non era mai accaduto prima, e sta accadendo grazie ad un uomo che ha saputo chiamare a raccolta anche i gay, le lesbiche, i e le transessuali insieme alla società civile attorno ad un'idea di libertà per tutti, perchè "se qualcuno non è libero allora vuol dire che tutti non lo sono".

Niente a che vedere con la delegazione che nel 1977 non vide nemmeno col binocolo Jimmy Carter ma fu accolta da un funzionario. Niente a che vedere con uno sparuto gruppo, peraltro ben più che incompleto, di rappresentanti di associazioni accolto alla Camera dal Presidente Fini.

Duecentocinquanta uomini e donne a colloquio con il Presidente della più grande e potente democrazia del mondo.

Molti stanno dicendo, in America, che "non basta" ma a vederlo dall'Italia sembra già un miraggio.

Qui da noi ci si accontenterebbe perfino di avere un Ministro delle Pari Opportunità che non ci ignori, di un Presidente del Consiglio che non ci bullizzi, di un Presidente della Repubblica che accolga delegazioni rappresentative, di una televisione che si ricordi almeno oggi che è l'anniversario di una data storica e che ogni tanto non ci rappresentasse solo attraverso stereotipi e macchiette, di una società civile che sappia per cosa stiamo lottando e si unisca a noi.

Purtroppo ci si accontenterebbe anche di avere dei rappresentanti degni di questo ruolo.

Il movimento americano oggi compie quarant'anni e li dimostra con la propria maturità.

Quello italiano ne compie una trentina ma si dimostra sfatto e invecchiato, stanco prima del tempo di lottare contro un muro di gomma che è, prima che "fuori", all'interno del movimento stesso.

Tanti auguri!

 
Pagine: « 1 » 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15



Commenti
Gli ultimi commenti:
According to my own ...
05/09/2010 @ 16:49:43
Di Anonimo
This is well known t...
04/09/2010 @ 10:26:55
Di Anonimo
ciao io in un certo ...
01/08/2010 @ 23:34:03
Di Anonimo
In realtà la situazi...
27/07/2010 @ 08:39:43
Di Andrea
A mio avviso la conf...
26/07/2010 @ 22:51:52
Di Massimiliano
Attenzione a non far...
26/07/2010 @ 07:39:43
Di Andrea
A questa discriminaz...
24/07/2010 @ 21:08:21
Di Massimiliano
Nella mia esperienza...
22/07/2010 @ 00:50:50
Di Kay Ferraro
La mostra fotografic...
07/07/2010 @ 13:30:36
Di Ilaria Parietti
Ma ce l'hai con Mana...
30/05/2010 @ 08:43:03
Di Andrea
Bah. Dovevi fare una...
30/05/2010 @ 08:13:20
Di Claudio
Però beato lui!
08/05/2010 @ 15:18:20
Di AleDal
hehehehec'ho pensato...
20/04/2010 @ 12:03:48
Di Andrea
cioé, nell'ultima fo...
20/04/2010 @ 10:22:00
Di Fabio
La fantomatica lette...
17/04/2010 @ 15:54:11
Di ilcuriosocasoarkeon




Tag
I TAG degli articoli:

Adozioni (61)
Africa (10)
Arte (91)
Bacio al Colosseo (18)
Bear (2)
Bellezza (62)
BoaRosa (9)
Bullismo (39)
Cinema (93)
Cinema Queer a Venezia (12)
Destra (156)
Discriminazioni (763)
Elezioni (126)
Fireman (4)
Fotografia (73)
Gay Street (31)
Giustizia (617)
Guarire gli omosessuali (66)
Iran e Medio Oriente (32)
Italia (527)
Joseph Ratzinger (105)
Kiss-in a Sorrento (4)
Lavoro (41)
Lesbo (122)
Letizia Moratti (13)
Matrimonio (292)
Militari (17)
Moda (19)
Musica (63)
No-etero (159)
outing (9)
Partito Democratico (141)
Personaggi (224)
Pornodivi (19)
Pubblicità (87)
Pulizia etnica a Treviso (15)
Religione (382)
Roma (238)
Russia (35)
Saranno Famosi (178)
Scuola (32)
Spiagge (19)
Sport (38)
Storia (56)
Sviluppo Economico (47)
Teatro (22)
Turismo (49)
USA (184)
V.M.18 (104)
Viaggi (13)
Video (64)
Volontè (27)


< settembre 2010 >
L
M
M
G
V
S
D
  
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
     
             

Fai una donazione a The Queer Way con il metodo di pagamento sicuro di PayPal.


La donazione può essere di qualsiasi importo, si parte da 1 centesimo.